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Pianificazione e tutela paesaggistica

analisi e valutazione dei processi, delle criticità e dei fattori abilitanti

Il tema delle politiche per la tutela e valorizzazione del paesaggio è certamente uno dei più complessi. Non solo perché la dimensione del territorio, naturalmente connessa con il paesaggio, implica dover considerare tutti i molti e diversi elementi caratterizzanti, ma anche per la complessità e la molteplicità degli attori a vario titolo coinvolti.

Per questo, emerge con grande forza la necessità di fare un punto sulla tutela, valorizzazione e pianificazione paesaggistica.

La ricerca in breve

La ricerca intende in particolar modo riflettere su modelli e processi di pianificazione paesaggistica capaci di coniugare gli obiettivi di sviluppo del Paese con la tutela e valorizzazione del paesaggio e le potenzialità culturali e patrimoniali dei territori.

Lo studio indaga anche sulla adeguatezza del sistema delle competenze di chi opera in questo settore e sulla eventuale necessità di interventi di formazione o sensibilizzazione utili a rinforzare le conoscenze tecniche.

Gabriele Basilico, Trento, veduta da sud, 2003 [Archivio Gabriele Basilico, Provincia Autonoma di Trento]

Programma e obiettivi

Lo studio inizia col passare in rassegna i processi di pianificazione paesaggistica e l’esercizio delle funzioni amministrative di tutela paesaggistica nel loro svolgimento degli ultimi 15 anni.
La ricostruzione dei diversi contesti storico-culturali, organizzativi e procedurali consente di individuare tanto i fattori di criticità quanto gli elementi di successo e l’esame delle competenze coinvolte.

La ricerca è di natura valutativa nel senso che, oltre all’osservazione dei fenomeni e alla ricostruzione dei fatti, si pone in una posizione di interpretazione critica di ciò che su questo fronte è accaduto, del perché e del come, puntando a restituire un quadro delle principali evidenze ai fini della definizione di un set di raccomandazioni utili al miglioramento delle politiche pubbliche per il paesaggio.

Condivisione

Gli esiti della ricerca saranno resi pubblici in un appuntamenti di condivisione e confronto.

a che punto siamo

tutte le ricerche

La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale

Sulla scia del dibattito animato dalla ratifica della Convenzione di Faro da parte dell’Italia, una ricerca che ha l’obiettivo di studiare i casi di partecipazione culturale – identificando fattori abilitanti, opportunità, ostacoli e competenze necessarie al successo di tali processi – e di immaginare percorsi formativi per professionalità in grado di sostenerli e animarli.

La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale
Arte e spazio pubblico

Arte e Spazio Pubblico è un’iniziativa congiunta della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura e della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.
È una riflessione sull’arte nello spazio pubblico sul territorio nazionale, mossa dall’indagine sulla interazione, ora armonica ora conflittuale, tra le premesse teoriche e le pratiche progettuali, dal secondo dopoguerra ad oggi.
Il progetto si articola in momenti – consecutivi e complementari – di studio e ricerca, appuntamenti di formazione e occasioni di disseminazione.

Arte e spazio pubblico
Ereditare il presente: architettura italiana dal 1945

“Ereditare il presente” è un progetto di ricerca che la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno avviato in forma congiunta.  Studia il tema della tutela dell’architettura contemporanea con particolare riferimento alle architetture italiane del secondo Novecento realizzate a partire dal 1945.
La ricerca intende acquisire un quadro conoscitivo, attuale e aggiornato, sullo stato e sulla natura della tutela dell’architettura contemporanea, dedicando anche un doveroso approfondimento agli aspetti normativi e procedurali, con la prospettiva di creare una comunità competente sui temi della tutela del contemporaneo e di formulare una proposta di revisione dell’approccio alla tutela del contemporaneo e un aggiornamento degli strumenti in uso.

Aymonino - Rossi - Unità residenziale Monte Amiata - Foto di Marco Introini
Ereditare il presente: architettura italiana dal 1945
Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19

L’inedita situazione affrontata dal Paese a causa del Covid-19 ha spinto il settore dei beni culturali a interrogarsi sulle future sorti dei musei. La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha partecipato sin da principio a questa riflessione collettiva con una specifica indagine. Attraverso la ricognizione sistematica e l’analisi ragionata dei contributi che hanno animato il dibattito, l’indagine documenta l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla vita dei musei, con l’obiettivo di tracciare linee di intervento concrete per far fronte all’emergenza e strade praticabili verso l’innovazione.

Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19
Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura

Le competenze italiane in materia di conservazione e tutela, riconosciute a livello mondiale,  impegnano i diversi istituti del Ministero della cultura e il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio in molteplici e diversificate iniziative di formazione, addestramento e assistenza all’estero.
Un quadro conoscitivo sistematico e organico di questa offerta formativa contribuisce a valorizzare l’impegno dell’Italia nella campo della cooperazione internazionale e della diplomazia culturale.
“ACTION Cultural Heritage. ACtivities and Training from Italy ON Cultural Heritage” è la prima ricognizione di questo tipo – riferita al biennio 2018-2019 – raccolta in un volume in italiano e inglese .

Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura
Competenze per il patrimonio culturale

La ricerca nasce con l ‘obiettivo di acquisire un quadro conoscitivo dinamico sui profili professionali del patrimonio culturale e sui relativi sistemi di formazione e reclutamento, in Italia. L’indagine muove su due canali: da un lato, l’analisi del rapporto tra la formazione professionale e le ricadute nel mondo del lavoro; dall’altro lato, gli affondi sui profili professionali all’interno di una selezione rappresentativa dei luoghi della cultura.
I dati e le osservazioni che emergono dall’ indagine offrono più di uno spunto di riflessione per coloro che nell’attuale fase sono chiamati a disegnare i processi di lavoro dei professionisti del patrimonio culturale.

Competenze per il patrimonio culturale