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Cantiere Città

un percorso di valorizzazione per le città finaliste a "Capitale italiana della cultura"

Cantiere Città è una iniziativa rivolta alle città finaliste a “Capitale italiana della cultura”.

Per valorizzare e promuovere i progetti ideati dalle città concorrenti in fase di candidatura, per non disperdere le idee formulate, le relazioni avviate, le persone coinvolte – il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali propongono alle città finaliste, su tutto il territorio nazionale, un percorso di consolidamento delle capacità progettuali e di accompagnamento specifico per dare un futuro alle proposte elaborate.

Un cantiere  – permanente – di costruzione, in cui, in spirito collaborativo,  un ampio ventaglio di attori interessati si confrontano e lavorano su temi e con strumenti per la città culturale.

Il contesto

Il programma “Capitale italiana della cultura”, promuovendo la competizione tra diverse realtà territoriali per la promozione di progetti di sviluppo a base culturale, dal 2014 a oggi, ha registrato un progressivo miglioramento della qualità progettuale delle candidature.
Se le città insignite del titolo hanno potuto beneficiare di finanziamenti per la realizzazione dei progetti vincitori, cosa è possibile offrire a quelle città che, pur non risultando vincitrici,  abbiano consluso l’iter di candidatura con progetti di alta qualità?

Avviato nel 2022, Cantiere Città offre un percorso che, combinando attività di capacity building ad azioni di accompagnamento ‘su misura’ e coinvolgendo i rappresentanti delle amministrazioni comunali, i progettisti dei dossier, i soggetti provenienti dalle industrie culturali e creative, dal terzo settore e dalla società civile, è utile alle amministrazioni comunali per  rimettere in gioco i propri progetti, attuare ciascuna il proprio programma culturale e consolidare reti e partenariati.

Gli obiettivi

Con questa iniziativa, il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali valorizzano i progetti culturali presentati dalle città finaliste a “Capitale italiana della cultura”.
Partendo dai dossier di candidatura, dopo una fase di attento ascolto delle città, il percorso è strutturato per:

  • consolidare le capacità progettuali dei proponenti;
  • individuare soluzioni che ne favoriscano la sostenibilità;
  • promuovere e rafforzare la nascita di reti territoriali tra enti pubblici, privati e portatori di interesse.

Il percorso, individuando nuove buone pratiche di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale o di progettazione culturale, produce inoltre degli strumenti di supporto alle amministrazioni, sotto forma di pubblicazioni, manuali, tutorial.

La struttura

Il percorso propone un modulo comune rivolto collettivamente a tutte le dieci città finaliste e un programma di incontri individuali destinati a ciascuna città.
Il modulo comune si articola in due masterclass, in presenza (una inaugurale di presentazione e avvio dei lavori e una finale di sintesi dell’intera esperienza) e uno o più corsi online dedicati all’approfondimento di temi significativi per l’attuazione di un piano di sviluppo a base culturale.
Inoltre, un percorso individuale è riservato ad ogni città finalista attraverso tre workshop (di cui uno in presenza e due online) che, tenendo in conto la specificità di ciascuna realtà territoriale, possono sostenere le città candidate nella attuazione della loro programmazione culturale.

Il networking

Negli anni, il progetto ha dimostrato la sua efficacia sia nell’offrire occasioni di apprendimento tra pari che nel favorire la costruzione di rapporti tra le città partecipanti che, infatti, prendono parte alle numerose azioni di rete proposte: a partire dalla seconda edizione, Cantiere Città offre annualmente un appuntamento di networking a tutte le città coinvolte nel progetto, indipendentemente dall’anno di edizione.

A partire dalla quarta edizione, una nuova azione di Cantiere Città è destinata ai rappresentanti delle città intenzionate a candidarsi per future edizioni del titolo di “Capitale italiana della cultura”: Obiettivo Capitale è un ciclo di seminari tematici (on demand) di supporto alla strutturazione del progetto e del dossier secondo i criteri richiesti dal bando.

Cantiere Città: V edizione

il percorso di valorizzazione per le città finaliste di "Capitale italiana della cultura" 2028

Il programma, nella sua quinta edizione, è rivolto alle dieci città finaliste a “Capitale italiana della cultura” 2027: Ancona(Capitale), Anagni (FR), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina in Puglia (BA), Massa, Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP), Tarquinia (VT).

a che punto siamo

In cantiere

Le masterclass e i corsi tematici di Cantiere Città.
Cosa sono.

Le masterclass sono gli appuntamenti plenari rivolti alle 10 città finaliste, in compresenza, e sono complessivamente 2: una masterclass inaugurale e una di chiusura.
La masterclass inaugurale è la prima occasione di conoscenza reciproca ed è il primo incontro dedicato all’approfondimento dei temi chiavi della edizione in corso.
La mastercass di chiusura è un momento di bilancio e sintesi dell’intera esperienza, nonché occasione di condivisione e disseminazione degli strumenti operativi prodotti.

I corsi tematici sono occasioni di approfondimento su temi significativi per l’attuazione di un piano di sviluppo culturale presentati in occasione della prima masterclass di Cantiere Città a Roma, a maggio.

Questi appuntamenti sono aperti ai rappresentati delle città e ad altri portatori di interesse che i Comuni vorranno coinvolgere.

Il calendario delle masterclass

Masterclass inaugurale 6,7 e 8 maggio 2026
Dopo la presentazione dei progetti di candidatura dei Comuni, le città si confrontano in tavoli tematici e con un panel di esperti.

Masterclass di chiusura data da definire

 Anagni (FR), Lazio
“Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”

Anagni, insieme ai Comuni di Alatri, Ferentino e Veroli, presenta il progetto “Hernica Saxa”. La “pietra viva” che accomuna le quattro città diventa il punto di partenza per costruire un progetto comune che vuole mettere in rete un patrimonio condiviso e un’identità territoriale plurale ma coesa. Il programma mira a unire le quattro città in un’unica offerta culturale, costruendo una rete culturale integrata che coordina eventi, luoghi e servizi e rafforza la conoscenza, la fruizione e l’attrattività del patrimonio. La strategia si articola lungo cinque direttrici principali: “Eredità megalitica”, che connette le quattro acropoli dei comuni e li inserisce in circuiti culturali internazionali; “Spiritualità e storia papale”, che interpreta il patrimonio religioso e il ruolo storico di Anagni e del territorio come centri di produzione culturale e spirituale europea; “Arti e mestieri”, che promuove le filiere artigianali e le produzioni identitarie locali favorendo il passaggio intergenerazionale dei saperi artigianali; “Narrazione e memoria”, che costruisce nuove metodologie di racconto del territorio, valorizzando archivi, tradizioni e patrimonio immateriale; “Innovazione e futuro”, che introduce processi di digitalizzazione di tutti gli archivi e musei territoriali.

Elemento distintivo del programma è la gestione condivisa tra i quattro Comuni, che consente di programmare insieme eventi, servizi e valorizzazione del patrimonio culturale in modo continuativo. In questa prospettiva, si configura come eredità strutturale del programma culturale la costituzione di una fondazione di partecipazione, intesa come strumento stabile di governance capace di consolidare nel tempo la collaborazione tra i Comuni e gli attori del territorio.

 

Ancona, Marche
“Ancona. Questo adesso”

Ancona è diventata Capitale italiana della cultura 2028 con il programma “Ancona – Questo adesso”, che valorizza la sua identità di città marinara e Porta d’Oriente, articolandosi in quattro macroaree progettuali. “Questo Mare” riporta il mare al centro della vita culturale e urbana, trasformando la Mole Vanvitelliana in hub per eventi, mostre e produzioni artistiche e aprendo il porto alla città con nuove attività culturali, sociali e ricreative, nell’ambito di una strategia di waterfront culturale che riconnette porto e città. “La Via Maestra” crea un percorso culturale continuo nel centro storico, mettendo in rete musei, biblioteche e monumenti e organizzando mostre, festival e nuovi servizi per rendere l’offerta più accessibile e coordinata. Con “Adesso Parco”, la città si riconfigura attraverso un sistema di corridoi verdi connessi al Parco del Conero, integrando natura, cultura e mobilità sostenibile all’interno di un più ampio processo di rigenerazione urbana integrata. “Mare Culturale” attiva un programma dedicato ai giovani, alla formazione e alla creatività contemporanea, con progetti come il Campus del Mare Creativo e festival, laboratori e produzioni legate ai linguaggi digitali, mettendo in relazione arte, scienza e nuove tecnologie. Elemento centrale è il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni, attraverso modelli di governance partecipativa (anche under 35) e il contributo dell’Università Politecnica delle Marche, che alimenta la progettazione con ricerca, sperimentazione e produzione di nuove idee.

A partire da questa integrazione tra sistema della conoscenza e trasformazione urbana, Ancona vuole costruire una legacy orientata allo sviluppo, promuovendo la nascita di start-up culturali e creative, rafforzando un ecosistema dell’innovazione capace di connettere cultura, impresa e territorio, e rendendo strutturali nel tempo le reti, gli spazi e programmi attivati per l’anno da Capitale.

Catania, Sicilia
“Catania continua”

Catania costruisce la candidatura Catania Continua attorno ai tre sguardi dentro, in alto, lontano che definiscono una chiave interpretativa plurale del programma culturale, organizzando progetti, eventi e percorsi tra arte, scienza e territorio. In particolare, lo sguardo “in alto” orienta il programma verso una dimensione verticale che mette in relazione l’Etna, la scienza e lo spazio: dalla ricerca vulcanologica e ambientale alle esplorazioni astrofisiche e sottomarine, la città si configura come un laboratorio in cui natura e conoscenza scientifica diventano esperienze culturali accessibili, capaci di connettere profondità terrestri e visioni cosmiche. Lo sguardo “lontano” proietta invece Catania nel Mediterraneo, interpretato come spazio di scambio, contaminazione e futuro. In questa prospettiva, il programma culturale si dedica alla riscoperta della dimensione mediterranea come orizzonte culturale e politico, attivando reti, mobilità e collaborazioni internazionali che trasformano la città in un hub aperto e connesso. Infine, lo sguardo “dentro” è rivolto alla città stessa e al suo patrimonio materiale e immateriale, con l’obiettivo di attivare processi di valorizzazione fondati sul coinvolgimento diretto di comunità, attori locali e reti civiche. Questo approccio promuove una rilettura inclusiva dei quartieri e delle periferie, concependo la cultura come strumento di coesione, rigenerazione urbana e riconoscimento identitario.

Nel loro insieme, questi tre sguardi strutturano un programma che trasforma Catania in un sistema diffuso di produzione culturale e scientifica, valorizzando l’Etna e il mare e integrando le grandi infrastrutture di ricerca come luoghi aperti al pubblico e alla divulgazione. In questo quadro, la città propone festival, mostre, incontri, installazioni e visite che rendono accessibili temi scientifici – dall’astrofisica alle profondità marine – trasformando la ricerca in esperienze culturali per pubblici diversi.

Colle di Val d’Elsa (SI), Toscana
“Colle28. Per tutti, dappertutto”

Colle di Val d’Elsa propone la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 con il progetto “Per tutti, dappertutto”, che interpreta la città come una infrastruttura culturale diffusa, in cui patrimonio, welfare culturale e comunità attive si intrecciano. In questa visione, la cultura è intesa come strumento operativo per il miglioramento della qualità della vita, attraverso il coinvolgimento diretto della comunità nei processi decisionali. Il modello si fonda su un approccio fortemente community-based, costruito attraverso un ampio percorso partecipativo di co-progettazione articolato in tre direttrici principali. Colle Fabbrica Cultura ha coinvolto associazioni culturali, operatori turistici e culturali, imprese e cittadini in momenti di ascolto, formazione e co-progettazione. A questo si affianca ColleX, percorso rivolto ai giovani tra i 12 e i 25 anni, con l’obiettivo di trasformarli da destinatari a protagonisti attivi delle politiche pubbliche. Parallelamente, Colle Capitale Umano è un programma di formazione rivolto ai dipendenti comunali, finalizzato a rafforzare competenze e capacità amministrative in chiave collaborativa. Nel loro insieme, questi dispositivi hanno contribuito a trasformare cittadini, associazioni e imprese in co-autori del programma culturale, concependo la cultura come bene comune e infrastruttura di benessere democratico. Da tale processo è nato un programma che organizza il territorio in tre macro-aree funzionali: Colle Alta, dedicata al Sistema Museale Integrato e alla valorizzazione del patrimonio storico; Colle Bassa, configurata come Agorà della Cultura e Rete dei Diritti, con spazi di produzione culturale, inclusione e partecipazione; e Colle Nuova, orientata alla sperimentazione di modelli di cultura sostenibile e innovazione urbana.

Forlì, Emilia-Romagna
“I sentieri della bellezza”

Insieme a Cesena, Forlì propone la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 con il programma “I sentieri della bellezza”, che interpreta il territorio come una città diffusa tra pianura, borghi dell’entroterra e la riviera adriatica. La proposta si configura come un’unica destinazione culturale integrata collegata da 12 sentieri tematici e costruita attraverso un ampio processo partecipativo che ha coinvolto istituzioni, università, imprese e comunità locali mediante plenarie, laboratori tematici e sessioni di co-progettazione.  Dal programma emerge la volontà di creare delle comunità di pratica permanenti: quattro tavoli di concertazione composti da attori della comunità e stakeholders, dedicati alla valorizzazione del patrimonio locale, alla promozione del welfare culturale, alla rigenerazione urbana e al rafforzamento del sistema università–ricerca. In questo quadro, Forlì si posiziona come città che ha avviato un percorso pionieristico di lettura critica del patrimonio del Novecento, diventando punto di riferimento europeo per la valorizzazione e la gestione della memoria urbana. Parallelamente, si consolida come polo della conoscenza e dell’innovazione, grazie al sistema universitario, al Tecnopolo e al polo aerospaziale. Tra i progetti più significativi spicca CICLoPE (Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiments), infrastruttura di ricerca dedicata allo studio della turbolenza che vuole aprirsi al pubblico come esperienza di divulgazione scientifica. Questi elementi di innovazione, inseriti in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza di fondazioni, istituzioni accademiche e di ricerca e sistema imprenditoriale locale, contribuiscono alla strutturazione di modelli di governance pubblico-privata e all’attivazione di meccanismi innovativi di investimento nel settore culturale.

Gravina in Puglia (BA), Puglia
“Radici al futuro”

Gravina in Puglia costruisce la propria candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 attorno al programma “Radici al futuro” focalizzandosi sul tema-madre dell’“accogliere”. Questo paradigma si declina in tre direttrici strategiche, Richiamare, Sviluppare e Unire, che orientano l’obiettivo di rendere la città un territorio attrattivo per nuove idee e pratiche culturali. La tensione verso il futuro emerge dalla volontà di sottolineare la rilevanza dei processi partecipativi che hanno condotto alla scrittura del programma di candidatura. “Germogli – Hackathon sul futuro” ha coinvolto cittadini, professionisti e attori del terzo settore nella co-progettazione di idee culturali, molte delle quali sono state successivamente integrate nel programma ufficiale. Da questo percorso è nata la Casa della Candidatura, un ex monastero rifunzionalizzato che intende diventare uno spazio permanente di confronto, sperimentazione e attivazione civica, dedicato allo sviluppo di modelli partecipativi e progetti di innovazione urbana.

Massa, Toscana
“La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”

Massa, insieme ai territori di Carrara, Montignoso, Lunigiana e Luni, presenta la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 con il programma “La luna, la pietra”, che identifica la comunità locale come una comunità di “costruttori di cattedrali. Questa immagine richiama la tradizione produttiva e artigianale legata alla lavorazione della pietra e del marmo, reinterpretandola come capacità collettiva di costruire, attraverso interventi di rigenerazione e produzione culturale, nuovi processi culturali. La strategia si articola in due direttrici complementari: da un lato “I cantieri” (la pietra), focalizzati su interventi permanenti di rigenerazione urbana e sociale; dall’altro “I progetti” (la luna), che comprendono eventi ed esperienze temporanee capaci di generare impatti duraturi nel tempo. La candidatura evidenzia la necessità di rafforzare gli spazi di aggregazione culturale, attraverso interventi simbolici e infrastrutturali. Tra questi, la Cava Brugiana, concepita come teatro naturale all’aperto costruito in dialogo con la dimensione geologica e la biodiversità del territorio; il progetto Mar.Te, pensato come hub culturale co-progettato da giovani e nomadi digitali; e il Castello Malaspina, destinato a diventare un museo dedicato alla sua storia e che farà parte del costituendo Polo Museale Cittadino, con l’obiettivo di promuovere una governance culturale partecipata tra le diverse istituzioni culturali del territorio.

Mirabella Eclano (AV) Campania
“L’Appia dei popoli”

Mirabella Eclano propone la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 con il programma “L’Appia dei Popoli – Incubatrice di Art Thinking”, che assume la Via Appia come simbolo di connessione, viaggio e sviluppo condiviso, ma anche come modello per trasformare un’area interna in un nuovo collegamento culturale. Il progetto si fonda su una visione che integra il patrimonio archeologico e paesaggistico con l’arte pubblica e le produzioni locali vitivinicole. Un aspetto centrale è la valorizzazione del patrimonio archeologico locale, concepito non solo come testimonianza storica, ma in un dialogo continuo con progetti di arte pubblica. A tal fine, il progetto include iniziative come l’intervento al Parco archeologico di Aeclanum trasformato in un giardino produttivo (olio, vino, cereali, erbe, miele) che confluiscono in un prodotto collettivo e in un marchio territoriale. Il progetto è arricchito dal contributo di artisti-scienziati e dall’uso di tecnologie avanzate e intelligenza artificiale. Inoltre, un altro progetto fondamentale del dossier prevede la creazione di percorsi didattici e culturali lungo la Via Appia. Questo nesso tra arte pubblica, archeologi e aziende locali diventa una leva fondamentale per rafforzare il legame con la cultura del territorio, accentuando il valore della posizione strategica di Mirabella Eclano lungo la Via Appia.

Sarzana (SP), Liguria
“L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”

Sarzana propone la propria candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 posizionandosi come modello intermedio di “città-crocevia”, alternativa ai modelli di overtourism delle Cinque Terre e capace di contribuire alla redistribuzione dei flussi verso le aree interne. Dal programma culturale emerge la volontà di rendere accessibile il patrimonio materiale e immateriale attraverso due leve principali: da un lato la riattivazione di infrastrutture storiche, come la Via Francigena, restituita alla comunità come spazio culturale e di fruizione; dall’altro la digitalizzazione del patrimonio, finalizzata a diffondere e rendere accessibile la cultura locale. In questo quadro, il Festival della Mente, attivo dal 2004, rappresenta uno dei principali dispositivi culturali della città: oggi esteso anche attraverso formati digitali come lo strumento del podcast, alimenta un archivio dinamico e accessibile che amplia la possibilità di fruizione del patrimonio culturale immateriale. Accanto ad esso, il programma “Made in Italy – Laboratorio Sarzana” mira a valorizzare le botteghe e il saper-fare locale attraverso la mappatura e l’attivazione del patrimonio intangibile d’impresa locale. In particolare, l’iniziativa Cultura materiale e patrimonio intangibile d’impresa prevede la valorizzazione e la digitalizzazione del know-how e delle pratiche produttive, rafforzando il legame tra memoria, produzione e innovazione.

Tarquinia (VT), Lazio
“La cultura è volo”

Tarquinia presenta la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 con il titolo “La cultura è volo”, proponendo un modello innovativo di Capitale della Cultura Diffusa” fondato sulla valorizzazione integrata del patrimonio archeologico, paesaggistico e ambientale dell’Etruria meridionale.  Il progetto si sviluppa in forma congiunta con una rete di altri 11 comuni – Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa – all’interno della Destination Management Organization (DMO) Etruskey ETS, un’associazione pubblico-privata che riunisce enti locali e una vasta rete di soggetti economici e culturali del territorio. La candidatura nasce da un processo partecipato e punta a costruire un sistema culturale diffuso che intreccia patrimonio, paesaggio e produzione artistica contemporanea. Centrale è il dialogo tra natura e cultura, valorizzato anche attraverso linguaggi come la poesia e il teatro, con un richiamo simbolico alla figura del poeta Vincenzo Cardarelli. Il progetto prevede la creazione di una rete territoriale di hub culturali e informativi, con il porto di Civitavecchia come nodo strategico per la gestione dei flussi turistici e la redistribuzione verso l’entroterra.

tutte le edizioni

Cantiere Città
IV edizione

La IV edizione di Cantiere Città è rivolta alle dieci città finaliste a “Capitale italiana della cultura” 2027:  Pordenone (Capitale), Alberobello (BA), Aliano (MT) Brindisi, Gallipoli (LE), La Spezia, Pompei (NA), Reggio Calabria, Sant’Andrea di Conza (AV), Savona.
L’iniziativa ha prodotto un volume, dal racconto delle esperienze delle città ad una proposta di strumenti operativi.

Cantiere Città
III edizione

La III edizione di Cantiere Città è rivolta alle dieci città finaliste a “Capitale italiana della cultura” 2026:  L’Aquila (Capitale), Agnone (IS), Alba (CN), Gaeta (LT), Latina, Lucera (FG), Maratea (PZ), Rimini, Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese.
L’iniziativa ha prodotto un volume, dal racconto delle esperienze delle città ad una proposta di strumenti operativi.

Cantiere Città
II edizione

La II edizione di Cantiere Città è rivolta alle dieci città finaliste a “Capitale italiana della cultura” 2025:  Agrigento, Aosta, Assisi (PG), Asti, Bagnoregio (VT), Monte Sant’Angelo (FG),  Orvieto (TR), Pescina (AQ), Roccasecca (FR), Spoleto (PG)
L’iniziativa ha prodotto tre volumi, dal racconto delle esperienze delle città ad una proposta di strumenti operativi.

Cantiere Città
I edizione

La I edizione di Cantiere Città è rivolta alle dieci città finaliste  a “Capitale italiana della cultura” 2024:  Pesaro (città vincitrice) Ascoli Piceno, Chioggia (VE), Grosseto, Mesagne (BR), Sestri Levante con il Tigullio (GE), Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (SA), Viareggio (LU), Vicenza.
L’iniziativa ha prodotto tre volumi, tra materiale di approfondimento e strumenti operativi.

tutti i progetti di innovazione e sperimentazione

Gaming e beni culturali

Gaming e beni culturali. Progettare esperienze interattive per il patrimonio è un percorso formativo –  realizzato per Dicolab. Cultura al digitale in collaborazione con IIDEA Italian Interactive Digital Entertainment Association – per accompagnare i professionisti della cultura nella scoperta di questo linguaggio, fornendo strumenti teorici, operativi e progettuali per integrare le logiche del videogioco nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale.

Gaming e beni culturali
Laboratori di territorio

Laboratori di territorio è il percorso di capacity building disegnato su misura per le Amministrazioni comunali beneficiarie delle risorse PNRR Cultura 4.0 per il “Piano Nazionale Borghi”. Ideando un percorso di capacitazione ad hoc, la Scuola dei beni e delle attività culturali contribuisce alla buona riuscita di una politica tanto innovativa quanto capillare come quella del Bando “Rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici”.

Laboratori di territorio
Skills2Go!

Skills2Go! è il progetto di empowerment rivolto a Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura 2025. La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, con la collaborazione di GECT GO/EZTS GO e GO!2025, rivolge alle due amministrazioni un percorso di rafforzamento delle competenze per quanti lavorano a realizzare, valorizzare, promuovere e infine sostenere le attività della Capitale europea della cultura 2025.

Skills2Go!
UNESCO New Generation

UNESCO New Generation è il progetto d’informazione, di sensibilizzazione e di educazione sul patrimonio culturale immateriale che Ministero della Cultura, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali rivolgono alle giovani generazioni e realizzano con il fondamentale apporto delle comunità patrimoniali e dei gruppi che sul territorio animano i 17 elementi iscritti alle liste UNESCO.

UNESCO New Generation
Cultural business management training

In occasione della prima Ministeriale Cultura del G20, il Ministero della Cultura italiano e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno presentato la proposta di una rete G20 di istituzioni impegnate nel campo della formazione per la gestione del patrimonio culturale. Un\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\’iniziativa che ha come obiettivo rafforzare le capacità manageriali dei professionisti della cultura e promuovere lo sviluppo socio-economico a matrice culturale.

Cultural business management training
Capitale italiana della cultura: analisi del programma

La Fondazione affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura, in un progetto per la valutazione ex post e in itinere del programma “Capitale italiana della cultura”. Un’occasione per un’analisi sugli impatti dell’iniziativa sui territori, imprese culturali e creative e sui policy maker, oltre che per una riflessione metodologica su indicatori e metodi di misurazione in ambito culturale.

Capitale italiana della cultura: analisi del programma
Patrimonio immateriale UNESCO: verso un Osservatorio nazionale

La Fondazione affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura, lavorando alla predisposizione di un modello operativo per l’avvio e la sostenibilità dell’Osservatorio Nazionale del patrimonio immateriale UNESCO, che monitori, comprenda, orienti lo stato e le attività degli elementi italiani iscritti nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Patrimonio immateriale UNESCO: verso un Osservatorio nazionale
Itinerari culturali

Il programma degli Itinerari Culturali è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. Su territorio italiano si sviluppano 27 degli Itinerari Culturali certificati. La Fondazione Sscuola dei beni e delle attività culturali affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura nella realizzazione di una strategia nazionale per la promozione di questo innovativo modello di valorizzazione del territorio.

Itinerari culturali
FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri

L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. e la Fondazione avviano una ricerca congiunta mirata a definire, in un’ottica di sostenibilità economica, gestionale e organizzativa, il modello di gestione e il business case del nuovo polo culturale multifunzionale, denominato Fabbrica delle Arti e dei Mestieri (FAM). Sorgerà nella sede della prima Zecca dell’Italia unita.

FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri
L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale

L’Unione Europea dichiara il 2018 “Anno Europeo del patrimonio culturale” e il Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo ne coordina l’Agenda italiana. A distanza di un anno, una valutazione degli effetti di questa iniziativa sulle imprese culturali e creative, sulla partecipazione culturale e sui policy leader.

L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale
Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia

La ricerca, in essere con la collaborazione tra Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, analizza – ai fini di una nuova definizione e regolamentazione – i rapporti fra il Parco e gli operatori che svolgono le proprie attività imprenditoriali all’interno del Parco Sommerso di Baia.

Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia
Una città, venti musei: quattro distretti

Per migliorare l’offerta pubblica dei suoi Musei, Milano guarda alle più interessanti e avanzate esperienze internazionali e lavora a un piano strategico che reinventa la relazione tra i musei civici, la città e il pubblico. L’ indagine della Direzione Cultura del Comune di Milano è realizzata in collaborazione con questa Fondazione e con il Centro di Ricerca ASK Università Bocconi, l’ICAMT e PTSCLAS.

Distetti culturali Comune di Milano
Una città, venti musei: quattro distretti
Agenda Urbana

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura nella realizzazione di uno studio di fattibilità di un Osservatorio europeo sul patrimonio culturale e cambiamento climatico nel contesto urbano, individuandone il possibile ambito d’azione, finalità e funzioni, modello di governance. Con la Culture/Cultural Heritage and Climate Change Knowledge Base si mette a disposizione di tutti una raccolta di dati su politiche, programmi, progetti e attori attivi nella ricerca e nella sperimentazione di buone pratiche sul tema, per contribuire alla messe in rete e alla diffusione della conoscenza del settore.

Agenda Urbana