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Libro Città

percorso di valorizzazione delle proposte progettuali delle città finaliste a 'Capitale italiana del libro'

Libro Città è una iniziativa rivolta alle città finaliste a ‘Capitale italiana del libro’.

Il Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, con la collaborazione con il Centro per il libro e la lettura, propongono alle città finaliste un percorso di consolidamento delle competenze progettuali che metta le amministrazioni nelle condizioni di dare un futuro alle proposte progettuali ideate in fase di candidatura, per non disperdere le idee formulate, le relazioni avviate, le persone coinvolte.

Una proposta di accompagnamento che, superando la logica dell’unico vincitore, favorisce la creazione di una rete collaborativa capace di generare nuove opportunità di crescita culturale condivisa, tra dimensione locale e centrale.

Il contesto

L’iniziativa ‘Capitale italiana del libro’, nata nel 2020 seguendo l’esperienza positiva di Capitale italiana della cultura e ispirandosi al riconoscimento UNESCO di Capitale mondiale del libro, sostiene la realizzazione di progetti, programmi e attività per la promozione del libro, della lettura e della filiera dell’editoria. 
Partecipata negli anni da oltre 80 Comuni, l’iniziativa traccia la geografia vivace di città e comunità che, candidandosi al titolo di ‘Capitale italiana del libro’,  scelgono di investire in cultura e in competenze di progettazione culturale come leva per il benessere sociale e lo sviluppo locale.
Le città propongono, anno dopo anno, progetti di qualità che contribuiscono fortemente allo sviluppo di attività di coesione, inclusione e partecipazione delle comunità.
Libro Città, con avvio nel 2026, vuole offrire ai territori coinvolti nella competizione annuale a Capitale – a  professionisti culturali, amministratori comunali, progettisti, esperti, operatori di industrie culturali e creative, terzo settore e società civile – un percorso che, combinando attività di capacity building ad azioni di accompagnamento ‘sul campo’ – favorisca, anche per le città candidate e non vincitrici, l’attuazione delle idee progettuali presentate in fase di candidatura.

Gli obiettivi

Con questa iniziativa di valorizzazione dei progetti culturali presentati dalle città finaliste a ‘Capitale italiana del libro’, il Ministero della Cultura (Dipartimento per le attività culturali) e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, operano in coerenza con il Piano Olivetti per la Cultura, contribuendo alla educazione intellettuale e civica, alla socialità, alla rigenerazione culturale dei territori.

Partendo dai dossier di candidatura, dopo una fase di attento ascolto delle città, il percorso è strutturato per:
  • promuovere l’attuazione dei programmi di promozione del libro, della lettura e della filiera dell’editoria delle città finaliste anche attraverso il consolidamento delle capacità progettuali dei proponenti;
  • individuare soluzioni che ne favoriscano la sostenibilità, tra l’altro facilitando la creazione di reti territoriali e partenariati tra enti pubblici, privati e del il terzo settore e con progetti di fundraising;
  • aumentare la partecipazione civica e il coinvolgimento del pubblico attraverso momenti e attività di condivisione delle iniziative in essere.

La struttura

Il percorso propone un modulo comune rivolto collettivamente a tutte le città finaliste (inclusa la vincitrice) e un programma di incontri individuali destinati a ciascuna delle città finaliste non vincitrici.
Il modulo comune propone attività di networking e attività formative: un incontro inaugurale di presentazione dà avvio ai lavori, una masterclass iniziale in presenza è dedicata alla conoscenza e allo scambio tra le città; due corsi formativi, ciascuno articolato in tre appuntamenti, approfondiscono i temi della costruzione e del mantenimento delle reti e dei partenariati e quello del fundraising per i progetti culturali.
Il percorso individuale, tenendo in conto la specificità di ciascuna realtà territoriale, propone a ciascuna delle città finaliste non vincitrici, tre workshop (di cui uno in presenza e due online) volti a supportare l’attuazione di una o più idee progettuali presenti nei dossier di candidatura, nonché un incontro one-to-one con ciascuno dei docenti dei corsi formativi per supporto specifico alle iniziative che le città decideranno di portare avanti.

Libro Città I edizione (2026)

il percorso di valorizzazione per le città finaliste a 'Capitale italiana del libro' 2026

La prima edizione di Città Libro è rivolta alle città finaliste a ‘Capitale italiana del libro’ 2026 : Pistoia, città vincitrice del titolo,  Carmagnola (TO)Nardò (LE), Perugia e Tito (PZ)

Promossa dal Ministero della Cultura, l’iniziativa è realizzata dal Dipartimento per le attività culturali e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, , in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura, con la collaborazione del Centro per il libro e la lettura.
Collaborano alla realizzazione delle attività formative esperti in temi di progettazione culturale individuati in base ai temi trattati: Alessia Vitali, Riccardo Tovaglieri e Massimo Coen Cagli curano due corsi tematici e dedicano un appuntamento di tutoraggio specifico a ciascuna città.

a che punto siamo

In cantiere

Incontri, masterclass e corsi tematici. Cosa sono.

Gli incontri e una masterclass sono gli appuntamenti plenari rivolti alle città finaliste, in compresenza.
La masterclass inaugurale, in particolare, è la prima occasione di conoscenza reciproca ed è il primo appuntamento dedicato all’approfondimento dei temi chiave.

I corsi tematici sono occasioni di approfondimento su temi significativi per l’attuazione di un piano di sviluppo culturale.
Alessia Vitali costruisce con i partecipanti percorsi per costruire reti con gli stakeholder del territorio, con cui collaborare all’attuazione dei progetti selezionati da ciascuna città e analizza gli strumenti per mantenere le reti attive nel tempo.
Riccardo Tovaglieri e Massimo Coen Cagli sviluppano per i partecipanti un percorso laboratoriale sul fundraising, dedicato in maniera specifica allo sviluppo di raccolte fondi per i progetti dedicati alla lettura e alle biblioteche.

Entrambi i corsi prevedono, oltre i momenti assembleari, anche un incontro specifico per ciascuna città individualmente.
Questi appuntamenti sono aperti ai rappresentati delle città e ad altri portatori di interesse che i Comuni vorranno coinvolgere.

Il calendario

Masterclass inaugurale Roma, 23 e 24 febbraio 2026

Le città finaliste, illustrano i popri progetti e si confrontano con un panel di esperti su possibili progettualità presenti nel dossier da sviluppare nei mesi successivi
Si dà avvio ai corsi tematici

Corsi tematici
Corso Creazione di reti territoriali
Corso Fundraising

Carmagnola
IDENTITÀ Libri e Territorio
Siamo ciò che leggiamo o leggiamo ciò che siamo?

Valorizzando un impegno già pluriennale, la città di Carmagnola ha deciso di candidarsi a ‘Capitale Italiana del Libro’ 2026, con l’intento di promuovere la lettura come mezzo per stimolare il pensiero critico, favorire il dialogo, sviluppare la riflessione e quindi, strumento fondamentale di crescita culturale e sociale.

Partendo da un’indagine rivolta a tutta la popolazione (ed indagando il mondo dei non-lettori), la candidatura ha riunito intorno alla città molte forze cittadine come le istituzioni pubbliche e gli attori privati, nonché altri comuni, vicini e lontani.

In progetto di candidatura si ispira a personaggi come Alessandro Manzoni, Mario Soldati, Rita Levi di Montalcini, Gabriele D’Annunzio, Giuseppe Bartolomeo Menochio, Carlo Fruttero con l’obiettivo di costruire un futuro di cultura inclusiva e condivisa, con radici forti nella tradizione locale.

A questo si accompagna un ambizioso programma di ristrutturazione e recupero degli edifici storici per creare nuovi spazi per la lettura, un ricco palinsesto di mostre ed altri eventi e un progetto di digitalizzazione.

Nardò (LE)
Nardò Capitale della Lettura Rigenerativa: Territori, Comunità, Futuro

Per la città di Nardò investire sulla lettura come pratica condivisa e rigenerativa può incidere positivamente su molti problemi della comunità; per farlo è necessario moltiplicare i presìdi culturali, a cominciare dalla riapertura della Biblioteca Comunale “Achille Vergari”, e includere le tanto le fasce di popolazione più fragili che le aree cittadine più svantaggiate. Questo presidio sarà svolto sia dalla rete bibliotecaria diffusa, che dai musei, dalle scuole e dalle associazioni culturali.

Nel ricco programma di iniziative ed eventi, Nardò propone un’apertura internazionale verso il Mediterraneo e un’azione di sostegno all’imprenditorialità dedicata alle professioni e alle imprese che ruotano intorno alla produzione dei libri.
Un’azione inoltre è stata progettata per realizzare una biblioteca digitale territoriale, integrata nella Digital Library della Regione Puglia.

Perugia
GOCCE. L’ACQUA SI FA VOCE

Il dossier con cui Perugia vince il titolo di ‘Capitale italiane del libro’ radica la sua proposta nella ricca infrastruttura culturale cittadina con, fra l’altro, biblioteche diffuse e molto frequentate, bibliobus, librerie e case editrici, oltre a archivi, musei e teatri, festival e altri eventi culturali.

Alla luce dei bisogni del territorio, individuati i target più deboli, il dossier propone la visione di “una città che riconosce la cultura come bene comune, la lettura come diritto fondamentale e la partecipazione attiva come motore di coesione sociale”, in cui il libro e la lettura “diventano strumenti di emancipazione personale e collettiva, di inclusione, di crescita e di innovazione”.

Per questo, Perugia ha scelto l’acqua come tema guida, poi declinato in vari assi progettuali, uno dedicato ai festival, uno alle attività laboratoriali, creative e partecipative, uno alla raccolta di storie e ricordi, uno all’inclusione e all’accessibilità.

 

Pistoia
Pistoia: l’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro

Pistoia interpreta la lettura come invito all’esplorazione collettiva del nuovo, all’apertura e alla scoperta, con un particolare curiosità del futuro.

Insieme alle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della nascita di Collodi e l’attenzione verso il libro antico, Pistoia si impegna nei confronti di tutta la filiera del libro, che va dalle case editrici, agli autori, alle librerie, le scuole e il Parco Letterario Policarpo Petrocchi, abbracciando tutto il territorio già consorziato da REDOP, la rete di cooperazione documentaria della provincia di Pistoia.

Il dossier di candidatura a ‘Capitale italiana del libro’, propone quindi un piano articolato in 10 obiettivi strategici, ciascuno da attuare tramite azioni specifiche. Fra gli obiettivi il miglioramento dell’offerta culturale cittadina, la crescita dell’inclusione e della partecipazione pubblica, la promozione dell’imprenditoria creativa, il contributo alla crescita sostenibile del territorio e la valorizzazione della diversità della produzione culturale.

Tito (PZ)
Una lettura che rigenera. Tito 2026 tra identità, diversità, comunità e futuro

La città di Tito promuove la lettura come strumento di comunità e inclusione, con l’obiettivo di trasformare un’eredità industriale in una visione culturale e collettiva.

Il progetto di candidatura propone eventi, iniziative e interventi strutturali che incentivano la lettura come mezzo per costruire una comunità educante, e favorire l’inclusività. La Biblioteca comunale “Lorenzo Ostuni”, per esempio, è il centro delle attività di un programma che lavora per creare una rete intorno alla lettura che abbracci e un territorio più vasto.

Il programma è articolato in quattro aree fondamentali: Coinvolgimento e Inclusione, Identità, Trasformazione e Diversità e ha individuato specifici gruppi target: i giovani, i NEET e le imprese. Centrale è l’obiettivo di coinvolgere nella lettura, nella creazione letteraria, nei festival e nei laboratori nuovi fruitori, immaginando nuovi strumenti per raggiungerli.

tutti i progetti di innovazione e sperimentazione

Gaming e beni culturali

Gaming e beni culturali. Progettare esperienze interattive per il patrimonio è un percorso formativo –  realizzato per Dicolab. Cultura al digitale in collaborazione con IIDEA Italian Interactive Digital Entertainment Association – per accompagnare i professionisti della cultura nella scoperta di questo linguaggio, fornendo strumenti teorici, operativi e progettuali per integrare le logiche del videogioco nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale.

Gaming e beni culturali
Laboratori di territorio

Laboratori di territorio è il percorso di capacity building disegnato su misura per le Amministrazioni comunali beneficiarie delle risorse PNRR Cultura 4.0 per il “Piano Nazionale Borghi”. Ideando un percorso di capacitazione ad hoc, la Scuola dei beni e delle attività culturali contribuisce alla buona riuscita di una politica tanto innovativa quanto capillare come quella del Bando “Rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici”.

Laboratori di territorio
Skills2Go!

Skills2Go! è il progetto di empowerment rivolto a Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura 2025. La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, con la collaborazione di GECT GO/EZTS GO e GO!2025, rivolge alle due amministrazioni un percorso di rafforzamento delle competenze per quanti lavorano a realizzare, valorizzare, promuovere e infine sostenere le attività della Capitale europea della cultura 2025.

Skills2Go!
UNESCO New Generation

UNESCO New Generation è il progetto d’informazione, di sensibilizzazione e di educazione sul patrimonio culturale immateriale che Ministero della Cultura, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali rivolgono alle giovani generazioni e realizzano con il fondamentale apporto delle comunità patrimoniali e dei gruppi che sul territorio animano i 17 elementi iscritti alle liste UNESCO.

UNESCO New Generation
Cantiere Città

Un programma per sostenere i progetti di sviluppo a base culturale delle città finaliste alla selezione “Capitale italiana della cultura”. Il Ministero della Cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno ideato un percorso innovativo per accompagnare le città finaliste nella realizzazione dei progetti più meritevoli, rafforzare le competenze dei promotori e le reti territoriali.

Cantiere Città
Cultural business management training

In occasione della prima Ministeriale Cultura del G20, il Ministero della Cultura italiano e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno presentato la proposta di una rete G20 di istituzioni impegnate nel campo della formazione per la gestione del patrimonio culturale. Un\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\’iniziativa che ha come obiettivo rafforzare le capacità manageriali dei professionisti della cultura e promuovere lo sviluppo socio-economico a matrice culturale.

Cultural business management training
Capitale italiana della cultura: analisi del programma

La Fondazione affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura, in un progetto per la valutazione ex post e in itinere del programma “Capitale italiana della cultura”. Un’occasione per un’analisi sugli impatti dell’iniziativa sui territori, imprese culturali e creative e sui policy maker, oltre che per una riflessione metodologica su indicatori e metodi di misurazione in ambito culturale.

Capitale italiana della cultura: analisi del programma
Patrimonio immateriale UNESCO: verso un Osservatorio nazionale

La Fondazione affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura, lavorando alla predisposizione di un modello operativo per l’avvio e la sostenibilità dell’Osservatorio Nazionale del patrimonio immateriale UNESCO, che monitori, comprenda, orienti lo stato e le attività degli elementi italiani iscritti nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Patrimonio immateriale UNESCO: verso un Osservatorio nazionale
Itinerari culturali

Il programma degli Itinerari Culturali è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. Su territorio italiano si sviluppano 27 degli Itinerari Culturali certificati. La Fondazione Sscuola dei beni e delle attività culturali affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura nella realizzazione di una strategia nazionale per la promozione di questo innovativo modello di valorizzazione del territorio.

Itinerari culturali
FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri

L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. e la Fondazione avviano una ricerca congiunta mirata a definire, in un’ottica di sostenibilità economica, gestionale e organizzativa, il modello di gestione e il business case del nuovo polo culturale multifunzionale, denominato Fabbrica delle Arti e dei Mestieri (FAM). Sorgerà nella sede della prima Zecca dell’Italia unita.

FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri
L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale

L’Unione Europea dichiara il 2018 “Anno Europeo del patrimonio culturale” e il Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo ne coordina l’Agenda italiana. A distanza di un anno, una valutazione degli effetti di questa iniziativa sulle imprese culturali e creative, sulla partecipazione culturale e sui policy leader.

L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale
Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia

La ricerca, in essere con la collaborazione tra Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, analizza – ai fini di una nuova definizione e regolamentazione – i rapporti fra il Parco e gli operatori che svolgono le proprie attività imprenditoriali all’interno del Parco Sommerso di Baia.

Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia
Una città, venti musei: quattro distretti

Per migliorare l’offerta pubblica dei suoi Musei, Milano guarda alle più interessanti e avanzate esperienze internazionali e lavora a un piano strategico che reinventa la relazione tra i musei civici, la città e il pubblico. L’ indagine della Direzione Cultura del Comune di Milano è realizzata in collaborazione con questa Fondazione e con il Centro di Ricerca ASK Università Bocconi, l’ICAMT e PTSCLAS.

Distetti culturali Comune di Milano
Una città, venti musei: quattro distretti
Agenda Urbana

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali affianca il Segretariato Generale del Ministero della Cultura nella realizzazione di uno studio di fattibilità di un Osservatorio europeo sul patrimonio culturale e cambiamento climatico nel contesto urbano, individuandone il possibile ambito d’azione, finalità e funzioni, modello di governance. Con la Culture/Cultural Heritage and Climate Change Knowledge Base si mette a disposizione di tutti una raccolta di dati su politiche, programmi, progetti e attori attivi nella ricerca e nella sperimentazione di buone pratiche sul tema, per contribuire alla messe in rete e alla diffusione della conoscenza del settore.

Agenda Urbana