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Managing Art Collections: from ancient to contemporary

International School of Cultural Heritage
IV edizione • programma 2026

La International School of Cultural Heritage è una consolidata iniziativa internazionale di formazione e scambio volta all’incontro tra professionisti del patrimonio culturale italiani e stranieri, promossa dal Ministero della Cultura (Direzione generale Affari europei e internazionali del Dipartimento per gli affari generali) e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Ogni edizione del programma circoscrive un ambito tematico di indagine e studio ed un’area geografica di provenienza dei partecipanti.

La IV edizione, dal titolo Managing Art Collections: from ancient to contemporary, esplora la connessione tra il patrimonio archeologico e le arti contemporanee, mettendo in dialogo professionisti di diversi ambiti disciplinari provenienti da 12 Paesi coinvolti nel Piano Mattei.

I partecipanti

Sono 23 – tra curatori e conservatori, archivisti e bibliotecari, educatori e ricercatori, direttori e manager – i partecipanti a questa edizione e provengono da 12 Paesi: Algeria, Angola, Congo/Brazzaville, Egitto, Ghana, Costa d’Avorio, Kenia, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania, Tunisia.
Candidati al programma dalle istituzioni culturali dei rispettivi Paesi di provenienza, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienza e la propria prospettiva di aggiornamento, i partecipanti stranieri accedono a un percorso formativo online e a un successivo periodo di residenza, di natura progettuale e operativa, presso una istituzione culturale italiana.

Ogni professionista, in contatto con esperienze italiane e internazionali, ha l’occasione di condividere, sperimentare e innovare il proprio agire professionale in un diverso contesto culturale.

Lo scambio

Numerose organizzazioni culturali italiane, tra istituti del Ministero della Cultura, musei, archivi, parchi archeologici, contribuiscono alla realizzazione del programma, garantendo interventi formativi e visite di studio o ospitando in residenza i colleghi stranieri. Ospitano le residenze il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MARC), il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MARTA), il  Museo delle Civiltà (MUCIV ), il  Museo Archeologico dell’Agro Falisco e Forte Sangallo, i Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii .

Per le istituzioni italiane, l’iniziativa è un’opportunità strategica di entrare in un network internazionale in crescita e di sperimentare nuove forme di cooperazione culturale.

Il programma

Le istituzioni culturali oggi sono chiamate a confrontarsi con patrimoni sempre più eterogenei – materiali e immateriali, antichi e contemporanei – integrandoli in strategie di valorizzazione, interpretazione e conservazione capaci di parlare a pubblici diversificati e globalizzati.
Con un approccio multidisciplinare che mette a confronto e integra le diverse prospettive professionali, il programma di Managing Art Collections: from ancient to contemporary offre uno spazio di riflessione unico sulle esperienze di dialogo tra reperti archeologici, opere contemporanee e risorse archivistiche, stimolando nuove progettualità.
Formazione

online • febbraio – marzo 2026

Cinque sessioni consentono ai partecipanti un primo confronto reciproco e con i referenti delle istituzioni culturali italiane.
Gli incontri propongono alcuni approfondimenti tematici su evoluzione delle pratiche curatoriali e gestionali, relazione tra conservazione, fruizione e accessibilità, la trasformazione dei valori materiali e immateriali del patrimonio nel tempo, strategie per la gestione sostenibile delle risorse per il patrimonio culturale.

Workshop

Roma •  20–24 aprile 2026

È il momento di avvio della fase progettuale.
Tutti i partecipanti e le istituzioni ospitanti si riuniscono per condividere un quadro metodologico comune, definire gli ambiti di intervento e identificare materiali, collezioni o linee di ricerca da esplorare durante le residenze.
Le visite di studio ad alcune istituzioni della città offrono occasioni di dibattito e approfondimento.

Residenze

varie sedi • 27 aprile – 20 maggio 2026

Ogni istituzione culturale italiana ospita, per quattro settimane, un gruppo di quattro professionisti stranieri. Sulla base delle rispettive missioni e collezioni, i gli enti ospitanti progettano insieme ai partecipanti iniziative di ricerca o valorizzazione o disseminazione che possono assumere diverse forme e dare diversi esiti ( giornate di studi, attività didattiche, esposizioni, pubblicazioni).

Evento finale

Roma • 22 maggio 2026

I partecipanti e le istituzioni coinvolte si riuniranno nuovamente alla fine delle residenze, in un incontro pubblico che offre un’occasione di restituzione collettiva e di riflessione sugli esiti e sulle prospettive di collaborazione futura.


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approfondimenti

Roza Taane (Algeria) è responsabile del Dipartimento di Inventariazione, Conservazione e Restauro presso il Museo Nazionale delle Antichità e delle Arti Islamiche di Algeri. Archeologa e museologa, lavora sulla gestione e tutela di collezioni archeologiche dal periodo punico all’età islamica.

Maria Helena Benjamim (Angola) è direttrice del Museo Nazionale di Archeologia dell’Angola. Archeologa formata alla Sorbona, coordina progetti di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale. Lavora con collezioni preistoriche, fossili, litiche e ceramiche.

Ana Soraya R. C. Marques (Angola) è Direttrice del Museo Nazionale di Storia Naturale dell’Angola. Biologa e paleontologa, si occupa di gestione delle collezioni, sviluppo museale e comunicazione scientifica. Lavora con collezioni fossili, organiche e tassidermiche, anche attraverso l’uso di tecnologie digitali.

Edna Inès Vieira Bettencourt Neto (Angola)  è curatrice indipendente e Project Manager presso la NESR Art Foundation di Luanda. Coordina residenze artistiche, programmi pubblici e la gestione della collezione. Lavora con arte contemporanea angolana e africana dal 2000 a oggi.

Grace Jessica Moyongo (Repubblica del Congo) lavora come responsabile della documentazione e degli archivi presso il Museo Nazionale di Brazzaville. Si occupa di organizzazione, conservazione e accesso alle collezioni, con un interesse specifico per l’arte contemporanea congolese e il ruolo della documentazione nella trasmissione del patrimonio.

Yanick Fredmard Mopango Etou (Repubblica del Congo) lavora presso il Segretariato centrale della Direzione Generale del Patrimonio e degli Archivi del Ministero della Cultura del Congo. Si interessa allo studio e alla valorizzazione di manufatti tradizionali, in particolare maschere rituali, nel rapporto tra tutela materiale e identità culturale.

Nagwa Abdelzaher Mohamed Bakr (Egitto) è specialista in musei e patrimonio immateriale presso il National Museum of Egyptian Civilization del Cairo. Antropologa e ricercatrice, lavora su comunità, pratiche viventi e prospettive di genere nei musei. Si occupa di collezioni che interessano la storia egiziana dalla preistoria all’età moderna.

Enas Ibrahim Ahmed Karim (Egitto) è Responsabile della Sezione Educazione del Grand Egyptian Museum. Esperta di museum education e audience development, progetta programmi educativi inclusivi per pubblici diversi. Lavora con una delle più ampie collezioni di artefatti dell’antico Egitto al mondo.

Islam Ahmed Ghareeb Ahmed Farrag (Egitto) è esperto di patrimonio architettonico presso il Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto e membro ICOMOS. Si occupa di gestione dei siti, sviluppo sostenibile e valutazioni di impatto. Lavora con collezioni e percorsi espositivi di ambito islamico e medico.

Abubakari Iddrisu Saeed (Ghana) è Direttore Regionale del Centre for National Culture di Tamale. Da oltre trent’anni lavora sulla tutela e promozione del patrimonio materiale e immateriale del Ghana settentrionale. Il suo interesse riguarda pratiche culturali, arti tradizionali e saperi locali.

Kasim Osumanu Mireku (Ghana) è Direttore Regionale ad interim del Centre for National Culture della Regione Occidentale del Ghana. Specializzato in teatro e amministrazione culturale, coordina festival, mostre e programmi artistici. Lavora sulla valorizzazione delle espressioni culturali autoctone e contemporanee.

Gon Emile Gueu (Costa d’Avorio) è docente di Patrimonio Culturale e Studi Museali presso INSAAC e collabora con il Museo delle Civiltà della Costa d’Avorio. Museologo e ricercatore, lavora su gestione delle collezioni, multilinguismo e formazione museale. Si occupa di collezioni etnografiche e storiche dal Paleolitico a oggi.

Hadija Twahir (Kenya)  è archivista e bibliotecaria presso il Lamu Museum dei National Museums of Kenya. Specializzata in patrimonio documentario, lavora su manoscritti islamici, archivi storici e collezioni fotografiche. È attivamente impegnata in progetti di digitalizzazione di fondi archivistici e gestione del rischio.

Hafsa El Hassani (Marocco) è curatrice presso la Direzione del Patrimonio Culturale di Rabat. Archeologa, con un dottorato su vetri romani e islamici, lavora su patrimonio materiale e immateriale. È coinvolta nella preparazione di dossier UNESCO e ICESCO.

Soufiane Er-Rahoui (Marocco) è Direttore e Capo Curatore del Museo Nazionale della Fotografia del Marocco. Curatore e ricercatore, lavora sul dialogo tra pratiche artistiche contemporanee e patrimonio africano. Si occupa di collezioni fotografiche moderne e contemporanee.

Zayd Ouakrim (Marocco) è curatore del Museo del Calcio Marocchino e ha collaborato con il Museo Mohammed VI di Arte Moderna e Contemporanea. Archeologo di formazione, lavora su collezioni sportive, artistiche e archivistiche. Si occupa di narrazioni museali e valorizzazione di patrimoni non convenzionali.

Celestino Siane (Mozambico) è Senior Curator-General del Matola Raid Memorial Museum. Esperto di museologia e patrimonio immateriale, lavora su archivi sonori, audiovisivi e fotografici legati alla storia della liberazione del Mozambico. È impegnato in programmi educativi e di cooperazione internazionale.

Aliou Ndiaye (Senegal) è responsabile della Divisione Musei e Patrimonio Immateriale presso la Direzione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultural del Senegal. Curatore e ricercatore, lavora sull’arte africana contemporanea in contesti transnazionali. Si occupa di collezioni artistiche e archeologiche in situ.

El Hadji Malick Ndiaye (Senegal) è curatore e responsabile dei musei presso l’IFAN e il Museo Théodore Monod di Dakar. Storico dell’arte e ricercatore, lavora sul dialogo tra arte contemporanea e patrimoni storici africani. Cura collezioni di oltre 10.000 opere provenienti da più di 20 Paesi.

Daniel Haruni Chilonzi (Tanzania) è Cultural Officer presso il Ministero della Cultura della Tanzania. Lavora sulla promozione e salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale attraverso programmi culturali e comunitari. Si occupa di collezioni tradizionali, archivi e oral history.

Lucy Herbert Mlangwa (Tanzania) è Cultural Officer presso l’African Liberation Heritage Center di Dar es Salaam. Si occupa di conservazione, documentazione e digitalizzazione di collezioni legate ai movimenti di liberazione africani del XX secolo. Lavora su oggetti storici, archivi e materiali audiovisivi.

Nour El Houda Ajili Ep Arfaoui (Tunisia) è curatrice presso l’Istituto Nazionale del Patrimonio della Tunisia. Archeologa, lavora su inventariazione, documentazione e conservazione di collezioni provenienti dal sito di El Jem. Le collezioni coprono un arco cronologico dal periodo punico all’età islamica.

Myriam Mahmoudi (Tunisia) è curatrice e consulente per il patrimonio presso il Museo Nazionale del Bardo. Archeologa, è specializzata in documentazione scientifica e gestione delle collezioni lapidarie di età romana. È particolarmente interessata all’uso di strumenti digitali per l’inventariazione.

Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) il lavoro  è su
EA-EMPATHY. Alternative Narratives of a Shared Mediterranean Cultural Heritage

Il progetto prevede la co-progettazione di un percorso tematico attraverso le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, volto a mettere in luce connessioni storiche e culturali tra le diverse aree del Mediterraneo.
Le partecipanti lavorano con i curatori del museo per selezionare oggetti e sviluppare nuove chiavi interpretative delle collezioni, ricostruendo la “biografia” degli oggetti e il loro contesto storico e culturale.
Il progetto porterà alla definizione di strumenti di mediazione e interpretazione — testi, etichette, materiali informativi e attività educative — e culminerà nella sperimentazione pubblica del percorso attraverso una visita guidata tematica.

Partecipanti coinvolti

  • Roza Taane, Responsabile del Dipartimento Inventory, Conservation and Restoration of Cultural Property, National Museum of Antiquities and Islamic Arts, Ministry of Culture and the Arts (Algeria)
  • Nagwa Abdelzaher Mohamed Bakr, Museum and Intangible Cultural Heritage Specialist, National Museum of Egyptian Civilization (Egypt)
Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) il progetto è su
Inheriting Alterity. Materiality and Ideas from the Ancient World to the Modern

Il progetto esplora il tema dell’alterità nelle rappresentazioni del mondo antico e nelle interpretazioni contemporanee del patrimonio culturale.
Attraverso lo studio di una selezione di reperti delle collezioni del museo, i partecipanti analizzano come differenze culturali, sociali e simboliche siano state rappresentate nel passato e come possano essere rilette oggi.
Il lavoro porterà allo sviluppo di una micro-esposizione tematica e alla produzione di materiali interpretativi e multimediali, insieme ad attività di public engagement rivolte anche alle comunità presenti sul territorio.

Partecipanti coinvolti

  • Hafsa El Hassani, Curatrice, Directorate of Cultural Heritage (Morocco)
  • Yanick Fredmard Mopango Etou, Funzionario, Directorate General of Heritage and Archives, Ministry of Cultural, Tourism, Artistic and Leisure Industries (Republic of Congo)
  • Aliou Ndiaye, Responsabile della Division of Museums and Intangible Cultural Heritage, Directorate of Cultural Heritage (Senegal)
  • Hadjia Twahir, Archivista e Bibliotecaria, National Museums of Kenya – Lamu Museum (Kenya)
Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Al Museo Archeologico Nazionale di Taranto(MArTA) il lavoro è su
Sports from antiquity to the present: a perspective on the Mediterranean and beyond

Il progetto si inserisce nel programma culturale collegato ai Mediterranean Games di Taranto 2026 e contribuisce allo sviluppo di una sezione espositiva dedicata al tema dello sport dall’antichità al presente. Durante la residenza i partecipanti lavorano con i curatori, i conservatori e i servizi educativi del museo per individuare materiali, temi e connessioni tra il patrimonio archeologico e le tradizioni sportive nei diversi contesti culturali rappresentati.
Il lavoro contribuirà allo sviluppo di contenuti espositivi, percorsi interpretativi accessibili, attività educative e materiali di comunicazione legati alla mostra e al programma culturale del museo.

Partecipanti coinvolti

  • Enas Ibrahim Ahmed Karim, Responsabile della Education Section, Grand Egyptian Museum (Egypt)
  • Zayd Ouakrim, Direttore del Museum of Moroccan Football, National Foundation of Museums (Morocco)
  • Daniel Haruni Chilonzi, Funzionario settore Cultura, Ministry of Information, Culture, Arts and Sports (Tanzania)
  • Nour El Houda Ajili Ep Arfaoui, Curatrice, National Heritage Institute – INP (Tunisia)
Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Al Museo delle Civiltà (MUCIV), Roma, il lavoro è su
Open Dialogues. African Collections between Archives, Storage, and Contemporary Museum Practices

La residenza è dedicata allo studio delle collezioni africane del Museo delle Civiltà e agli archivi collegati alla loro storia di formazione.
Attraverso seminari e incontri professionali dedicati alle collezioni africane i partecipanti esplorano diverse metodologie di ricerca e reinterpretazione delle collezioni, saranno coinvolti in una giornata di studi dedicata e lavoreranno alla produzione di un numero speciale della rivista online ConTradizioni. La rivista sarà dedicata alle attività svolte durante la residenza, e comprenderà contenuti multimediali, come video interviste e articoli scientifici.

Partecipanti coinvolti

  • El Hadji Malick Ndiaye, Direttore e Curatore IFAN / Théodore Monod African Art Museum (Senegal)
  • Edna Neto, Curatrice e Project Manager NESR Art Foundation (Angola)
  • Grace Jessica Moyongo, Responsabile dell’area Archivi e Documentazione, National Museum of Brazzaville (Republic of Congo)
  •  Abubakari Iddrisu Saeed, Direttore Regionale, Centre for National Culture, Tamale (Ghana)
Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Al Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo, Civita Castellana (Direzione regionale Musei nazionali Lazio) il lavoro è su
Reframing Objects.Intercultural Narratives from the Berman Collection

Il progetto si sviluppa a partire dalla Berman Collection, una raccolta eterogenea conservata presso il museo che comprende reperti archeologici, oggetti etnografici provenienti da diverse aree del mondo — in particolare africane — e materiali di storia naturale.
Durante la residenza i partecipanti lavorano con lo staff del museo per analizzare la provenienza degli oggetti, le storie di collezionismo e le modalità con cui tali materiali sono stati interpretati e presentati nel contesto museale.
Il lavoro porterà alla definizione di un concept curatoriale condiviso per una mostra tematica dedicata alla rilettura interculturale della collezione, accompagnato dalla produzione di testi interpretativi, ipotesi di allestimento e materiali digitali di documentazione del processo di ricerca.

Partecipanti coinvolti

  • Ana Soraya R. C. Marques, Direttrice del National Museum of Natural History of Angola (Angola)
  • Gon Emile Gueu, Ricercatore, INSAAC / Museum of Civilizations of Côte d’Ivoire (Côte d’Ivoire)
  • Celestino Siane, Curatore, Matola Memorial Museum (Mozambique)
  • Lucy Herbert Mlangwa, Funzionario, African Liberation Heritage Center (Tanzania)
Durante quattro settimane di residenza, il gruppo di partecipanti viene coinvolto in attività di studio delle collezioni, incontri con i team museali, ricerca curatoriale, sviluppo di contenuti interpretativi, progettazione di attività pubbliche e sperimentazione di strumenti di comunicazione e mediazione culturale.
Ogni gruppo lavora su un progetto specifico sviluppato in collaborazione con l’istituzione ospitante.
Ai Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii il lavoro è su
Gabii Listening Map. Geolocated Photography and Poetry Storytelling Project for Heritage Interpretation

Il progetto sviluppa una modalità sperimentale di interpretazione del sito archeologico di Gabii attraverso fotografia, scrittura poetica e narrazione sonora geolocalizzata.
Guidati dalla fotografa e poetessa mediterranea Marianne Catzaras, i partecipanti lavorano sul campo per individuare luoghi significativi del sito e produrre materiali visivi, testi e registrazioni audio destinati a confluire in una mappa narrativa digitale.
Il progetto porterà alla creazione di una prima versione di una web app che integra immagini, parole e suoni per offrire nuove modalità di lettura e fruizione del paesaggio archeologico.

Partecipanti coinvolti

  • Soufiane Er-Rahoui, Direttore del National Museum of Photography, National Foundation of Museums (Morocco)
  • Myriam Mahmoudi, Curatrice e Heritage Advisor, Bardo National Museum / National Heritage Institute – INP (Tunisia)
  • Islam Ahmed Ghareeb Ahmed Farrag, Esperto del Patrimonio Culturale, Ministry of Tourism and Antiquities – ICOMOS (Egypt)
  • Kasim Osumanu Mireku, Cultural Administrator, Centre for National Culture, Western Region (Ghana)