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8 Maggio 2024

Si è conclusa con uno study tour in Italia la seconda fase del programma formativo Undertaking Business in Culture l’iniziativa internazionale di formazione e mentoring, voluta da ICCROM e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, per promuovere l’imprenditorialità giovanile nel settore della cultura e del patrimonio culturale, nel continente africano e in Italia.
Riservata ad alcuni dei partecipanti (15 dei giovani imprenditori, selezionati tra i 20 che hanno partecipato all’online training module) questa fase di esperienza su campo, si è svolta in parte a Maputo (Mozambico) e in parte in Italia.

Dal 14 al 24 aprile 2024, tra Roma, Bologna e Milano, i partecipanti hanno partecipato a conferenze, seminari, incontri e visite di studio.

L’esperienza si è aperta con la conferenza internazionale Fostering Italy-Africa Relations: Enhancing Business and Cultural Exchange, che ha messo in luce il ruolo cruciale delle partnership tra Italia e Africa nel campo della formazione per la gestione del patrimonio culturale e dell’imprenditoria culturale e creativa: nel dibattito è emersa da più parti la raccomandazione ad adottare approcci partecipativi e inclusivi delle comunità locali nella progettazione e nell’implementazione di iniziative culturali ed imprenditoriali.

Il tour è seguito con un serrato calendario di visite di studio presso realtà italiane. Alla LVenture Group di Roma, i partecipanti hanno conosciuto l’ecosistema delle startup nelle sue relazioni con le dinamiche culturali e alcuni strumenti di supporto all’innovazione e all’imprenditorialità,  mentre la visita all’Almacube, l’incubatore e acceleratore di startup dell’Università di Bologna, ha offerto una panoramica sul sistema e sui servizi di supporto dell’università all’imprenditorialità.
Goppion Technology, eccellenza nella produzione e gestione di allestimenti museali, ha offerto un approfondimento sulla conservazione preventiva e una panoramica sulle tecnologie all’avanguardia applicate. Durante la visita a Cariplo Factory e a BASE , in occasione della Milano Design Week, i partecipanti hanno sperimentato l’innovazione e la creatività del vibrante ecosistema milanese. Dalle presentazioni alle mostre, è emerso il ruolo di BASE come catalizzatore culturale e piattaforma per la sperimentazione di concetti di design innovativi e di Cariplo Factrory come promotore di crescita delle imprese emergenti e innovative.
Al Dock3 di Roma, presso la Casa delle Tecnologie Emergenti, i partecipanti hanno beneficiato di un’esperienza immersiva nel mondo delle tecnologie emergenti e dell’innovazione: negli incontri con gli attori chiave e con la partecipazione a eventi pubblici come Rome: Heritage from the Future, i partecipanti hanno accresciuto la loro comprensione delle tecnologie emergenti e del loro impatto su diverse industrie.

Presso la sede di ICCROM a Roma, si è tenuto il  workshop conclusivo. Durante la prima sessione teorica i partecipanti hanno approfondito specifici temi di conservazione del patrimonio culturale, esplorandone gli aspetti connessi all’economia, allo sviluppo sostenibile e alle politiche culturali e, attraverso l’analisi di modelli teorici, casi studio pratici e discussioni interattive, hanno potuto trarre beneficio dalla testimonianza degli esperti coinvolti. La seconda sessione, più operativa, è stata dedicata alla produzione di un pitch efficace.

E proprio con i pitch dei partecipanti si è concluso il programma della settimana. I giovani imprenditori hanno potuto presentare i propri progetti a una giuria composta da Lidia Varbanova, consulente esperta nel campo dell’imprenditorialità e dell’innovazione, Paolo Ferri, professore associato all’Università di Bologna, Nicola Sapio, responsabile della Comunicazione della Scuola dei beni e delle attività culturali, José Luis Pederzoli, responsabile dell’Unità di Sviluppo Strategico dell’ICCROM, e Chiara Trombetta, eesponsabile Media ed Eventi di Startup Italia.
Tutti i partecipanti si sono distinti per i loro progetti innovativi che spaziano in diversi ambiti del settore culturale, tra cui la moda, i musei, la danza, lo spettacolo, il cinema, la musica e il turismo sostenibile. La giuria ha individuato tre progetti particolarmente meritevoli.
Anne Kabare, dal Kenya, ha presentato il suo progetto Arti Dance Studio, uno studio artistico dedicato a supportare talenti emergenti nel campo della danza e delle arti creative, il cui obiettivo è quello di fornire ai giovani talenti le competenze necessarie per crescere e prosperare nel settore artistico, incoraggiandoli a esplorare e esprimere liberamente la propria creatività. Ifeloju Olusanya, dalla Nigeria, ha proposto Jed, una piattaforma pensata per soddisfare e supportare le esigenze di turisti e stakeholder in Nigeria, che si propone di coprire le esigenze di viaggio, formazione, gestione e investimento, offrendo un servizio completo e integrato. Janet Kabugho, dall’Uganda, ha sviluppato Skills Centrum Rwenzori, un’iniziativa finalizzata a emancipare le donne e i giovani provenienti da contesti rurali attraverso lo sviluppo di competenze nell’artigianato e nella moda.

Il programma ha senza dubbio avuto un impatto positivo sullo sviluppo delle capacità imprenditoriali dei partecipanti, anche grazie alle occasioni di supporto pratico e di mentorship offerte: i 13 giovani imprenditori sono ora in grado di affrontare le sfide che li attendono con maggiore fiducia e di contribuire in modo significativo agli sforzi di conservazione del patrimonio culturale nella loro comunità.
Oltre agli impatti diretti sui partecipanti, il programma ha avuto un impatto tangibile sulla promozione degli scambi culturali tra Italia e Africa, nell’ottica di collaborazioni bilanciate e di una comprensione interculturale più profonda, premesse cruciali per arricchire gli ecosistemi locali e per promuovere un dialogo globale sull’imprenditoria, il patrimonio culturale e le tecnologie emergenti.

In conclusione, il progetto ha gettato le basi per future iniziative volte a promuovere la collaborazione e lo scambio culturale su scala globale.