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La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale

politiche, pratiche ed esperienze

Dal diritto del patrimonio culturale al diritto al patrimonio culturale: la Convenzione di Faro ha sancito una evoluzione (e una rivoluzione) di significato e prospettive che negli ultimi anni hanno investito il dibattito e le pratiche di definizione, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali desidera contribuire a tale dibattito con una ricerca che ha l’obiettivo di studiare i casi di partecipazione alla gestione del patrimonio culturale nel contesto nazionale – identificando fattori abilitanti, opportunità, ostacoli e competenze necessarie al successo di tali processi – e di immaginare, in ultima istanza, percorsi formativi per professionalità in grado di sostenerli e animarli.

Festival I Suoni delle Dolomiti, foto di Federico Modica [Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A]

Il contesto

La Convenzione di Faro (2005) ha definito il quadro normativo e di indirizzo di quella che potremmo definire una “rivoluzione culturale“: il significato stesso di “patrimonio culturale” si è ampliato e si è riconosciuto il ruolo centrale delle comunità. Queste ultime sono ora coinvolte nel “processo continuo di definizione e di gestione del patrimonio culturale” e l’eredità culturale è riconosciuta come “risorsa sia per lo sviluppo sostenibile che per la qualità della vita“, rientrando così a pieno titolo nella sfera dei diritti umani.

La ricerca in breve

La ratifica nel 2019 della Convenzione di Faro da parte dell’Italia ha formalizzato un contesto che negli ultimi anni ha agito spesso in maniera spontanea, con numerose e capillari esperienze di co-progettazione e gestione partecipata del patrimonio culturale.

Ma quali sono i fattori abilitanti alla base di tali processi? Quali le competenze chiave e le professionalità coinvolte?

Programma e obiettivi

La ricerca “Politiche, pratiche ed esperienze di partecipazione culturale. Una valutazione comparata” ha come obiettivo specifico l’analisi delle esperienze di partecipazione alla gestione del patrimonio culturale già in essere nel contesto nazionale, al fine ultimo di individuare le competenze necessarie allo sviluppo di tali processi e, di conseguenza, delineare fabbisogni e percorsi formativi per nuove professionalità.

Il progetto di ricerca prevede una prima fase di osservazione e mappatura delle esperienze portate avanti da comunità che operano nei loro territori applicando i principi della Convenzione di Faro. Con un loro coinvolgimento diretto, si indagano – tanto nel processo di costituzione e attuazione quanto nei risultati raggiunti – casi studio al fine di individuare i fattori abilitanti e raccogliere le storie e i motivi di successo (o insuccesso) delle diverse iniziative.

A seguito di una fase di analisi dei dati raccolti, si procede alla redazione di proposte di azione per i policy maker e alla definizione di piani formativi che sostengano la formazione iniziale e continua di nuove professionalità capaci di animare e sostenere tali processi di gestione partecipata del patrimonio culturale.

a che punto siamo

tutte le ricerche

Pianificare la tutela paesaggistica

Con il progetto di ricerca “Pianificare la tutela paesaggistica” la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, studia il complesso e delicato tema delle politiche per la tutela e valorizzazione del paesaggio: ricostruire il quadro dei modelli e dei processi di pianificazione paesaggistica nei diversi contesti storico-culturali, organizzativi e procedurali, consente di individuare fattori di criticità ed elementi di successo, per definire, infine, un set di raccomandazioni utili al miglioramento delle politiche pubbliche per il paesaggio, a partire dal sistema delle competenze di chi opera in questo settore.

Pianificare la tutela paesaggistica
Arte e spazio pubblico

Arte e Spazio Pubblico è un’iniziativa congiunta della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura e della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.
È una riflessione sull’arte nello spazio pubblico sul territorio nazionale, mossa dall’indagine sulla interazione, ora armonica ora conflittuale, tra le premesse teoriche e le pratiche progettuali, dal secondo dopoguerra ad oggi.
Il progetto si articola in momenti – consecutivi e complementari – di studio e ricerca, appuntamenti di formazione e occasioni di disseminazione.

Arte e spazio pubblico
Ereditare il presente: architettura italiana dal 1945

“Ereditare il presente” è un progetto di ricerca che la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno avviato in forma congiunta.  Studia il tema della tutela dell’architettura contemporanea con particolare riferimento alle architetture italiane del secondo Novecento realizzate a partire dal 1945.
La ricerca intende acquisire un quadro conoscitivo, attuale e aggiornato, sullo stato e sulla natura della tutela dell’architettura contemporanea, dedicando anche un doveroso approfondimento agli aspetti normativi e procedurali, con la prospettiva di creare una comunità competente sui temi della tutela del contemporaneo e di formulare una proposta di revisione dell’approccio alla tutela del contemporaneo e un aggiornamento degli strumenti in uso.

Aymonino - Rossi - Unità residenziale Monte Amiata - Foto di Marco Introini
Ereditare il presente: architettura italiana dal 1945
Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19

L’inedita situazione affrontata dal Paese a causa del Covid-19 ha spinto il settore dei beni culturali a interrogarsi sulle future sorti dei musei. La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha partecipato sin da principio a questa riflessione collettiva con una specifica indagine. Attraverso la ricognizione sistematica e l’analisi ragionata dei contributi che hanno animato il dibattito, l’indagine documenta l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla vita dei musei, con l’obiettivo di tracciare linee di intervento concrete per far fronte all’emergenza e strade praticabili verso l’innovazione.

Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19
Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura

Le competenze italiane in materia di conservazione e tutela, riconosciute a livello mondiale,  impegnano i diversi istituti del Ministero della cultura e il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio in molteplici e diversificate iniziative di formazione, addestramento e assistenza all’estero.
Un quadro conoscitivo sistematico e organico di questa offerta formativa contribuisce a valorizzare l’impegno dell’Italia nella campo della cooperazione internazionale e della diplomazia culturale.
“ACTION Cultural Heritage. ACtivities and Training from Italy ON Cultural Heritage” è la prima ricognizione di questo tipo – riferita al biennio 2018-2019 – raccolta in un volume in italiano e inglese .

Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura
Competenze per il patrimonio culturale

La ricerca nasce con l ‘obiettivo di acquisire un quadro conoscitivo dinamico sui profili professionali del patrimonio culturale e sui relativi sistemi di formazione e reclutamento, in Italia. L’indagine muove su due canali: da un lato, l’analisi del rapporto tra la formazione professionale e le ricadute nel mondo del lavoro; dall’altro lato, gli affondi sui profili professionali all’interno di una selezione rappresentativa dei luoghi della cultura.
I dati e le osservazioni che emergono dall’ indagine offrono più di uno spunto di riflessione per coloro che nell’attuale fase sono chiamati a disegnare i processi di lavoro dei professionisti del patrimonio culturale.

Competenze per il patrimonio culturale