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24 Giugno 2022

A seguito del lavoro avviato nella sedicesima edizione di Ravello Lab – Colloqui internazionali – iniziativa promossa dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, di cui la Fondazione è partner insieme a Federculture – amministratori, studiosi e operatori del settore del patrimonio culturale si sono incontrati a Roma per la presentazione delle “Raccomandazioni”, utili indicazioni, esito del dibattito dello scorso ottobre, e tracce di lavoro che aiutino policy maker e operatori a definire l’agenda politica delle diverse istituzioni impegnate nei settori cultura, industrie creative e sviluppo dei territori.

Il 23 giugno 2022, nella Sala Macchia della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, alla presenza di Alfonso Andria, Presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, di Umberto Croppi, Direttore Federculture, e di Alberto Bonisoli, Presidente del Formez, Fabio Pollice, Rettore Università del Salento, e Pierpaolo Forte, Università del Sannio, hanno ripercorso quanto emerso nei due panel dei Colloqui, presentando un documento di sintesi, ora pubblico.

Nel corso del primo panel, Paesaggio Culturale e Aree Interne. Pianificazione strategica e progettazione integrata nel tempo della Ripartenza, Fabio Pollice, Loredana Capone, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia e Sabrina Lucatelli, Direttrice Associazione Riabitare l’Italia, hanno riflettuto su cosa le istituzioni, pubbliche e private, del Paese possono fare per favorire una promozione di sviluppo culture-driven, che coinvolga attivamente le comunità locali, facendoli divenire vere e proprie comunità patrimoniali. Tale approccio innovativo assume ancora più rilevanza nelle aree interne del paese, dove la conservazione e valorizzazione del paesaggio è fortemente legata alla rigenerazione del tessuto sociale, essendo il paesaggio in queste zone caratterizzato dai drammatici effetti dello spopolamento avvenuto negli ultimi decenni. Le istituzioni pubbliche, e in particolar modo quelle devote alla promozione della ricerca sul territorio, come le Università, le associazioni del terzo settore e le fondazioni culturali, sono invitate, quindi, a promuovere investimenti mirati, che rispettino l’identità territoriale ma al contempo esplorino modi innovativi per la sua valorizzazione. Ciò sarebbe possibile tramite la progettazione di percorsi formativi ad hoc che favoriscano lo sviluppo di competenze locali anche tramite l’incontro e il confronto con accademici e professionisti internazionali. Tra le altre “raccomandazioni” fornite, vi sono anche quelle relative al miglioramento della dotazione dei servizi delle aree interne, il rafforzamento della connettività territoriale e la promozione di una tutela sostenibile del paesaggio. Al fine di favorire una pianificazione integrata, che valorizzi le attività produttive specifiche delle aree interne e marginalizzate del paese e utilizzi la formazione come leva dello sviluppo sociale, il panel si è concluso con l’esame del ruolo che le università e le fondazioni culturali potrebbero avere nel promuovere l’innovazione territoriale.

Felice Scalvini, Presidente Onorario Assifero e Catterina Seia, Cultural Welfare Center Torino, sono stati i relatori del secondo panel, L’impresa socio-culturale, coordinato da Pierpaolo Forte, Università del Sannio. In questo caso, le “raccomandazioni” fornite ai rappresentati delle istituzioni e tutti i professionisti del settore paesaggistico e culturale riguardano la necessità di acquisire nuova consapevolezza sulle opportunità nate dalla collaborazione tra imprese sociali e imprese culturali, soprattutto in aree del paese segnate dalla depressione socio-economica. Si è sottolineata anche la necessità di evitare proliferazioni di qualificazioni dettagliate, ad esempio dando diffusione alla soft law adottata in relazione ai partenariati pubblico-privati dal Codice dei contratti e dal codice del terzo settore, e aumentando la capacità di enti pubblici e privati di cooperare. Infine, si è esaminato lo spettro delle nuove responsabilità che dovrebbero essere integrate nella disciplina della imprese pubbliche, e si sono invitate le istituzioni e gli operatori a riflettere sulle potenzialità dell’impresa culturale in relazione all’annoso problema del patrimonio immobiliare delle aree interne del paese, soprattutto in termini di restauro etico e valorizzazione sostenibile.

Nel corso del lavori, è intervenuta anche Alessandra Vittorini, Direttore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, condividendo un bagaglio di esperienze concrete maturate nel corso delle numerose attività di ricerca e formazione promosse in questi anni dalla Fondazione, sottolineando in particolare l’impegno profuso nella sperimentazione diretta di modelli innovativi di formazione e gestione del patrimonio culturale. Il Direttore ha ancora una volta sottolineato il ruolo della cultura come motore di sviluppo – tema da sempre molto caro alla Fondazione – ma ha anche ribadito l’importanza che iniziative come Ravello Lab hanno per comprendere a pieno le sfide che nascono nel declinare questo principio a livello locale, soprattutto nelle cosiddette aree interne.

Vista l’importanza e l’urgente attualità dei temi affrontati nella sedicesima edizione di Ravello Lab 2021 – Colloqui internazionali, la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha deciso di documentare e diffondere l’evento di presentazione delle “Raccomandazioni”, trasmettendo l’evento in diretta esclusiva sulla piattaforma fad.fondazionescuolapatrimonio.it.

Le Raccomandazioni saranno pubblicate nel numero 48 della rivista online “Territori della Cultura” del centro Ravello Lab, in uscita a giugno 2022, nel Rapporto Annuale di Federculture, e saranno poi trasmesse alle istituzioni nazionali e sovranazionali competenti.