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5 Gennaio 2022

È online il Piano triennale per le attività formative, di ricerca e autovalutazione degli istituti centrali e periferici del Ministero della cultura (2021-2023), redatto dalla Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali, con il contributo della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Uno strumento per fare il punto sulle attività di formazione, di ricerca e di autovalutazione portate avanti dal Ministero della cultura nel triennio scorso e proporre linee di indirizzo e obiettivi strategici per le attività future.

Il ruolo della Fondazione nella stesura del Piano si inserisce coerentemente nel quadro delle attività di formazione e ricerca con cui affianchiamo il Ministero: tra queste, ad esempio, l’esperienza di Musei in corso, progetto rivolto all’intero Sistema Museale Nazionale, e la ricerca che, insieme alla Digital Library del Ministero della cultura, portiamo avanti per pianificare i percorsi formativi a sostegno del Piano Nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale.


Il Piano è stato elaborato tenendo in considerazione il contesto di riferimento nel quale esso si inserisce, con particolare attenzione, da un lato, alla specifica situazione organizzativa del Ministero della cultura e, dall’altro, al più ampio contesto socio-economico italiano e europeo.

Si pensi, in primo luogo, all’impatto del turn over nel Ministero, a seguito delle recenti e prossime assunzioni di personale dirigenziale e non, così come alle strategie delineate nei documenti di programmazione dell’attività amministrativa e istituzionale del Ministero, come l’Atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche da realizzarsi nell’anno 2021 e per il triennio 2021-2023 (DM 148 del 2 aprile 2021), il Piano triennale della performance, il Piano triennale delle azioni positive e il Piano Nazionale per l’Educazione al Patrimonio Culturale.

D’altra parte, la programmazione tiene conto delle grandi trasformazioni in corso che investono l’intero ecosistema cultura e la comunità dei professionisti dei beni culturali: le sfide per il post-pandemia, con gli indirizzi definiti dalla Commissione Europea nel Next Generation Eu e nel New European Bauhaus; le azioni per la digitalizzazione del patrimonio culturale; gli obiettivi individuati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dall’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Dunque, strutturato in tre macro-sezioni (formazione, ricerca e autovalutazione), nel Piano si delineano contesto, obiettivi e principi di programmazione per il triennio 2021-2023.

Formazione

La formazione migliora la soddisfazione sul lavoro, quando investire nello sviluppo professionale contribuisce a migliorare i propri risultati e accresce la fiducia in sé stessi, generando una soddisfazione intrinseca. Può migliorare il clima organizzativo quando si traduce in apprendimento collettivo e aiuta il gruppo ad incrementare la propria produttività con benefici reciproci”.

L’esperienza formativa nel triennio 2018-2020 ha risentito fortemente delle trasformazioni indotte dalla pandemia da Covid-19, che ha determinato un rilevante incremento della formazione a distanza. Una trasformazione che ha travolto l’intera comunità e che, grazie agli strumenti digitali, ha dato modo a un numero maggiore di professionisti di partecipare ai corsi (da 5.000 nel 2018 a 12.000 nel 2020); ne ha migliorato l’accessibilità, rendendo capillare l’offerta formativa; ha contribuito a accrescere la partecipazione del personale femminile.

Nella pianificazione del prossimo triennio, la sfida sarà quella di creare un equilibrio tra la formazione digitale e formazione laboratoriale, da un lato, e di integrare le esigenze formative delle organizzazioni con i desideri e le aspirazioni dei singoli, dall’altro, così da dare vita a un circuito virtuoso in cui la formazione sia allo stesso tempo capillare e esperienziale e il percorso formativo di ognuno si inserisca in un processo di apprendimento collettivo.

Per la redazione del Piano si è scelto di avviare un’attenta azione di ascolto delle esigenze e dei bisogni formativi delle istituzioni, coinvolgendo con interviste e focus group i Direttori generali del Ministero e i referenti per la formazione dei Segretariati regionali e delle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Si sono così potuti mettere a fuoco gli obiettivi strategici e le sfide di maggiore rilevanza, ascoltando il parere di chi sarà coinvolto nelle attività di formazione, ricerca e autovalutazione.

Il Piano individua, così, nel potenziamento delle competenze tecnico amministrative, digitali e comportamentali lo strumento per migliorare la gestione dei procedimenti amministrativi e governare il processo di trasformazione intergenerazionale, affrontare le sfide del PNNR e sostenere la comunicazione, l’orientamento al servizio e al risultato.

Ricerca

Il Ministero della cultura ha tra le proprie finalità istituzionali lo svolgimento di attività di ricerca finalizzate a “promuovere la conoscenza del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, favorendone una fruizione ampliata e condivisa, ad arricchire e stimolare l’offerta culturale e l’industria creativa, a preservare la memoria delle comunità e dei territori”. Per questo, partendo dall’analisi di alcuni dati statistici relativi alle attività di ricerca e sviluppo svolte dagli Istituti del Ministero della cultura, il Piano delinea i principali ambiti della ricerca per il prossimo triennio, in linea con i contenuti del Piano Nazionale della Ricerca: sostenibilità, digitalizzazione, accessibilità, innovazione, ridefinizione delle competenze per il patrimonio culturale e riflessione sui percorsi di formazione.

Autovalutazione

Scopo primario dell’autovalutazione è rendere l’organizzazione in grado di individuare elementi di debolezza e di forza, preservandoli e traendone il massimo profitto, per poi pianificare iniziative, mirate all’adeguamento delle capabilities e/o al miglioramento delle performance, funzionali a garantire il costante allineamento alle proprie finalità.” Nella sezione dedicata all’autovalutazione, si individuano gli indicatori di base per costruire specifiche schede di autovalutazione di natura quali-quantitativa e tracciare l’impatto sull’organizzazione delle attività di formazione e ricerca, anche in termini di rapporto costi/benefici e di ritorno degli investimenti.