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13 Aprile 2026

Chi sono i soggetti del Terzo settore attivamente coinvolti nella cura e gestione del patrimonio culturale? Come si misura l’impatto – sociale, culturale, economico – di queste esperienze?
Parte da queste domande la nuova fase della ricerca La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale, promossa dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, dedicata alla gestione gestione condivisa: un’indagine che, dopo aver osservato e descritto, con una prima ricognizione nazionale, i processi e modelli organizzativi delle esperienze attive sul territorio (2021-2023), entra ora in una dimensione più analitica e sistemica: quella della valutazione degli impatti.
Con l’obiettivo di comprendere, in modo più preciso, le ricadute che le pratiche di gestione partecipata al patrimonio culturale generano nei territori, la ricerca prosegue quindi con la nuova fase Valutazione degli impatti della gestione condivisa.

Con un questionario online, rivolto a oltre 25.000 Enti del Terzo Settore impegnati nella gestione di beni culturali, la Scuola avvia una nuova mappatura su scala nazionale. Il questionario è rivolto esclusivamente agli ETS impegnati nella gestione diretta − formale o informale − di beni culturali materiali, quali, per esempio, beni architettonici, archeologici, rurali, ambientali e beni urbani. Sono pertanto esclusi gli ETS che operano esclusivamente sul patrimonio culturale immateriale.

Il questionario rappresenta lo strumento per aggiornare e ampliare la conoscenza di un fenomeno diffuso, ma solo parzialmente visibile e per dare voce alle organizzazioni che quotidianamente operano in questo ambito.
Se la gestione condivisa del patrimonio culturale è ormai una realtà consolidata in molti contesti e territori, ciò che spesso manca è una capacità diffusa di leggere e raccontarne gli effetti. Gli impatti prodotti – in termini di benessere, coesione sociale, innovazione e sviluppo locale – restano infatti difficili da misurare e, quindi, da comunicare.
La ricerca prova a rispondere a questa esigenza: costruire un modello di analisi solido e applicabile, in grado di restituire il valore pubblico di queste esperienze. Un modello che potrà anche rafforzare la capacità degli enti di dialogare con istituzioni e stakeholder, rendendo più riconoscibile il valore pubblico delle loro attività e il ruolo che svolgono all’interno di un ecosistema sociale più ampio, fatto di cittadini, comunità locali e istituzioni.

Grazie al contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo – co-finanziatori dell’iniziativa – alcune azioni di approfondimento saranno dedicate territori d’intervento della due Fondazioni (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta). In questi contesti, l’analisi si concentrerà in particolare sugli effetti generati in termini di competenze professionali, stabilità del lavoro culturale e innovazione sociale.

I risultati del questionario saranno restituiti in forma aggregata su questo stesso sito.
L’indagine proseguirà con con ulteriori momenti di indagine quali-quantitativa come studio dei casi di maggior interesse, focus group, interviste fino alla pubblicazione del Rapporto finale di ricerca.

Questa iniziativa si inserisce in un percorso che ha già dato origine a diversi strumenti di approfondimento e restituzione, tra cui il volume La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale (2024) e il podcast Le parole della partecipazione.