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27 Settembre 2020

L’inedita situazione affrontata dal Paese a causa del Covid-19 ha spinto il settore dei beni culturali a interrogarsi sulle future sorti dei musei. La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali – ha partecipato a questa riflessione collettiva con una specifica ricerca: Musei In_visibili: visioni di futuro per i Musei italiani per il dopo emergenza Covid-19.
I risultati vengono condivisi e discussi in occasione di LuBeC 2020.

L’indagine è partita con la ricognizione di fonti – ovvero dichiarazioni, linee guida e regolamenti, articoli, ricerche apparse sulla stampa generalista e di settore, sui siti internet, sui social media, su pubblicazioni scientifiche o in occasioni formative – relative alle possibili conseguenze dell’emergenza sanitaria sulla vita e sulle modalità di fruizione dei musei , e rilasciate da politici, intellettuali, operatori, accademici, rappresentanti di categoria.
In una seconda fase, l’indagine si è rivolta direttamente agli operatori del settore, interrogati, attraverso un questionario, sulla probabilità che gli scenari più comunemente descritti si verificassero e sulla rilevanza delle ricadute conseguenti, circoscrivendo il campo a quattro ambiti: la organizzazione dei sistemi di gestione, la relazione tra musei e visitatori, la digitalizzazione del consumo culturale, la relazione tra musei e territorio.
Dalla elaborazione dei dati, è così emersa una “mappatura dei rischi” che dà conto degli effetti ritenuti più probabili e rilevanti e, quindi, delle priorità sulle quali intervenire.

La base degli intervistati vede il 56,4% dei partecipanti impiegato in enti pubblici, statali e non, mentre il 43,6% lavora in musei privati o autonomamente. Il 75% degli intervistati è rappresentato da donne, più dell’82% degli intervistati è laureato o in possesso di titoli superiori. Per quanto riguarda la dislocazione geografica degli intervistati, le risposte sono giunte per il 39% dal nord Italia, per il 35,7% dal centro e per il 25,3% dal sud.

La priorità più urgente è risultata essere quella di “promuovere la fruizione di musei e siti periferici”, perché ritenuti più sicuri, grazie al minore affollamento, rispetto ai luoghi della cultura più noti e frequentati delle grandi città turistiche. Tale priorità renderebbe opportuno, ora come non mai, creare reti e sistemi, ma anche rafforzare le forme di collaborazione tra ministeri, enti di ogni livello, università e scuole, enti locali, biblioteche, associazioni, comunità, contesto pubblico e privato.
A seguire, emerge la necessità di “rafforzare la formazione digitale del personale”, associata all’esigenza di integrare esperienze reali e virtuali, di aggiornare gli allestimenti e i servizi anche in presenza, tenendo conto delle nuove esigenze emerse e dei vantaggi derivanti dalla condivisione di contenuti culturali.

E questa è solo un’anticipazione. Il resto a LuBeC2020 e presto su queste pagine.

Approfondimenti

LuBec 2020 | I musei e le sfide del post Covid-19
Lucca, Real Collegio
9 ottobre 2020, ore 9.30
in presenza e in streaming: iscrizione necessaria qui

L’immagine: <a href=”http://www.freepik.com”>designed by Freepik</a>