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20 Maggio 2026

La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, su invito della Direzione generale Affari europei e internazionali del Ministero della Cultura,  prende parte alla terza edizione di COOPERA, la Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, in programma a Roma il 26 e 27 maggio 2026. Un appuntamento che riunisce istituzioni, università e organizzazioni della società civile per un confronto sui temi dello sviluppo sostenibile e sul ruolo della conoscenza come strumento di empowerment e crescita condivisa. In questo contesto, la Scuola contribuisce al dibattito con l’esperienza maturata negli ultimi anni con i programmi di formazione internazionale. Percorsi che hanno intrecciato formazione continua, ricerca e progettazione culturale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale rafforzando collaborazioni tra istituzioni e comunità professionali. Un approccio basato sulla interdisciplinarità, sulla interculturalità e sul confronto tra esperienze per la costruzione di alleanze durature.

Il contributo della Scuola: formazione internazionale e comunità di pratica

Daniela Talamo, responsabile della nostra Area Internazionalizzazione, interviene nella sessione tematica “La catena della conoscenza: connettere formazione, ricerca e innovazione per lo sviluppo” prevista il 27 maggio alle Corsie Sistine. L’incontro, moderato da Michele Mazzola (Ministero dell’Università e della Ricerca), si apre con i contributi di Afua Badiate Ismael (Universidade Eduardo Mondlane, Mozambico), Carola Ricci (Università di Pavia) e Chieb Lemsi (Université de Carthage, Tunisia). Da qui prende forma un dialogo che mette in relazione prospettive diverse, coinvolgendo rappresentanti del mondo accademico, della ricerca e delle istituzioni: insieme a Daniela Talamo, intervengono Vincenzo Lorusso (AU–EU Innovation Agenda, DG RTD), Francesco Castelli (Rettore Università di Brescia, rappresentante CRUI), Maulilio Kipanyula (Rettore Nelson Mandela African Institute for Science and Technology) e Valentina Gentile (ENEA, Servizio Innovazione). Le conclusioni sono affidate a Emanuela Colombo (Politecnico di Milano, Delegata CRUI al CNCS).

All’interno di questo confronto, Daniela Talamo racconta il modello d’intervento che la Scuola adotta in ambito internazionale: un approccio che unisce formazione continua, collaborazione tra istituzioni e costruzione di reti professionali capaci di diventare vere e proprie comunità di pratica. I programmi della Scuola sono spazi in cui competenze, discipline e punti di vista diversi entrano in dialogo, generando apprendimento reciproco e nuove prospettive di intervento. Con queste iniziative la Scuola risponde anche agli indirizzi del Ministero della Cultura in materia di internazionalizzazione dei luoghi della cultura italiani, contribuendo a tradurre tali linee strategiche in azioni. I percorsi formativi e di cooperazione internazionale promossi rappresentano infatti un’opportunità di apertura e proiezione internazionale per le istituzioni culturali italiane, che vengono coinvolte attivamente nella partecipazione alle occasioni di scambio e nell’accoglienza dei professionisti stranieri.

In particolare, l’intervento della Scuola a COOPERA è l’occasione per condividere l’esperienza della IV edizione della International School of Cultural Heritage, un programma che coinvolgendo partner italiani e internazionali ha rafforzato la collaborazione tra Mediterraneo e Africa. Un percorso che ha alternato formazione online e attività sul campo, favorendo lo scambio tra professionisti e contribuendo alla costruzione di reti che continuano a vivere anche oltre il progetto.

Con la partecipazione a COOPERA, la Scuola conferma il suo ruolo di attore che, attraverso la formazione internazionale, contribuisce a rafforzare la dimensione collaborativa della cooperazione nel settore del patrimonio culturale.

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