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20 Marzo 2020

L’emergenza sanitaria in corso e i provvedimenti che ne sono seguiti, hanno costretto la Fondazione – e non solo – a sospendere alcuni progetti, a riprogrammare alcune attività, e perché no a inventarne di nuove e ripensarne di vecchie.
Noi restiamo a casa. Perché abbiamo scelto la responsabilità. E continuiamo a lavorare. Perché l’attività non si ferma. Dev’essere un po’ come l’energia: non si crea né si distrugge, piuttosto si trasforma.
In tutto questo, abbiamo avuto il privilegio di procedere passo passo con i nostri compagni di viaggio: gli allievi dei corsi, i professionisti coinvolti, le istituzioni partner, i consulenti e i collaboratori.
Tanto per cominciare, abbiamo lavorato per riportare a casa i nostri ospiti stranieri: i partecipanti all’International School of Cultural Heritage hanno dovuto concludere anticipatamente i fieldwork in corso presso 13 istituzioni italiane operanti nella gestione archeologica. Ma non per questo sono chiuse le relazioni diplomatiche con i Paesi coinvolti e già si progettano nuove forme di collaborazione tra la Fondazione e le istituzioni di provenienza dei partecipanti, confidando, tutti, in un non lontano appuntamento.
Invece, gli allievi del corso Scuola del Patrimonio 2018.2020 approfittano per spostare i loro progetti di internship sulla fase di studio e ricerca: grazie ai tutor delle 18 istituzioni ospitanti e con il supporto dei tutor della Fondazione che, rigorosamente a distanza, seguono i progetti in corso.
Visto il contesto, alta l’attenzione sul corso Scuola del Patrimonio, II edizione: ci stiamo preoccupando di consentire la partecipazione alle selezioni anche chi ha dovuto posticipare il conseguimento dei titoli necessari, valutando una proroga dei termini. Dettagli in arrivo!

Con la Direzione Generale Musei e con la Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali, segue l’organizzazione del progetto di informazione e formazione a servizio del Sistema Museale Nazionale: c’è il coordinamento con l’Amministrazione centrale, le Regioni, gli Enti locali, i luoghi della cultura, gli organismi di rete, le associazioni di settore; c’è l’organizzazione degli appuntamenti su territorio nazionale; c’è la realizzazione di tutorial, materiale didattico, learning object.

Ed è un buon momento per lo studio e per la ricerca.
La ricerca del Comune di Milano Una città, venti musei: quattro distretti non si ferma: diversi incontri del gruppo di lavoro si sono tenuti, naturalmente a distanza, per programmare le prossime tappe.
La ricerca Competenze per il patrimonio culturale: profili, formazione e reclutamento si concentra, al momento, sulla fase di indagine statistica: per un campione di 750 organizzazioni culturali pubbliche, private e del terzo settore, su tutto il territorio nazionale, si indagheranno quelle variabili che interessano, tra l’altro, la formazione, il reclutamento, il fabbisogno occupazionale. Contemporaneamente, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma La Sapienza, la ricerca sta analizzando le modalità di transizione al lavoro dei laureati in ambito Beni Culturali.
Procede speditamente il progetto di ricognizione delle attività formative internazionali MiBACT nato con l’obiettivo di produrre un report biennale che racconti organicamente l’offerta formativa degli Istituti MiBACT e del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio in Italia e all’estero. Conclusa la prima fase di censimento, volta a circoscrivere la ricerca ai soli Istituti effettivamente impegnati in formazione, è partita la fase di vera indagine: con la somministrazione di un questionario per la raccolta di dati di carattere quantitativo, qualitativo e di ambito.
Con le prime riunioni, dopo la sigla dell’accordo, si mettono le basi anche per la ricerca, nata da una esigenza del Parco archeologico dei Campi Flegrei, sugli aspetti giuridici ed economici dei rapporti tra PaFleg e gli operatori attivi nella fruizione e nella valorizzazione nel Parco Sommerso di Baia.
E, a seguito dell’accordo con il Segretariato Generale del MiBACT, parte anche l’indagine sull’ impatto prodotto dall’Anno Europeo del Patrimonio culturale: primo passo, l’individuazione nell’Associazione Economia della Cultura di un partner per la sperimentazione di metodologie quantitative e qualitative per le attività di misurazione.

Infine. Finché non si può creare assembramento, per quelli che hanno nostalgia dei nostri appuntamenti pubblici, di Classi aperte e Libri aperti, ricordiamo che c’è molto da vedere sul nostro canale YouTube!

E resta sempre possibile comunicare con noi utilizzando i contatti email generali e individuali riportati in questa pagina.
Presto, aggiornamenti sulle attività in corso, su questo sito e sui nostri canali Facebook, YouTube e Linkedin.