International School
29 Aprile 2026

Prende il via la fase residenziale della International School of Cultural Heritage, il programma di alta formazione internazionale promosso da Ministero della Cultura (Direzione generale Affari europei e internazionali del Dipartimento per gli affari generali) e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e rivolto ai professionisti del patrimonio culturale provenienti dal continente africano e dall’area mediterranea.
La fase conclusiva del programma Managing Art Collections: from ancient to contemporary, la più intensa, arriva dopo una prima fase formativa online (febbraio e aprile 2026) e una settimana in presenza a Roma (20–24 aprile 2026) che hanno potuto, con modalità diversa, approfondire temi e prospettive di tutela, valorizzazione, ricerca nel dialogo tra patrimonio archeologico e arte contemporanea.
Se la formazione online è servita a costruire un quadro teorico comune e avviare il confronto tra partecipanti stranieri e istituzioni italiane, il workshop romano – attività laboratoriali, lezioni e casi di studio – ha consolidato le premesse per la progettazione condivisa delle residenze presso le istituzioni italiane partner, gettando le basi per il lavoro che si svilupperà nelle settimane successive.
Molti sono stati i docenti, formatori e professionisti coinvolti durante queste attività, provenienti da altrettanti istituzioni culturali italiane disponibili anche (come nel caso di MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e al MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma) per ospitare visite di studio.
Le residenze: sei istituzioni, sei progetti
Dal 27 aprile al 21 maggio 2026, i 22 partecipanti – direttori, funzionari, curatori, conservatori, bibliotecari e archivisti – provenienti da Algeria, Angola, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia, sono impegnati in residenza presso sei istituzioni culturali italiane del Ministero della Cultura, lavorando in piccoli gruppi a progetti curatoriali, di mediazione, di ricerca, sviluppati in stretta collaborazione con i team museali.
Al MUCIV Museo delle Civiltà di Roma, quattro professionisti provenienti da Senegal, Angola, Repubblica del Congo e Ghana esplorano le collezioni africane del museo e i loro archivi storici, lavorando alla produzione di un numero speciale della rivista online ConTradizioni e partecipando a una giornata di studi dedicata.
Un gruppo composto da professionisti del Marocco, della Tunisia, dell’Egitto e del Ghana sviluppa con i Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, una mappa narrativa digitale del sito di Gabii, integrando fotografia geolocalizzata, scrittura poetica e narrazione sonora per offrire nuove modalità di fruizione del paesaggio archeologico.
Al Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana, professionisti di Angola, Costa d’Avorio, Mozambico e Tanzania lavorano alla rilettura interculturale della Berman Collection — una raccolta eterogenea che include reperti archeologici, oggetti etnografici africani e materiali di storia naturale — con l’obiettivo di sviluppare un concept curatoriale per una mostra tematica.
Un gruppo di professionisti provenienti Marocco, Repubblica del Congo, Senegal e Kenya con il MARC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria indaga il tema dell’alterità nelle rappresentazioni del mondo antico, lavorando allo sviluppo di una micro-esposizione tematica e di attività di public engagement rivolte alle comunità locali.
Al MArTA Museo Archeologico Nazionale di Taranto , il progetto si inserisce direttamente nel programma culturale dei Mediterranean Games di Taranto 2026: professionisti di Egitto, Marocco, Tanzania e Tunisia collaborano con i curatori del museo per sviluppare contenuti espositivi e percorsi interpretativi dedicati al tema dello sport dall’antichità al presente.
Infine, al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli, due specialiste di Algeria ed Egitto co-progettano un percorso tematico attraverso le collezioni del museo che mette in luce le connessioni storiche e culturali tra le diverse aree del Mediterraneo, con la produzione di materiali interpretativi e una visita guidata pubblica al termine della residenza.
“Il coinvolgimento di una rete ampia e qualificata di musei italiani testimonia la capacità del sistema culturale nazionale di operare in modo coordinato nella cooperazione internazionale e nella formazione specialistica, mettendo a disposizione competenze, pratiche e professionalità per la valorizzazione condivisa del patrimonio culturale”, afferma Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Evento conclusivo il 22 maggio 2026 a Roma.







