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4 Maggio 2020

In novembre 2019 gli allievi del corso Scuola del Patrimonio 2018.2020 hanno iniziato –  in giro per l’Italia e non solo – le loro internship.
In collaborazione, ciascuno con una di ben 18 diverse istituzioni culturali, sono impegnati in progetti di ricerca, a valenza applicativa, condotti con la supervisione di un tutor della Fondazione e di un tutor dell’ente ospitante.

Il 3 e il 4 febbraio 2020 si è svolto il primo appuntamento di valutazione dello stato di avanzamento dei singoli progetti, alla presenza degli allievi, dei tutor interni ed esterni, del Curatore del Corso e del Commissario Straordinario.
Inevitabilmente a distanza, il 4, 5, 6 e 8 maggio sono dedicati ad un nuovo momento di verifica e condivisione, con un appuntamento già previsto e che ancora più importante diventa in un momento come quello attuale.
La chiusura degli istituti culturali e il fermo delle attività, infatti, non hanno interrotto le ricerche degli allievi che sono proseguite, pur a distanza, sempre in stretto rapporto con i tutor: per tutti è stata l’occasione per riallineare il programma di ricerca e aggiornare la ricerca bibliografica e documentale (la Fondazione ha fornito la sottoscrizione di abbonamenti a biblioteche digitali e l’accesso a piattaforme per la condivisione dei dati).  Tuttavia, se alcuni progetti hanno potuto avanzare senza significative variazioni, nei progetti su campo, è stato talvolta necessario riformulare l’obiettivo, rimodulare il campo di azione, ripensare le modalità: i progetti che prevedono l’utilizzo di strumenti in uso nella ricerca sociale (interviste, focus group, questionari) hanno ovviato alla possibilità di operare in presenza con strumenti alternativi, altri progetti, soprattutto dove è mutata la prospettiva dell’ente ospitante, hanno subito un più profondo e complesso ripensamento.

In questi giorni di incontro, ascoltiamo come i ricercatori del corso Scuola del Patrimonio 2018.2020 sono riusciti a convertire in opportunità di ricerca e di nuove prospettive, il repentino cambiamento di scenario.

Approfondimenti
I racconti del 4 maggio 2020

Federica Guth, accompagnata da Renata Sansone, tutor di Civita Mostre e Musei SpA, per la sua ricerca, ha dovuto e saputo rapidamente cambiare oggetto di indagine: ha spostato lo sguardo sulla (necessaria, al momento) programmazione di mostre digitali e – benché priva di una bibliografia preesistente sul tema – ci racconta il suo sforzo di definizione di modelli possibili, per una impresa culturale, di offerta espositiva e di servizi digitali, indagando confini e ruoli di una proposta nativamente virtuale.

Silvia Rossi, con Anna Tanzarella tutor e Valentino Nizzo direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, racconta come People First, progetto di ricerca sull’audience development, non potendo più indagare sull’esperienza di visita fisica dei frequentatori, ha iniziato a censire il pubblico del Museo che, nel periodo di quarantena, ha invece fruito della offerta digitale alternativa: avere una immagine tanto precisa e anche aggiornata del profilo del pubblico consentirà di ideare strategie per la fidelizzazione e per il ritorno oltre che per un miglioramento dei percorsi di visita o dei servizi già esistenti.

Agnieszka Smigiel, con Back to the Future. Decennale MAXXI 2010-2020, collabora alla attività curatoriale connessa al decennale del Museo e al sistema valutativo della performance delle attività espositive. Con la tutor Monia Trombetta racconta di come la situazione creatasi con il Covid-19 ha fatto emergere l’opportunità di formulare un nuovo sistema di valutazione dei musei contemporanei, attraverso indicatori adeguati ad una valutazione più complessa delle attività del Museo nella sua rinnovata dimensione digitale.

Marta Pascolini lavora, con Michele Lanzinger tutor e in collaborazione con Riccardo Tomasoni, al MUSE Museo delle Scienze di Trento sul progetto Sistemi museali di scopo. Il Network dei musei dell’area Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO. Il suo progetto, incentrato sulla natura sociale dei musei e sulle opportunità della rete, propone un’analisi delle relazioni museo-territorio a partire da un concetto di soft power dell’istituzione culturale e, attraverso la network analysis, dalla lettura delle relazioni sociali . La crisi pandemica in corso indirizza l’individuazione delle reti fondamentali di medio/lungo periodo, come quelle in grado di rispondere meglio oggi ad una situazione di bisogno.

I racconti del 5 maggio 2020

Distretto X: Sguardi Plurali sui Musei è il progetto di coinvolgimento della comunità LGBTQI+ nella creazione di percorsi di narrazione museale, ideato da Samuele Briatore e realizzato con i tutor Marco Minoja e Marina Santi Amantini del Comune di Milano. Contando inizialmente sulla narrazione personale dell’esperienza fisica della visita, in versione #iorestoacasa il progetto di Samuele ha virato sulle visite virtuali. Dalla necessità di utilizzare strumenti alternativi di partecipazione è scaturita una riflessione sulla complementarietà dei diversi mezzi in grado di avvicinare nuovi pubblici alle opere; fondamentali rimangono quindi gli appuntamenti finali per un confronto live con le opere e le sale dei musei.

Federico Carbone, impegnato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nell’attività di Analisi e restituzione del primo nucleo di monete pompeiane nel Medagliere, con la sua tutor Floriana Miele, ci racconta come, per via della chiusura del Museo causa Coronavirus, ha rimodulato la sua ricerca in un contesto interamente digitale: ha avviato la digitalizzazione e la pubblicazione online di tutti i materiali d’archivio, compresi tra il 1831 e il 1972, utili per la ricostruzione delle “biografie” delle monete. Si sta inoltre occupando di allestire la piattaforma informatica che ospiterà i dati numismatici raccolti, da riversare, infine, nel Sistema informativo generale del catalogo (SIGEC).

Programma pressoché invariato per Enrico Gallocchio che ha potuto continuare a distanza i suoi studi – con Fabio Pagano, tutor e direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei – alla ricerca di Una gestione sostenibile per il Parco Sommerso di Baia. L’analisi comparativa con altri contesti nazionali e internazionali ha di fatto sottolineato l’eccezionalità di un ambiente come quello preso in esame in cui coesistono ecosistemi naturali e archeologici di grande importanza e una forte antropizzazione. Inoltre Enrico sta mettendo per la prima volta a sistema tutti i dati disponibili sul Parco Sommerso di Baia in modo da avere un quadro completo per le proposte di un nuovo regolamento di gestione dell’area e di un piano di gestione.

Anche Luciano Governali, impegnato in nuove strategie di valorizzazione degli archivi su più fronti (al The Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences con il tutor Eric de Ruijter e alla Fondazione Polo del ‘900 con il tutor Matteo D’Ambrosio) ha potuto adeguare la sua ricerca al nuovo contesto: è alla luce del ripensamento della strategia di mediazione della storia e del patrimonio culturale imposte dalla situazione attuale che sta lavorando ad una modellizzazione dei percorsi tematici dell’hub archivistico del Polo, 9centRo. Inoltre, coinvolto nel progetto di Polo del ‘900, Felicità Civica, ne cura la selezione dei materiali d’archivio, adesso con percorsi orientati sui temi della salute collettiva, dell’assistenza agli anziani e della fruizione collettiva degli spazi urbani.

I racconti del 6 maggio 2020

Annalisa Ruggeri, con Maria Adelaide Ricciardi della Direzione Generale Educazione e Ricerca MiBACT e con Barbara Ortolani ha potuto continuare il suo lavoro al Progetto Fabbrica delle Arti e dei Mestieri (FAM), concentrandosi sul cantiere scuola di Palazzo Silvestri Rivaldi, con una valutazione economico-parametrica del modello, e sullo studio del sistema HBIM per la riqualificazione e recupero della prima Zecca d’Italia.

Anche Paola Contursi, che sta conducendo, con la tutor Giovanna Manzo, Un esperimento di archeologia partecipata al Parco Archeologico di Paestum, ha dovuto sospendere il ciclo di incontri in cui le storie, i racconti e le esperienze dei partecipanti venivano condivisi con gli studiosi del Parco. Tuttavia ha ridefinito la strategia digitale del progetto, ampliando i canali social come luogo di sperimentazione.

Serena Guidone, insieme a Francesco Muscolino, suo tutor del Parco Archeologico di Pompei, racconta il ripensamento del suo progetto dedicato allo sviluppo di politiche di valorizzazione e di fruizione culturale degli spazi del Parco Archeologico di Pompei. La chiusura al pubblico e la necessità di contingentare in futuro gli ingressi ha dato al Parco un abbrivio per la definizione di percorsi alternativi, fisici e virtuali, che consentiranno di scoprire lati inediti della storia dell’antica Pompei.

La ricostruzione della Bibliotheca Secreta del Collegio Romano, progetto di Rosa Parlavecchia, in internship alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con il tutor Saveria Rito, è stato rimodulato nei tempi ma non ha subito una sostanziale variazione nei contenuti. In questi mesi Rosa ha seguito il processo di digitalizzazione dei cataloghi manoscritti della Bibliotheca Secreta promosso dalla BNCR e ha avviato lo studio di un’architettura digitale per una fruizione innovativa dei dati frutto della ricerca.

I racconti dell’8 maggio 2020

Federica Lamonaca resta impegnata sia con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sia con la Direzione Generale Musei  nella riflessione su cosa comporti parlare di accessibilità nell’ambito di biblioteche statali, a partire dalle linee guida dedicate ai musei. Con Gabriella Cetorelli (DG Musei), Federica lavora a un volume che raccoglie le migliori pratiche in tema di accessibilità dei musei italiani, con Silvana De Capua (BNCR) sta lavorando a rendere più accessibile la BNCR, con una pagina dedicata sul sito, video in LIS e pannelli tattili.

Nel contesto attuale, il progetto di Delia Volpe di Un allestimento anni Trenta alla sfida con la modernità, presso il Museo Ca’ Rezzonico di Fondazione Musei Civici di Venezia (tutor Alberto Craievich), si concentrerà soprattutto nel fornire nuovi elementi per la mediazione della complessa collezione tramite nuovi percorsi, adatti anche per il pubblico di prossimità, primo target del Museo nei mesi successivi alla riapertura.

Cristina Piccione impegnata con la Azienda Speciale Palaexpo sul’ Ex Mattatoio: verso una Città Multifunzionale per la Cultura, con la sua tutor Daniela Picconi sta contcentrando la sua indagine sul rapporto fra arti performative e fruizione digitale in un’istituzione che – non possedendo una collezione propria – vive di mostre temporanee e performance,. Quali contenuti trasmettere per rendere possibile vivere un’esperienza in assenza fisica? Come gestire anche nel Post-Emergenza con rinnovata fiducia il riavvicinamento al patrimonio culturale?

Gaia Turchetti, coadiuvata da Silvia La Pergola ed Elena Pelosi di Fondazione MAXXI – Museo Nazionale della Arti del XXI è impegnata nello studio de Il nuovo polo aquilano del MAXXI nel processo di rigenerazione cultural-led  secolo. Deve cercare, nella fase di riapertura dei più importanti musei nazionali ed internazionali, una risposta alla crisi post pandemica (aspettative, sostenibilità, problemi/paure, accessibilità/spazialità), e lavorare sul potenziale effetto del nuovo polo aquilano nei confronti delle istituzioni culturali della città.