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3 Luglio 2023

Con la visita di studio al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale si è concluso – al termine di quattro intense settimane di lezioni teoriche, laboratori e visite di studio – il primo modulo del corso-concorso per i futuri dirigenti tecnici del Ministero della cultura.

I temi della cura e della gestione del patrimonio culturale sono stati affrontati attraverso una pluralità di voci e di casi di studio presentati da 46 tra docenti ed esperti, con l’obiettivo di stimolare nei corsisti nuove prospettive e punti di vista critici oltre che favorire una visione tanto personale quanto condivisa con i colleghi.  La gestione del patrimonio culturale a livello nazionale ed internazionale, la circolazione dei beni, la gestione del rischio, sono solo alcuni dei temi sui quali i futuri dirigenti, destinati a settori di intervento diversi (area Archivi e Biblioteche, area Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio, area Musei) hanno lavorato insieme.  E se le lezioni quadro, comuni ai corsiti delle tre diverse aree, hanno potuto stimolare un pensiero olistico, i casi di studio, sviscerando problematiche specifiche, hanno invitato i partecipanti a interrogarsi sulle criticità e sulle opportunità aperte dal lavoro sul campo, con particolare riferimento alle diverse necessità di ciascun contesto.

In uno scenario politico, sociale e culturale ampio in rapida trasformazione, i professionisti della cultura sono chiamati ad elaborare nuove strategie per operare nella complessità, agire a partire dalla specificità dei contesti e delle comunità di riferimento, e fare rete coltivando la capacità di attrarre forme di collaborazione anche esterne al settore.
È nel corso di 19 laboratori che i partecipanti hanno potuto allenare alcune delle competenze necessarie, attraverso il coinvolgimento diretto in attività di confronto e contribuendo attivamente alla creazione di uno spazio di riflessione, dove le sfide poste dallo sviluppo sostenibile, dalla rivoluzione digitale, dal Work plan for Culture dell’Unione sono state affrontate con approccio integrato.

Il primo modulo ha seminato così le condizioni perché, nei successivi mesi di lavoro, la rete degli allievi possa germogliare ed essere pronta a supportarsi vicendevolmente nelle sfide poste dalle trasformazioni dello scenario politico, sociale e culturale alle visioni e alle pratiche di cura e gestione del patrimonio culturale.