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30 Dicembre 2021

Lo scorso 26 novembre 2021, si è tenuto un seminario pubblico dedicato agli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, organizzato dal Segretariato generale del Ministero della Cultura e dalla Fondazione. Una ulteriore tappa nel nostro percorso congiunto per la promozione del modello Itinerari Culturali come strumento di sviluppo sostenibile dei territori e di valorizzazione del patrimonio culturale.

Ad ospitare l’appuntamento, la XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum che, in particolare, ha dato l’occasione per esplorare insieme a esperti e rappresentanti di alcuni Itinerari Culturali certificati i modi e gli strumenti con cui essi contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio archeologico, all’applicazione delle convenzioni del Consiglio d’Europa sulla cultura e sul patrimonio culturale e al rafforzamento della capacità di fare rete tra comunità locali, associazioni, enti territoriali.

Già lo scorso ottobre, a LuBeC 2021, si era potuto mettere a fuoco come tale modello non solo sia uno strumento innovativo di sviluppo, fondato sui “valori” ispirati dal Consiglio d’Europa, ma anche un programma trasversale, sul quale possono convergere le azioni di diversi attori e delle tante istituzioni preposte all’istruzione, alle politiche agricole, allo sviluppo economico, alla coesione territoriale, alla cultura.

A Paestum, d’altra parte, è emerso con chiarezza come gli Itinerari si configurino come laboratori per consolidare e rafforzare i valori del Consiglio d’Europa attraverso un’azione sui territori. Veri e propri intermediari tra questi stessi valori e le comunità, da un lato, e tra comunità e patrimonio culturale, dall’altro.

Dei 45 Itinerari Culturali certificati, 29 toccano il nostro Paese. Di questi, alcuni affrontano temi di natura spiccatamente archeologica, altri, pur sviluppando tematiche diverse, permettono di scoprire le aree archeologiche situate in prossimità dei loro tracciati attraverso un turismo consapevole e sostenibile. È così che il turismo archeologico in Italia, si muove anche lungo tali itinerari, che portano i visitatori a scoprire luoghi di un passato lontano o recente e ricuciono aspetti della storia e della cultura locale con temi trasversali e transazionali.

Gli interventi

Il dibattito, moderato da Francesca Neri, responsabile del progetto per la Fondazione, è stato aperto dai saluti di Paolo Verdone (Ministero della Cultura), del nostro Direttore Alessandra Vittorini e di Maguelonne Dejeant-Pons, Segretario esecutivo della Convenzione Europea del paesaggio Direzione generale Democrazia presso il Consiglio d’Europa.

Con gli interventi di Giuliana de Francesco, del Segretariato Generale del Ministero della Cultura, e di Eleonora Berti, esperta per la Fondazione nella ricerca in corso sugli Itinerari Culturali si sono rispettivamente approfonditi gli aspetti istituzionali e le peculiarità del programma Itinerari Culturali rispetto ai cammini e, d’altra parte, come essi contribuiscono allo sviluppo sostenibile dei territori, ad esempio con l’ideazione di soluzioni innovative per la valorizzazione del patrimonio archeologico.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di cinque Itinerari Culturali certificati e di enti che, insieme agli Itinerari Culturali, lavorano per la valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico, costruendo set di buone pratiche ed esperienze di successo, da cui tutti possono trarre ispirazione e suggestioni.

Hanno condiviso la loro esperienza i rappresentanti dell’Itinerario Iter Vitis (Emanuela Panke, Natale Carvello), dedicato alla cultura del vino e del paesaggio vitivinicolo; degli itinerari Rotta dei Fenici (Antonio Barone) e Rotte di Enea (Giovanni Cafiero), rispettivamente dedicati alle traiettorie di navigazione e commercio con le quali, dal XII sec. a.C., i Fenici hanno contribuito alla costruzione di una koinè culturale mediterranea e al leggendario percorso intrapreso dall’eroe troiano Enea.

Di arte rupestre preistorica e, in particolare, di come un Itinerario Culturale abbia contribuito alla conoscenza e alla messa in rete di questo patrimonio diffuso, ha parlato Raffaele Vitulli del Consorzio Ipogeos/Matera Hub.

Infine, Ilaria Di Cocco, Responsabile Ufficio Paesaggio del Segretariato regionale del Ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna ha raccontato dell’impegno del Segretariato regionale per la valorizzazione del modello Itinerari Culturali in ambito locale, la creazione di reti territoriali e la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale.

Approfondimenti

Il video

La registrazione di questo appuntamento è disponibile sul canale Youtube della Fondazione