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11 Novembre 2020

Volge al termine la prima edizione della International School of Cultural Heritage, il programma di aggiornamento professionale per stranieri che, nella sua versione inaugurale, avviata a novembre 2019, con titolo Managing Mediterranean rchaeological heritage:challenges and strategies, è dedicata alla gestione e alla valorizzazione del siti e dei musei archeologici.
In chiusura, un momento di confronto collettivo tra i partecipanti e i colleghi italiani è dedicato a valutazioni e bilanci sulla esperienza, mentre un seminario conclusivo, alla presenza dei responsabili apicali delle organizzazioni da cui provengono i partecipanti, è l’occasione per guardare al futuro.

L’esperienza

Archeologi, architetti, esperti museali e manager, provenienti da Egitto, Etiopia, Giordania, Iraq, Israele, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Tunisia, Turchia ed, sono stati impegnati in un corso, di tipo residenziale, della durata di cinque mesi di attività.

Dal 6 novembre al 18 dicembre 2019, in Roma, i 19 professionisti hanno partecipato alla parte teorica del programma: lezioni, visite tematiche e visite di studio presso siti culturali e istituzioni, workshop, case studies ed incontri, si sono susseguiti spaziando su un vasto panorama di argomenti relativi alla conservazione e alla ricerca, alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico.

Dal 13 gennaio 2020 (con conclusione programmata al 27 marzo e sospensione anticipata per via della emergenza sanitaria da Covid 19), ogni partecipante si è dedicato individualmente al proprio progetto su campo: da Brescia ad Agrigento, passando per Torino, Roma, Napoli, Paestum, Ercolano e Pompei, presso istituzioni musei e parchi archeologici, i partecipanti al programma hanno potuto confrontarsi – operativamente – con i colleghi italiani: durante i fieldwork, hanno potuto studiare modelli e prassi delle istituzioni che li ospitano e sviluppare una propria risposta progettuale eventualmente applicabile al proprio contesto di provenienza.

Il seminario finale

È il 25 novembre 2020 la data in cui, con un seminario cui sono invitati a partecipare i responsabili apicali della organizzazione da cui provengono i partecipanti, si chiude ufficialmente la prima edizione della International School of Cultural Heritage: “Programme follow-up: twinnings and skills sharing”. L’appuntamento intende essere una occasione di dialogo e di lavoro: il dibattito è utile a formulare suggerimenti e indirizzi per il futuro e proficuo per presentare e ideare ulteriori iniziative di scambio e cooperazione.

Lo scambio finale

Prima della chiusura ufficiale,  il 9, 10 e 11 novembre 2020 ciascun partecipante al programma ha potuto – con i tutor della Fondazione e i tutor delle istituzioni italiane di fieldowork – esprimere una valutazione della propria esperienza nel suo complesso e dedicare una riflessione alla riuscita del proprio progetto su campo.
Questi i temi su cui i nostri ospiti si sono confrontati con i colleghi italiani: la gestione delle attività museali di una Fondazione privata italiana con il Museo Egizio di Torino e un modello di gestione di una collezione dalla catalogazione alla conservazione alla comunicazione al Museo Etrusco di Villa Giulia, scavi stratigrafici e monitoraggi sismici al Parco Archeologico di Paestum, la carta del rischio di superfici decorate pavimentali al Parco Archeologico del Colosseo, la prevenzione come strumento per la gestione delle emergenze all’ Istituto Centrale per il Restauro, la contestualizzazione e divulgazione di dati archeologici e antropologici nel Parco Archeologico di Ostia Antica, realtà virtuale, patrimonio culturale e nuovi modelli narrativi con l’Istituto Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, archeologia pubblica ed educazione al patrimonio al Parco Archeologico della Valle dei Templi, modelli di laboratori di restauro di beni cartacei presso l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro, l’approccio normativo alla valorizzazione di patrimoni pubblici e privati di rilevanza paesaggistica e ancora l’accessibilità al Parco Archeologico dell’Appia Antica, il piano di gestione di un sito UNESCO con la Fondazione Brescia Musei e con il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Archeologico di Ercolano.

Approfondimenti

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