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12 Marzo 2024

Individuati attraverso una selezione pubblica, 20 professionisti impegnati nella cura o nella gestione di depositi, provenienti da istituzioni museali, parchi archeologici, spazi espositivi italiani e francesi, svolgono tra marzo e maggio 2024 due periodi di mobilità uno in Francia e uno in Italia: è Gestire i depositi. Attori, strumenti, prospettive, l’iniziativa di formazione continua e scambio internazionale curata congiuntamente da Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e Institut Nationale du Patrimoine (INP) di Parigi.

I partecipanti

Architetti, archeologi, curatori, registrar, direttori di musei e organizzazioni culturali, conservatori e archivisti: provengono da contesti diversi per titolarità, dimensione e tipologia di collezione i partecipanti a questa iniziativa che potranno costituirsi come una comunità di pratica per la ricerca condivisa di metodi e strategie innovative, capace di contribuire al dibattito nazionale e internazionale in corso su questi temi.
Tra gli obiettivi del programma anche quello di scoprire e valorizzare le specificità dei rispettivi contesti di provenienza, favorendo l’acquisizione di un punto di vista rinnovato sulle proprie istituzioni, tra cui: Archives nationales, Musées de la ville du Mans, Fondation Custodia, Centre historique minier de Lewarde, Musée Unterlinden, Bibliothèque municipale classée de Rouen, Musée du Louvre, Musée du Louvre, Musée de Saint-Malo, Musée archéologique d’Istres – i francesi –  e Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), Museo D’arte Orientale della Direzione Regionale Musei Veneto, Musei Civici di Verona, Istituto Villa Adriana e Villa D’este, Museo Civico Di Modena,Fai – Fondo Per L’ambiente Italiano, Museo Nazionale Romano, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Musei Civici di Cremona (Settore Cultura e Turismo Del Comune Di Cremona), Direzione Regionale Musei delle Marche – gli italiani.

La settimana in Francia

Nella settimana dall’11 al 15 marzo, il programma prende il via a Parigi, con il primo periodo di mobilità.
Accolti da Charles Personnaz (Institut Nationale du Patrimoine INP) e Alessandra Vittorini (Fondazione Scuola dei beni e delle attività personali) i partecipanti sono coinvolti in un intenso programma di seminari e visite studio che permette al gruppo di conoscersi e confrontarsi, a partire dal racconto dei propri contesti di provenienza.
La prima giornata è dedicata a fasi, sfide e approcci organizzativi e gestionali nella progettazione di depositi in strutture nuove e in contesti di edifici storici, con momenti di dibattito e confronto anche relativi al progetto architettonico e alla conservazione preventiva.
Si prosegue con una seconda giornata dedicata alla visita a due istituzioni strettamente connesse con le politiche di conservazione e valorizzazione dei depositi messe in atto dal Museo del Louvre, ovvero il Centre de Conservation du Louvre di Liévin, inaugurato nel 2019 e destinato a ospitare circa 250.000 opere provenienti dalle collezioni nazionali del Musée du Louvre, per proteggerle dal rischio di inondazioni e migliorarne le condizioni di conservazione e di studio e il museo Louvre Lens, attivo dal 2012, come “antenna” regionale del Louvre, di cui ospita le collezioni in esposizioni come la Galerie du temps, che porta in mostra opere solitamente conservate in deposito: due progetti complessi, che presentano anche una vocazione sociale e territoriale per la regione dell’Hauts-de-France, in cui si collocano, che hanno permesso ai partecipanti di approfondire il tema della progettazione e gestione di depositi condivisi con le relative procedure di gestione delle collezioni e degli interventi di conservazione preventiva nonché di progetti di spazi di deposito visibili e visitabili.
La terza e quarta giornate di lavori sono state dedicate al tema della mutualisation dei depositi, con la condivisione di esperienze di costruzione di depositi esternalizzati e condivisi in contesti civici e municipali, e agli aspetti tecnici della climatizzazione e conservazione e ricerca delle opere in deposito, che ha visto i partecipanti impegnati anche in un tavolo di riflessione su sfide, strategie e opportunità relative alla gestione di depositi condivisi tra più istituzioni.  In questo quadro si inseriscono anche la visita al Centre de Conservation et d’Etude des collections archéologique (CCE) della città di Poitiers, inaugurato nel 2015, che ha previsto la ristruttuzione e l’adattamento di un edificio del 1955 situato nel centro storico della città, e quella ai depositi condivisi dei musei della città, realizzati invece con un progetto di edificazione di una nuova struttura.
A conclusione di questa prima sessione di formazione, un laboratorio di sul tema dei depositi visibili e visitabili, che ha permesso ai partecipanti di confrontarsi e analizzare la tematica, anche a partire dalla condivisione dei progetti attivi nei rispettivi contesti operativi, gettando le basi per un confronto che continuerà negli spazi dedicati durante le attività in Italia.

La settimana in Italia

Dal 13 al 17 maggio 2024, il gruppo sarà ospite in Italia per continuare le riflessioni e il confronto avviati a Parigi, con un fitto programma di attività, tra cui lectio magistralis, tavole rotonde e visite presso il Parco Archeologico del Colosseo, Grande MAXXI, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Deposito di Santo Chiodo a Spoleto.

Approfondimenti
Nato nella cornice dell’Accordo quadro firmato tra Institut national du patrimoine e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali nel novembre 2022, il progetto constribuisce all’obiettivo di coltivare le relazioni bilaterali tra Italia e Francia anche attraverso sinergie e iniziative congiunte nell’ambito del patrimonio culturale, nello spirito del Trattato del Quirinale, sottoscritto nel 2021 tra la Repubblica Italiana e la Repubblica francese, per una cooperazione bilaterale rafforzata.
Il progetto rientra tra le iniziative che la Scuola dei beni e delle attività culturali dedica – con il programma Competenze in movimento – a promuovere lo scambio di buone pratiche fra professionisti italiani e stranieri e sostenere l’internazionalizzazione del sistema cultural italiano.