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22 Ottobre 2021

Nel terzo appuntamento di Museos y territorio si esplora il tema di come integrare gestione museale e gestione del territorio. Tre rappresentanti di istituzioni molto diversi tra loro, per profilo istituzionale, tipologia di collezione e modelli di gestione, raccontano la loro esperienza agli oltre settanta professionisti latinoamericani che partecipano all programma di scambio in alta formazione.

Possono musei e istituti culturali diventare agente attivi nei processi di gestione territoriale integrata? E come?

I casi di studio

Il museo e la sua comunità: un rapporto da costruire e preservare per fare del museo un luogo di riferimento e aggregazione, che sappia farsi interprete e promotore del proprio territorio di riferimento. Michele Lanzinger condivide le scelte del museo da lui diretto, il MUSE – Museo delle Scienze di Trento, che negli ultimi anni ha costruito progetti di educazione al paesaggio, di conservazione del paesaggio agricolo e di coinvolgimento della comunità locale. Tuttavia, ora più che mai emerge l’urgenza di far convergere i programmi museali legati allo sviluppo locale alle urgenze planetarie, come quelle della giustizia climatica, in linea con i recenti accordi e interventi della COP26 di Glasgow e del G20 Cultura tenutosi a Roma e dei più ampi obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Silvia Guideri spiega il progetto per la valorizzazione integrata del patrimonio archeologico e paesaggistico dei Parchi della Val di Cornia, in Toscana. Dal 1993, la collaborazione tra amministrazioni locali e archeologi sulla base di un progetto condiviso, ha permesso di strutturare un modello di gestione paesaggistica, che combina gli aspetti storico-culturali con quelli naturali-ambientali del territorio, e di rendere sostenibile nel lungo periodo un sistema che contribuisce quotidianamente allo sviluppo territoriale. Un equilibrio tuttavia delicato, con una “visione” che deve mantenersi chiara e condivisa da tutti gli enti e persone coinvolte.

Sette comuni, sette proloco, sette associazioni culturali di giovani: l’Ecomuseo della Valle dell’Aso rappresenta, per l’Unione Comuni Valdaso e per la Provincia di Ascoli Piceno Fermo, un progetto culturale innovativo. Antonella Nonnis racconta l’esperienza di lavoro con la comunità locale ed in particolare il processo di costruzione della mappa di comunità della valle dell’Aso: uno strumento di progettazione partecipata per favorire il riconoscimento identitario e stimolare la partecipazione. Tramite azioni mirate, soprattutto rivolte ai giovani, l’Ecomuseo della Valle dell’Aso mira ad esaltare il territorio come ambito privilegiato delle relazioni uomo-natura e tra cittadini.

Il tavolo di lavoro

Il 16 novembre, nel successivo tavolo di lavoro, i professionisti latinoamericani e italiani avranno modo di tornare a discutere di questo tema insieme, per condividere nuovamente punti di vista e esperienze.

Approfondimenti

La nostra pagina dedicata a Museos y territorio

Il programma completo

In foto: Parco archeologico di Baratti e Populonia [foto di Parchi Val di Cornia Spa]