Leggi l'informativa sul trattamento dei dati personali per il servizio di newsletter e dai il tuo consenso informato al trattamento dei tuoi dati per le seguenti finalità

Puoi comunque annullare l'iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Usiamo Mailchimp come piattaforma di marketing e newslettering. Leggi la policy per la privacy di Mailchimp.

28 October 2019

Parco Sempione, Piazza del Duomo, i Giardini pubblici di Porta Venezia, l’ex area industriale dell’Ansaldo.
Quattro luoghi simbolo di Milano, quattro poli cittadini dalla forte identità culturale. Ma anche quattro distretti museali con vocazioni diverse, secondo il progetto “Una città, 20 musei: 4 distretti. Verso un piano strategico per i musei di Milano”, promosso dalla Direzione Centrale Cultura del Comune di Milano e presentato dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno presso la Sala Conferenze di Palazzo Morando.
Un piano con il quale Milano propone un’interpretazione innovativa e inclusiva del concetto di distretto museale, guardando alle più avanzate esperienze internazionali, come quelle di Londra, Vienna, Amsterdam, Marsiglia, Rotterdam, Berlino, per migliorare il suo sistema di musei civici.
Non a caso la ricerca, che per sei mesi coinvolgerà tutti i principali soggetti culturali della città, si avvale della collaborazione della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. L’analisi con la quale prende il via il progetto punta infatti a proporre il concetto di distretto museale all’interno delle quattro aree cittadine caratterizzate dalla massima concentrazione di istituti culturali. Obiettivo finale, entro la prossima estate, è il varo di un piano strategico per i musei della città, destinato a dettare le linee di una ridefinizione dell’offerta dei musei civici milanesi, ma capace anche di aprire alla discussione e al confronto con tutti gli altri musei e con tutti gli attori che concorrono all’offerta culturale di Milano.
Tra i presenti all’incontro Marcello Minuti, coordinatore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, insieme a Paolo Dalla Sega di PTS Clas, Paola Dubini del centro di ricerca Ask Bocconi, Maddalena D’Alfonso di ICAMT (International Committee for Architecture and Museum Techniques).