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Competenze per il patrimonio culturale

una ricerca

La ricerca intende acquisire un quadro conoscitivo dinamico sui profili professionali del patrimonio culturale e sui relativi sistemi di formazione e reclutamento. Tale tema, oltre ad essere al centro di un dibattito europeo, risulta di prioritario interesse per la missione della Fondazione stessa.

La ricerca in breve

Lo studio si concentra sul nodo delle competenze per i processi di lavoro nel patrimonio culturale, in relazione con il recente documento Fostering cooperation in the European Union on skills, training and knowledge transfer in cultural heritage profession 

Programma e obiettivi

La ricerca si propone di individuare strumenti operativi per raccordare l’offerta formativa con il mondo del lavoro nel patrimonio culturale attraverso:

  • mappatura di profili e competenze in un quadro classificatorio condiviso
  • analisi dei contesti della formazione
  • esame dei sistemi di reclutamento

Raccolta dati e indagine statistica

Particolarmente rilevanti sono, in questa ricerca, le attività di raccolta dati e indagine statistica per le quali la Fondazione si avvale anche di consulenti, partner, collaboratori.

Fase desk. Focus 1: la domanda di lavoro per laureati e specializzati

Una analisi della transizione al lavoro dei laureati nel settore dei beni culturali viene svolta in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione della Facoltà di Medicina e Psicologia di Sapienza Università di Roma.
Il lavoro è circoscritto ai laureati e specializzati in discipline coerenti con il settore dei beni culturali presso Sapienza Università di Roma. L’analisi degli esiti lavorativi di ciascun laureato riguarda riguarda 30.367 laureati e 112.396 contratti nel periodo 2008 – 2018.
Per approfondire, leggi la notizia Analisi della transizione al lavoro.

Fase field. Focus 2: i fabbisogni delle organizzazioni culturali

Una indagine statistica si rivolge ai luoghi della cultura: i dati sui profili professionali impiegati, sulle competenze attese e disponibili, sui fabbisogni formativi e occupazionali, vengono analizzati in direzione di una strategia sostenibile di allineamento dei sistemi di formazione e reclutamento con il mondo del lavoro per la gestione del patrimonio culturale.
In collaborazione con la R.T.I. Troisi Ricerche e CLES, l’indagine parte, sotto forma di intervista, con un test pilota su 50 soggetti, segue su un campione stratificato di oltre 900 intervistati e si completa con l’analisi dei dati raccolti.
Per approfondire, leggi la notizia Dopo le interviste, l’indagine statistica
Per approfondire, leggi L’indagine statistica. Rapporto metodologico

a che punto siamo

tutte le ricerche

Arte e spazio pubblico

Arte e Spazio Pubblico è un’iniziativa congiunta della Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura e della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.
È una riflessione sull’arte nello spazio pubblico sul territorio nazionale, mossa dall’indagine sulla interazione, ora armonica ora conflittuale, tra le premesse teoriche e le pratiche progettuali, dal secondo dopoguerra ad oggi.
Il progetto si articola in momenti – consecutivi e complementari – di studio e ricerca, appuntamenti di formazione e occasioni di disseminazione.

Arte e spazio pubblico
Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19

L’inedita situazione affrontata dal Paese a causa del Covid-19 ha spinto il settore dei beni culturali a interrogarsi sulle future sorti dei musei. La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha partecipato sin da principio a questa riflessione collettiva con una specifica indagine. Attraverso la ricognizione sistematica e l’analisi ragionata dei contributi che hanno animato il dibattito, l’indagine documenta l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla vita dei musei, con l’obiettivo di tracciare linee di intervento concrete per far fronte all’emergenza e strade praticabili verso l’innovazione.

Musei In_visibili. Visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19
Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura

Le competenze italiane in materia di conservazione e tutela, riconosciute a livello mondiale,  impegnano i diversi istituti del Ministero della cultura e il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio in molteplici e diversificate iniziative di formazione, addestramento e assistenza all’estero.
Un quadro conoscitivo sistematico e organico di questa offerta formativa contribuisce a valorizzare l’impegno dell’Italia nella campo della cooperazione internazionale e della diplomazia culturale.
“ACTION Cultural Heritage. ACtivities and Training from Italy ON Cultural Heritage” è la prima ricognizione di questo tipo – riferita al biennio 2018-2019 – raccolta in un volume in italiano e inglese .

Le attività formative internazionali realizzate dagli istituti del Ministero della Cultura
La tutela del patrimonio culturale: attori, contesti, sfide

La tutela, da sempre fiore all’occhiello delle nostre culturali italiane, è oggi al centro di un profondo ripensamento, complici la rinnovata concezione di patrimonio culturale e il riconoscimento indiscusso di un ruolo attivo ai cittadini e alle comunità. La ricerca si inserisce così nell’ampio dibattito sul “fare tutela” oggi: parte dalla ricognizione, dallo studio e dall’ analisi di procedure ed esperienze concrete e indaga sulla possibilità di nuove azioni in linea con le esigenze dell’attualità.
Primo focus della ricerca, il progetto sulla tutela per l’architettura contemporanea “Ereditare il presente. Architettura italiana 1945 > Conoscere | Tutelare | Valorizzare” .

Aymonino - Rossi - Unità residenziale Monte Amiata - Foto di Marco Introini
La tutela del patrimonio culturale: attori, contesti, sfide