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24 June 2024

Il rafforzamento del ruolo della pianificazione paesaggistica è tra le principali novità introdotte dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 e presenta particolare rilevanza ed evidenza. Il 12 giugno 2023, nella sedi della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, si sono svolti – a completamento della ricerca La pianificazione e la tutela del paesaggio – tre tavoli tecnici partecipati da rappresentanti delle Regioni, del Ministero della Cultura e di esperti del settore che hanno approfondito alcuni dei nodi principali del processo di pianificazione.

Tre i temi trattati dai tavoli di lavoro e scelti alla luce delle testimonianze raccolte dai professionisti impegnati presso le Regioni e presso il Ministero della Cultura nei diversi proceddi di redazione approvazione e attuazione di Piani paesaggistici, intervistati durante la nostra attività di studio.

Il processo di copianificazione

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio demanda (art. 143, comma 2) ad apposite intese tra le Regioni, il Ministero della Cultura e il Ministero dell’ambiente la definizione del metodo di elaborazione congiunta dei piani paesaggistici e prevede che il Piano congiuntamente elaborato sia poi oggetto di un apposito accordo conclusivo fra lo Stato e la Regione, inquadrabile nel modello generale dell’art. 15 della legge n. 241 del 1990, per essere, infine, approvato con provvedimento regionale.
A partire dalla lettura dei diversi documenti (accordi, protocolli e disciplinari di intesa) e dalla esperienza portata dai partecipanti, il tavolo – moderati da Paolo Carpentieri,  già capo Ufficio legislatico del Ministero della Cultura e oggi presidente del TAR Emilia-Romagna e Patrizia Marzaro, professore ordinario di Diritto Amministrativo all’Università degli Studi di Padova – si è soffermato sull’analisi della organizzazione operativa dei processi di copianificazione, sulle criticità emerse o sulla efficacia delle intese avviate, valutando la capacità di sintesi del processo di copianificazione rispetto alla molteplicità di interessi rappresentati dal Piano paesaggistico.

La tutela nel Piano e con il Piano

All’interno del Piano è prevista la cosiddetta “vestizione” per aree e beni paesaggistici o immobili tutelati per legge o perché dichiarati di interesse pubblico, una “disciplina intesa ad assicurare la conservazione dei valori espressi dagli aspetti e dai caratteri peculiari del territorio considerato”. Una operazione di grande complessità di cui il tavolo indaga criteri e strumenti con l’obiettivo, in particolare, di individuarne l’efficacia ai fini delle procedura di tutela. Moderato da Emanuela Carpani, Soprintendente ABAP Città Metropolitana di Milano e Carla Di Francesco, già Segretario generale del Ministero della Cultura e membro del Consiglio Scientifico della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, il tavolo si interroga su quanto il Piano possa o debba orientare la qualità dei singoli interventi di trasformazione paesaggistica.

L’attuazione del Piano

Problemi strutturali e contingenti hanno di fatto limitato il numero dei piani paesaggistici a oggi approvati e anche nel caso dei piani approvati ne è ancora problematica l’attuazione, spesso per via di una organizzazione settoriale delle competenze. Nel tavolo è sollecitata nei partecipanti una riflessione sulle pratiche di integrazione sperimentate sia in fase di programmazione che di valutazione. Altra questione aperta è quella relativa all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali, seguita da quella dell’attivazione dei contenuti strategici dei Piani paesaggistici. Hanno moderato Francesca Calace, Professore Associato di Urbanistica, Politecnico di Bari e Anna Marson, Professore Ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università Iuav di Venezia

Ai tavoli si sono confrontati 24 tra funzionari e dirigenti delle Regioni e degli uffici territoriali del Ministero della cultura.
Il dibattito è stato vivace e partecipato, sia nella individuazione delle criticità – che risultatno trasversali fra le Regioni – che nella condivisione di alcune istanze da intendere come ‘raccomandazioni’, spunti da cui partire per il miglioramento dell’azione di pianificazione, tutela e gestione del paesaggio, a valle dell’esperienza maturata a 20 anni dall’entrata in vigore del Codice del Beni culturali e del paesaggio: la necessità di dedicare una particolare attenzione alle competenze coinvolte nella redazione del Piano e la necessità di garantire la continuità delle risorse umane presenti nelle varie fasi della pianificazione; l’utilità della pubblicazione di circolari e linee guida redatte a livello nazionale; l’importanza di prevedere l’approvazione del Piano per stralci.
L’esperienza dei tavoli tecnici, inoltre, ha sollecitato la richiesta da parte dei partecipanti di spazi di confronto fra le amministrazioni di natura operativa e periodica.

Approfondimenti

Il progetto di ricerca
Pianificazione e tutela paesaggistica

Immagine
Italia, Puglia, Capitanata, Cerignola (FO). Veduta della campagna dalla SP83. Foto d Marco Introini