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7 August 2023
Valutiamo sempre, in continuazione. Non ci sarebbe postura eretta senza valutare di continuo la posizione e il rapporto con l’ambiente circostante, e c’è chi afferma che proprio nella necessità di mantenere un equilibrio precario e dinamico su due sole gambe risieda la ragione profonda per staccarci percettivamente dal contesto che ci attornia, la radice ancestrale della propriocezione e dell’autocoscienza.
Valutiamo sempre, sia istintivamente, affidandoci a una sapienza interiorizzata geneticamente, sia consapevolmente; dietro ogni scelta, dietro ogni azione c’è una valutazione, più o meno complessa, più o meno immediata, più o meno azzeccata o pertinente. […]
Eppure valutare, uscendo dall’istintività del momento, è l’unico modo per accumulare conoscenza, soprattutto nella costruzione e nella gestione di politiche – e specie le politiche sociali e culturali – per capire quanto sia stata efficace l’azione, come abbia mutato il contesto in cui operiamo, se l’ha fatto, come abbia cambiato i nostri riferimenti, se l’abbiamo consentito.
Luca Dal Pozzolo, Uomini e topi: una specie di premessa in Annalisa Cicerchia, Che cosa muove la cultura. Impatti, misure e racconti tra economia e immaginario, Editrice Bibliografica

Alla valutazione dei progetti culturali, la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali dedica una vera e propria “special edition” di Cantiere città, rivolta a Bergamo e Brescia, Capitale italiana della cultura 2023.

Scopo dell’iniziativa è quello di riportare al centro dell’attenzione di chi attua i progetti culturali l’importanza della valutazione.
Se infatti è vero che nel nostro quotidiano tutti valutiamo sempre per trarne delle indicazioni su come procedere ed estrapoliamo delle lezioni apprese per capire quali scelte operare in futuro, spesso questa azione è inconsapevole. Abbiamo invece bisogno di esplicitare questa operazione e di inserirla in un ragionamento strategico capace di mettere insieme gli obiettivi che ci siamo prefissi con i cambiamenti che sono avvenuti.
Specie nella progettazione culturale, quindi, valutare è una operazione che non è possibile effettuare esclusivamente ex-post; valutare dovrebbe essere un compito che si prende in considerazione dal momento in cui si formula l’idea progettuale e se ne dettagliano gli obiettivi, che si tiene a mente durante la esecuzione del progetto, raccogliendo dati, e che si corona a valle dell’iniziativa, magari in maniera reiterata nel tempo.

Si comincia con 4 workshop, il 24 luglio a Bergamo e il 25 a Brescia: la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha realizzato, per ciascuna città, un primo incontro con lo staff del Comune che si occupa del programma di Capitale italiana e della sua comunicazione, un secondo appuntamento, con gli enti attuatori di progetti compresi all’interno del calendario della Capitale. Durante questi due appuntamenti, insieme ad Alessandro Bollo abbiamo avviato con le città una riflessione su metodologie e indicatori per la valutazione e il monitoraggio.
Il percorso prosegue sugli stessi temi con gli appuntamenti autunnali.

Una nuova occasione, questa, per la promozione di una cultura della valutazione delle politiche culturali, tema che trova anche un inquadramento teorico nella nostra recente pubblicazione “Capitale italiana della cultura. Dal 2015 al 2022: dati, esperienze, cambiamenti“: nell’analizzare gli effetti che l’iniziativa ha avuto sulle città che si sono assicurate il titolo in tutte le edizioni fino ad oggi (Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena, Mantova, Pistoia, Palermo, Parma e Procida), confrontandone i dossier e le attuazioni, il volume ha posto rilevanti questioni metodologiche ed è stato un tassello importatne per la messa a punto di uno specifico modello di valutazione, ex post e in itinere, dell’iniziativa Capitale italiana della cultura.

Approfondimenti

Vai alla pagina di questo sito dedicata al progetto Cantiere Città

Vai alla pagina di questo sito dedicata al progetto “Capitale italiana della cultura: analisi e valutazione dell’iniziativa”

Leggi Capitale italiana della cultura. Dal 2015 al 2022: dati esperienze cambiamenti