Leggi l'informativa sul trattamento dei dati personali per il servizio di newsletter e dai il tuo consenso informato al trattamento dei tuoi dati per le seguenti finalità

Puoi comunque annullare l'iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Usiamo Mailchimp come piattaforma di marketing e newslettering. Leggi la policy per la privacy di Mailchimp.

Patrimonio immateriale UNESCO:
verso un Osservatorio nazionale

“Per patrimonio culturale immateriale s’intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”.
(Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, Parigi 2003).

Il contesto

L’UNESCO ha adottato nel 2003 la “Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”, ratificata dall’Italia nel 2007.
Dal 2008 ad oggi, sono stati 14 gli elementi italiani iscritti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale UNESCO che raccoglie complessivamente 584 elementi da 131 paesi del mondo.
Sapere artigiano, colture tradizionali, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti collettivi, tecniche costruttive e pratiche culinarie: un patrimonio di conoscenze e saperi trasmesso di generazione in generazione, che racconta le nostre comunità e la creatività umana.

Ancor più che il patrimonio materiale, il patrimonio immateriale è tanto fragile quanto importante per preservare la diversità culturale e l’identità delle comunità: riconoscerlo e tutelarlo significa promuovere lo scambio interculturale e incoraggiare il rispetto reciproco di usi, costumi e tradizioni locali.

Il progetto

Presso il Ministero della cultura è stato istituito l’Osservatorio nazionale per il patrimonio immateriale dell’UNESCO, che ha il compito di monitorare, comprendere, valutare e orientare lo stato e l’attività degli elementi italiani iscritti nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali supporta il Segretariato Generale del Ministero della cultura nel processo di costituzione e di avvio dell’Osservatorio.

Gli obiettivi

La Fondazione scuola dei beni e delle attività culturali, con il Segretariato generale, studia un progetto di dettaglio e propone possibili modelli di “governance” perché l’Osservatorio possa svolgere con successo i compiti e le funzioni di ricerca, monitoraggio, e valorizzazione previsti in fase di istituzione.

A tal fine, programma di:

  • definire le attività e le modalità operative di intervento;
  • individuare le possibili risorse conoscitive ed organizzative utili all’avvio e al proseguimento delle attività;
  • predisporre un sistema di comunicazione integrata e organizzare gli strumenti e le modalità per la raccolta, lo scambio e la diffusione delle informazioni e delle comunicazioni, funzionali all’efficacia e al buon andamento delle attività.

Le fasi

Analisi di contesto
Mentre un’attività di ricerca è volta allo studio di istituzioni che, in ambito internazionale, operino con obiettivi affini a quelli dell’Osservatorio Nazionale in Italia, parallelamente, la ricognizione del materiale documentale esistente sugli elementi iscritti alla Lista UNESCO è fondamentale per procedere alla sua organizzazione e restituzione, in chiave di valorizzazione e a supporto della salvaguardia.

Progettazione
Il modello organizzativo di funzionamento dell’Osservatorio viene proposto tenendo in conto gli esiti della ricerca, per favorirne l’avvio e la sostenibilità nel tempo. Contemporaneamente viene prefigurato un modello di piattaforma informatica con funzione di servizio e di comunicazione delle attività dell’Osservatorio, aperta agli elementi iscritti e agli esterni.

a che punto siamo

tutti i progetti di innovazione e sperimentazione

Capitale italiana della cultura: analisi del programma

La Fondazione affianca il Segretariato Generale del Ministero della cultura, in un progetto per la valutazione ex post e in itinere del programma “Capitale italiana della cultura”. Un’occasione per un’analisi sugli impatti dell’iniziativa sui territori, imprese culturali e creative e sui policy maker, oltre che per una riflessione metodologica su indicatori e metodi di misurazione in ambito culturale.

Capitale italiana della cultura: analisi del programma
Capitale italiana della cultura 2024: capacity building

Un programma per sostenere i progetti di sviluppo a base culturale delle città finaliste alla selezione “Capitale italiana della cultura”, per l’anno 2024. Il Ministero della cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno ideato un percorso innovativo per accompagnare le città finaliste nella realizzazione dei progetti più meritevoli, rafforzare le competenze dei promotori e le reti territoriali.

Capitale italiana della cultura 2024: capacity building
Itinerari culturali

Il programma degli Itinerari Culturali è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. Su territorio italiano si sviluppano 27 degli Itinerari Culturali certificati. La Fondazione Sscuola dei beni e delle attività culturali affianca il Segretariato Generale del Ministero della cultura nella realizzazione di una strategia nazionale per la promozione di questo innovativo modello di valorizzazione del territorio.

Itinerari culturali
FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri

L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. e la Fondazione avviano una ricerca congiunta mirata a definire, in un’ottica di sostenibilità economica, gestionale e organizzativa, il modello di gestione e il business case del nuovo polo culturale multifunzionale, denominato Fabbrica delle Arti e dei Mestieri (FAM). Sorgerà nella sede della prima Zecca dell’Italia unita.

FAM Fabbrica delle arti e dei mestieri
L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale

L’Unione Europea dichiara il 2018 “Anno Europeo del patrimonio culturale” e il Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il Turismo ne coordina l’Agenda italiana. A distanza di un anno, una valutazione degli effetti di questa iniziativa sulle imprese culturali e creative, sulla partecipazione culturale e sui policy leader.

L’Impatto prodotto dall’Anno europeo del patrimonio culturale
Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia

La ricerca, in essere con la collaborazione tra Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, analizza – ai fini di una nuova definizione e regolamentazione – i rapporti fra il Parco e gli operatori che svolgono le proprie attività imprenditoriali all’interno del Parco Sommerso di Baia.

Rapporti tra pubblico e privato nel Parco Sommerso di Baia
Una città, venti musei: quattro distretti

Per migliorare l’offerta pubblica dei suoi Musei, Milano guarda alle più interessanti e avanzate esperienze internazionali e lavora a un piano strategico che reinventa la relazione tra i musei civici, la città e il pubblico. L’ indagine della Direzione Cultura del Comune di Milano è realizzata in collaborazione con questa Fondazione e con il Centro di Ricerca ASK Università Bocconi, l’ICAMT e PTSCLAS.

Una città, venti musei: quattro distretti
Agenda Urbana

La ricerca intende acquisire un quadro conoscitivo dinamico sui profili professionali del patrimonio culturale e sui relativi sistemi di formazione e reclutamento. Tale tema, oltre ad essere al centro di un dibattito europeo, risulta di prioritario interesse per la missione della Fondazione stessa.

Agenda Urbana