Leggi l'informativa sul trattamento dei dati personali per il servizio di newsletter e dai il tuo consenso informato al trattamento dei tuoi dati per le seguenti finalità

Puoi comunque annullare l'iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Usiamo Mailchimp come piattaforma di marketing e newslettering. Leggi la policy per la privacy di Mailchimp.

10 October 2022

Inizia una nuova fase per l’International School of Cultural Heritage – ISCH, giunta quest’anno alla terza edizione dedicata alle tecnologie per l’archeologia, e volta a stimolare il confronto tra professionisti italiani e professionisti stranieri sulle best practice relative all’uso delle nuove tecnologie digitali per la cura, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

Dopo l’intenso programma formativo online e conclusosi lo scorso maggio, a partire da ottobre 2022, ventiquattro professionisti provenienti da sette diversi paesi dell’area mediterranea (Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Tunisia e Macedonia del Nord) arrivano a Roma per iniziare un periodo di lavoro sul campo presso musei, istituti culturali, parchi archeologici e centri di ricerca d’eccellenza del Paese come l’ISPC – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Center for Cultural Heritage Technology (CCHT@Ca’ Foscari) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Il 6 e 7 ottobre, i partecipanti a ISCH 2022 sono accolti alla Biblioteca Nazionale centrale di Roma, sede degli uffici della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, e dopo aver ricevuto i saluti ufficiali dal nostro Direttore, Alessandra Vittorini, dall’Ambasciatore e Componente del nostro Consiglio scientifico, Andrea Meloni, dal nostro Coordinatore generale, Marcello Minuti e dal Responsabile delle attività internazionali, Daniela Talamo, effettuano delle visite guidate in luoghi iconici e altamente rappresentativi del sistema di gestione del patrimonio culturale italiano, come Palazzo Valentini e il Parco archeologico del Colosseo.

A partire dalla seconda settimana di ottobre e fino a fine novembre, i nostri ospiti iniziano così un periodo di ricerca sul campo – i fieldwork – lavorando a stretto contatto con le istituzioni italiane impegnate con la Fondazione nello sviluppo di questa parte del programma dedicata al confronto. Queste attività sul campo, contemporaneamente pratiche e di analisi metodologica del lavoro, permettono ai professionisti coinvolti nel programma formativo di approfondire quanto già affrontato nella parte seminariale del progetto, tenutasi la scorsa primavera sulla nostra piattaforma di formazione a distanza fad.fondazionescuolapatrimonio.it, lavorando direttamente con gli esperti che si occupano della gestione dei siti archeologici , di ricerca e istituzioni museali del nostro Paese, e confrontandosi con loro su attività e casi studio specifici.

Alcuni casi studio su cui i partecipanti avranno modo di lavorare riguardano l’utilizzo di tecnologie digitali per contrastare gli scavi clandestini e il traffico illegale di beni culturali, tematica su cui verte, in particolare, il progetto sul campo che svolgeranno insieme al Center for Cultural Heritage Technology (CCHT@Ca’ Foscari) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), oppure interventi di musealizzazione che ricorrono a strumenti di virtual reality o di augmented reality, dispositivi per la creazione di mostre virtuali o lo sviluppo di applicativi di digital storytelling e Interactive Media Applications per il coinvolgimento di nuovi pubblici, l’accessibilità e la valorizzazione di siti e del patrimonio archeologico. Infatti, già durante la prima fase del programma ISCH, i professionisti avevano approfondito tramite i nostri webinar l’eventuale utilizzo di videogiochi inseriti nei percorsi culturali per facilitare la divulgazione delle informazioni e il coinvolgimento di nuovi pubblici: temi e casi studio che affrontano anche in questa seconda fase del progetto, lavorando con esperti e professionisti di istituzioni come Coopculture, Civita o Brescia Musei. Un’altra attività parte di questa seconda fase del programma riguarda invece le metodologie e gli strumenti utilizzati dai professionisti del patrimonio culturale italiano per la documentazione digitale e per la digitalizzazione dei loro depositi: queste attività, in particolare, vengono svolte collaborando con i professionisti del Parco archeologico del Colosseo e il Parco archeologico dei Campi Flegrei.

Favorendo lo scambio di conoscenze e la creazione di networking professionale che espande la missione formativa di ISCH ben al di là della semplice trasmissione di nozioni, i fieldwork che costituiscono questa seconda fase del progetto permettono così ai professionisti coinvolti di sviluppare le competenze necessarie per gestire consapevolmente l’adozione nella loro pratica professionale di strumenti, applicazioni e metodologie tecnologico-digitali di ultima generazione, a partire da esempi virtuosi presenti sul nostro territorio nazionale, come quelli su citati.