Leggi l'informativa sul trattamento dei dati personali per il servizio di newsletter e dai il tuo consenso informato al trattamento dei tuoi dati per le seguenti finalità

Puoi comunque annullare l'iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Usiamo Mailchimp come piattaforma di marketing e newslettering. Leggi la policy per la privacy di Mailchimp.

7 May 2024

Con Minicifre della cultura, nel 2023 è tornato disponibile alla comunità scientifica e ai decisori politici, agli studiosi e alla cittadinanza uno spazio unico e affidabile per la consultazione dei principali dati statistici sulla cultura in Italia.
La Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali hanno infatti avviato una raccolta sistematica di dati e informazioni quantitative sul mondo della cultura che ne presentano l’andamento e le trasformazioni, con l’obiettivo di darne restituzione continuativa, a cadenza annuale, attraverso una pubblicazione cartacea e un sito web.

Dopo Minicifre della cultura. Edizione 2023 – dedicata all’analisi del quinquennio 2018-2022 – è in lavorazione Minicifre della cultura. Edizione 2024 che sarà disponibile in autunno, presentando le rilevazioni del triennio 2021-2023.  In attesa degli esiti della nuova ricerca, pubblichiamo anticipazioni mensili di dati inediti che offrono uno sguardo sul settore culturale in Italia.

I luoghi del patrimonio culturale: qualche dato

Quanti sono i luoghi del patrimonio in Italia? Quale la regione con più musei, monumenti e aree archeologiche? Quanti visitatori li hanno frequentati?

In Italia sono 4.416 i luoghi del patrimonio, pubblici e privati: 1 ogni 13.300 abitanti, come rilevato da Istat nel 2022. Tra questi, la maggior parte sono musei, raccolte e gallerie (77%), seguiti da monumenti e complessi monumentali (16%), siti, aree e parchi archeologici (7%).
I luoghi censiti sono localizzati per il 47% nel Nord Italia, per il 28% nel Centro e per il 25% nel Sud e Isole, con la Toscana che ne registra il maggior numero (530) e la Valle d’Aosta che ne conta di più in rapporto alla popolazione residente (39 musei, monumenti e aree archeologiche ogni 100.000 abitanti).
Il 65% dei luoghi del patrimonio italiani è di proprietà pubblica, con una netta prevalenza di quelli appartenenti agli enti locali (1.993), in particolare ai Comuni, che sono cinque volte il numero di quelli statali (478).
Tra i musei, la maggior parte conserva e espone collezioni di archeologia (12%), seguiti da quelli dedicati all’etnografia e all’antropologia (10%), all’arte medievale (10%), all’arte moderna e contemporanea (7,5%). Meno rappresentati, nel totale, i musei storici (6,4%), quelli di storia naturale/scienze naturali (6%) e quelli religiosi (5%). Infine, le case museo/case della memoria rappresentano il 3% del totale, i musei di scienza e tecnica il 2% e quelli d’impresa l’1,5%.

E quanti sono stati i visitatori che li hanno frequentati?
Nel 2022 i luoghi del patrimonio italiani hanno registrato circa 107,9 milioni di ingressi, un numero che si avvicina, ma non eguaglia, quello registrato prima della pandemia da Covid-19 (nel 2018, erano stati 129,9 milioni). Le regioni con il maggior numero di visitatori nel 2022 sono il Lazio – con circa 25,8 milioni di visitatori – e la Toscana – con circa 18,4 milioni. Proprio lì, hanno sede ben 7 dei 10 luoghi del patrimonio statali più visitati nel 2022, tra cui il Parco archeologico del Colosseo e le Gallerie degli Uffizi.
Un altro dato significativo è sicuramente quello legato alla partecipazione culturale, sempre rilevato da Istat, e che fotografa un aspetto delle abitudini culturali degli italiani. Nel 2022 la percentuale di popolazione residente in Italia che ha visitato un museo, una mostra, un’area archeologica o un monumento almeno una volta nell’ultimo anno è pari al 21,7%, contro il 29,6% registrato prima della pandemia da Covid-19. A risentire del calo, sono soprattutto i musei (-9% tra 2019 e 2022). Meno intensa, seppur significativa, è la riduzione delle visite ad aree archeologiche e a monumenti, per i quali si è registrato un calo, tra 2019 e 2022, del 6%.

La prossima uscita è dedicata a cinema e spettacoli cinematografici.