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Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale

una ricerca nell'ambito di Dicolab. Cultura al digitale

Ormai diversi decenni fa l’Unione Europea ha iniziato a promuovere, attraverso programmi di ricerca e sviluppo, l’uso delle tecnologie digitali per la mediazione dei contenuti legati al patrimonio culturale. In Italia ciò ha portato a numerose sperimentazioni di soluzioni tecnologiche applicate ai contenuti di istituzioni culturali come musei e aree archeologiche. Oggi appare possibile trarre indicazioni di sintesi dai risultati di queste sperimentazioni.

Con questa ricerca intendiamo analizzare il gradimento, l’efficacia e l’impatto delle nuove tecnologie nella mediazione del patrimonio culturale, anche alla luce degli investimenti richiesti.

Il contesto

Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale è una ricerca realizzata nell’ambito di Dicolab. Cultura al digitale, il nuovo sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea – Next GenerationEU.

La ricerca in breve

Dell’ampia casistica di tecnologie disponibili per la mediazione, la ricerca restringe il campo di indagine alle sole installazioni di mediazione on site (dai dispositivi per l’interazione alle esperienze immersive, dal video mapping agli ologrammi) per esplorarne l’efficacia nel facilitare l’accesso ai contenuti culturali complessi durante le visite ai luoghi della cultura.

La ricerca valuta in particolare il gradimento del pubblico, esaminando le specificità dei diversi target di utenti, e l’impatto dell’esperienza, analizzando l’effetto cognitivo ed emotivo, con l’obiettivo ultimo di indentificare le soluzioni e gli apparati più adatti per ciascuna tipologia di visitatore.

L’indagine tiene conto anche della dimensione economica delle soluzioni digitali studiate, considerando sia i costi dell’investimento iniziale per l’implementazione che quelli per la loro manutenzione nel tempo.

Programma e obiettivi

La ricerca è articolata in diverse fasi:

  • analisi della letteratura e dello stato dell’arte: esperienze e soluzioni in uso nel contesto nazionale e approcci metodologici sperimentati con successo su scala internazionale;
  • survey sull’interesse e sull’attrattività esercitata dagli strumenti di mediazione e sul tasso di gradimento delle esperienze dei visitatori: somministrazione di un questionario a un campione di 1000 rispondenti;
  • rilevazione sul campo dell’impatto cognitivo ed emotivo, della qualità dell’interazione, del grado di coinvolgimento e di apprendimento esercitato dagli apparati digitali sui visitatori: somministrazione di questionari e interviste ex ante ed ex post a un campione di 600 visitatori e 200 operatori di 20 luoghi della cultura rappresentativi per l’eterogeneità dei beni e dei contesti territoriali;
  • analisi dei processi di realizzazione degli allestimenti tecnologici e raccolta di dati quantitativi (frequenza, durata, interazioni) di utilizzo
  • rapporto di ricerca e raccomandazioni per musei, aree archeologiche e centri storici.

Il rapporto di ricerca

Nuove tecnologie e mediazione del patrimonio culturale. Rapporto di ricerca
Analisi, evidenze e casi studio: 300 pagine che raccolgono dalla letteratura scientifica ai modelli di valutazione, dalle survey alle schede dei 20 casi-pilota.

Nuove tecnologie e mediazione del patrimonio culturale. Executive summary
Una panoramica sintetica delle principali evidenze: metodologia, clusterizzazione delle tecnologie, dati chiave da survey e rilevazioni.

Nuove tecnologie e mediazione del patrimonio culturale. Raccomandazioni
Documento operativo con 12 raccomandazioni per aiutare musei e istituzioni culturali a progettare esperienze tecnologiche sostenibili, efficaci e centrate sul visitatore

a che punto siamo

le ricerche Dicolab. Cultura al digitale

IA generativa e professioni culturali

La ricerca indaga l’impatto che le Intelligenze Artificiali generative hanno e avranno sulle professioni del patrimonio culturale italiano in termini di evoluzione delle attività attuali e di previsione di attività che la tecnologia renderà plausibilmente possibili. L’obiettivo finale è quello di individuare quali competenze, nelle professioni attualmente esistenti ed eventualmente nascenti, sono e saranno necessarie ad agire consapevolmente ed efficacemente con questi nuovi strumenti, nell’ottica di determinare i fabbisogni formativi attuali e disegnare coerenti percorsi formativi.

IA generativa e professioni culturali