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13 Maggio 2022

Si è conclusa la prima settimana del primo modulo della terza edizione dell’International School of Cultural Heritage, il laboratorio per l’incontro e il confronto tra professionisti del patrimonio culturale, italiani e stranieri, sui temi della cura e gestione del patrimonio archeologico. In questa terza edizione, dedicata alle tecnologie per l’archeologia, trentatré partecipanti provenienti da otto Paesi del bacino mediterraneo (Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Palestina, Tunisia, Macedonia del Nord) prendono parte, in primavera, ad un programma formativo intensivo online, su fad.fondazionescuolapatrimonio.it e ad una successiva attività sul campo, in Italia, prevista per l’autunno 2022.

Il primo modulo della terza edizione dell’International School of Cultural Heritage consiste in una serie di webinar che hanno luogo dal 9 al 27 maggio 2022, ed è dedicato alla digitalizzazione delle istituzioni museali, soprattutto in relazione alla conservazione, studio e valorizzazione dei siti archeologici e del patrimonio culturale. La sessione introduttiva ha visto l’intervento di relatori d’eccezione. Nella giornata inaugurale, dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Trione e Alessandra Vittorini, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Scuole dei beni e delle attività culturali, sono intervenuti: Paolo Toschi, consigliere diplomatico del Ministro della cultura, Lazare Eloundou Assomo, direttore dell’UNESCO World Heritage Centre e di Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino. In particolare, Greco ha tenuto  una lectio magistralis dal titolo “Digital Revolution and Humanism”, con una riflessione sull’ormai imprescindibile relazione tra tecnologia e umanesimo, sul ruolo del digital humanist e dei musei nella transizione digitale e sull’importanza della ricerca nel campo digitale per il miglioramento continuo dell’esperienza museale.

Nel corso di questa settimana, i professionisti Martina Bagnoli delle Gallerie Estensi, Costanza Miliani del CNR, Riccardo Giovanelli dell’Istituto Italiano di Tecnologia dell’Università Ca’ Foscari, Lorenzo Giuntini dell’Università di Firenze, Mariaelena Fedi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Giulio Lughi dell’Università di Torino hanno condiviso le loro ricerche ed esperienze sul campo, concentrandosi sulle migliori strategie per un’integrazione efficace di strumenti digitali e nuove tecnologie in campo archeologico, e nelle attività di studio, tutela e valorizzazione dei beni culturali.