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18 Gennaio 2023

18 gennaio 2023, Napoli, Palazzo Reale. Il presidente della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, Vincenzo Trione, partecipa alla cerimonia di passaggio del testimone di “Capitale italiana della cultura” da Procida 2022 a Bergamo Brescia 2023, invitato dal Comune di Procida a condividere le prime evidenze dello studio su la “Valutazione degli effetti dell’iniziativa Capitale Italiana della Cultura” che, in questi mesi, impegna la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

Dopo i saluti istituzionali del Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e del Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino, si avvicendano i diversi contributi di vertici politici e amministratori locali, giornalisti e operatori.

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, in particolare con la sua Area Supporto all’innovazione e progetti complessi, cura lo studio e la pratica di  progettualità innovative o sperimentali per lo sviluppo a base culturale e, a partire dal 2022 ha affiancato il Ministero della cultura in attività di valorizzazione dell’iniziativa Capitale italiana della cultura con due diverse azioni:

  • il progetto “Cantiere Città”, che ha offerto un percorso di capacity building rivolto alle sole città finaliste nella selezione 2024;
  • la “Valutazione degli effetti dell’iniziativa Capitale italiana della cultura”, che indaga dinamiche ed effetti attivi nelle esperienze delle città che abbiano avuto il titolo “Capitale italiana della cultura”, dal 2015 a oggi (Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015, Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018, Parma nel 2020-2021, Procida nel 2022 che oggi passa il testimone a Bergamo e Brescia). Lo studio è realizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali con il supporto della società PTSCLAS e sarà pubblico in primavera 2023.

In questa occasione, il presidente Trione, oltre che richiamare l’attenzione su alcuni aspetti metodologi, di sicuro interesse, relativi alla valutazione degli impatti dei progetti di sviluppo a base culturale, condivide alcune delle riflessioni emerse durante lo studio, incluse alcune le prime evidenza sull’esperienza di Procida stessa.

Un primo riscontro, di carattere generale, è l’apprezzamento per questa iniziativa di studio, considerata preziosa occasione di confronto da parte delle persone ascoltate (oltre 1.200 persone fra project manager, referenti delle amministrazioni comunali, policy maker, rappresentati delle industrie culturali e creative, esponenti della società civile e cittadini dei dieci comuni).

Quanto all’esperienza di Procida Capitale italiana della cultura 2022, su cui è stata possibile un’analisi in itinere, il confronto tra gli obiettivi emersi dai bandi e dai dossier di candidatura e i risultati raggiunti in azione, danno evidenza, in alcuni ambiti, di effetti positivi: con buoni riscontri, la Città ha investito sulla vivacità culturale, tramite azioni di rigenerazione culturale di spazi locali; ha inoltre attivato la partecipazione di diverse realtà del territorio, operatori, associazioni e di cittadini e volontari, risvegliando un sentimento di appartenenza e cura collettiva per l’isola e per il suo patrimonio materiale e immateriale; ha animato una cabina di regia interistituzionale, partecipata anche (e sostenuta con ingenti risorse) dalla Regione Campania.

I dati fin qui emersi confermano quindi quanto l’iniziativa di Capitale italiane della cultura riesca a dar vita, sui territori, a veri e propri paradigmi di programmazione territoriale a base culturale: ogni edizione è espressione di una visione della cultura e del territorio e i progetti di sviluppo culturale e le legacy diventano modelli e casi di studio.

Grazie alla collaborazione di tutte le Città coinvolte, lo studio della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e di PTSCLAS  sarà pronto e pubblicato su queste pagine, in primavera 2023.

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