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17 Febbraio 2021

È conclusa la ricerca avviata dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali con l ‘obiettivo di acquisire un quadro conoscitivo dinamico sui profili professionali del patrimonio culturale e sui relativi sistemi di formazione e reclutamento, in Italia.

I risultati della ricerca, presentati pubblicamente nell’appuntamento del 18 febbraio 2021, diventano una occasione per fare il punto sul delicato – e quanto mai attuale – tema dei profili, delle competenze e della formazione.
L’indagine si è mossa su due canali: da un lato, l’analisi del rapporto tra la formazione professionale e le ricadute nel mondo del lavoro in termini di occupabilità; dall’altro lato, gli affondi sulla struttura e le figure professionali all’interno di una selezione rappresentativa dei luoghi della cultura.

I dati e le osservazioni che emergono dalla ricerca offrono, quindi, più di uno spunto di riflessione per coloro che nell’attuale fase sono chiamati a disegnare i processi di lavoro dei professionisti del patrimonio culturale.  Affiorano con ricorrenza alcuni temi .
La necessità di riaffermare la centralità di figure legate alla tutela e alla conservazione, ma anche l’urgenza di lavorare su nuovi ambiti: la sostenibilità, la valorizzazione, la comunicazione, il digitale.
Il radicale cambio di paradigmi culturali del momento storico presente che esige dall’offerta formativa del nostro Paese e dell’Europa tutta, radicali ridefinizioni di campo: e quindi un ripensamento dei saperi tradizionali e l’apertura al mondo che viene.
L’esigenza di ripensare nuovi sistemi educativi nel senso della multidisciplinarità, il superamento della separazione tra mondo della formazione e mondo del lavoro .
Sfide che in Fondazione Scuola dei beni e delle attività cuturali si affrontano lavorando sulla trasversalità, nella formazione e nella ricerca, anche tra mondi, in una logica di condivisione dei temi e dei linguaggi.

Qui il Rapporto di ricerca e la documentazione allegata.