Competenze per il patrimonio culturale: il database
Questo database, non esaustivo e implementabile nel tempo, prende in considerazione le professioni intellettuali di livello direttivo (EQF 6-8), tradizionali ed emergenti, riferite al settore di mercato interno UE “Industrie culturali e creative”, sub-settori “Patrimonio culturale” e “Archivi e biblioteche”; sono escluse le professioni artigianali e tecniche. L’esigenza di osservare a livello macroscopico le traiettorie di interesse crescente nel settore, integrando i risultati in una tassonomia dedicata, ha reso opportuno svolgere una ricognizione sia nella normativa in materia di definizione di profili professionali, sia nella letteratura di settore, a partire soprattutto dai più recenti documenti europei: nella mappatura così generata, che non intende ovviamente essere esaustiva, sono stati descritti 23 profili professionali, 120 ruoli / funzioni e oltre 750 attività.
La logica di popolamento si fonda innanzitutto sui dati disponibili nella rispettiva norma di riferimento.
Nei casi in cui questi dati non sono dettagliati nella specifica norma, laddove possibile e coerente, il DM 244/2019 costituisce il riferimento per l’individuazione del “Profilo base” e della “Attività base” ai quali far risalire profili, ruoli e attività genericamente citati in altre fonti normative.
Il testo degli allegati al DM 244/2019 definisce per ciascuna figura professionale
- Riferimento al codice ISTAT CP2011 (profilo)
- Attività caratterizzanti / compiti fondamentali
- Per ogni attività caratterizzante, le rispettive competenze associate, ciascuna delle quali articolata in abilità e conoscenze
- Requisiti di accesso (di studio ed esperienza professionale)
Il decreto inoltre ripartisce le attività in macro-attività e sotto-attività; solo nel secondo caso le singole attività sono declinate in termini di competenze.
L’obiettivo di individuare i fabbisogni di competenze anche emergenti per i processi di lavoro nel patrimonio culturale ha poi condotto ad un’estensione della mappatura rispetto alla “fotografia” delle professioni già normate, intercettando le linee di sviluppo più evidenti.
Ciascun profilo è stato associato, ove disponibile, al rispettivo Codice CP ISTAT 2011, alla tipologia di titolo (laurea, laurea magistrale, ciclo unico, master primo livello, master secondo livello, scuola di specializzazione, dottorato di ricerca), e ai ruoli / funzioni normati, a partire dall’Accordo MIBAC_OO.SS. 20/12/2010.
Infine, è stato attribuito a ciascun profilo un gruppo, riconducibile alla famiglia professionale di riferimento: Archeologia, Archivi, Biblioteche, Diagnostica, Antropologia, Arte, Architettura, Paleontologia, Musei, Logistica e sicurezza, Restauro, Patrimonio culturale e sviluppo territoriale, Paesaggio, Amministrazione, Mediazione, Comunicazione.
L’alto numero dei campi di database “non definiti” restituisce la disomogenità di applicazione di una tassonomia esaustiva a profili e ruoli.