Progetti europei CHARTER the European cultural heritage skills alliance è il progetto finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea con l’obiettivo di costruire una strategia europea per le professioni del patrimonio culturale: l’analisi, su scala europea, dell’ecosistema cultural e dei processi di formazione e occupazione, consente di individuarne le criticita e di disegnare una politica di lungo termine per la riconoscibilità e valorizzazione delle professioni culturali sia a livello sociale che economico.
15 Ottobre 2024

Allo scadere dei suoi quattro anni di lavoro, CHARTER The european heritage skills alliance ne presenta gli esiti agli stakeholder europei, il 22 ottobre 2024, presso la Delegazione del Governo della Catalogna presso l’Unione Europea a Bruxelles, in Belgio.
In quattro anni di studio e analisi dell’ecosistema culturale, il progetto europeo che unisce comunità scientifica e accademica, operatori culturali, enti formativi, società civile e decisori politici in un consorzio composto da 21 partner effettivi (più 7 affiliati e 19 associati) da 14 Paesi europei, ha indagato e individuato le criticità che ostano al riconoscimento del settore culturale e dei suoi professionisti come forza economica.
Diversi gruppi di lavoro hanno contributo all’analisi: hanno in primis individuato le aree funzionali e le attività che assicurano il funzionamento dell’ecosistema culturale, hanno individuato e definito profili professionali e competenze, hanno mappato programmi di istruzione e formazione in Europa, al fine di individuare le eventuali lacune del sistema e le aree di intervento su cui intervenire.
Oltre che dati quantitativi e qualitativi, strumenti e approfondimenti, in questa occasione, CHARTER The european heritage skills alliance fornisce ai policy maker europei nuove chiavi di lettura e una tabella di marcia completa che tenga conto, in particolare, della necessità di lavorare sin d’ora a risposte utili negli scenari futuri: 12 raccomandazioni, che facciano da guida, per una strategia condivisa. È necessario, per esempio, orientarsi verso nuovi modelli di formazione, capaci di integrare le competenze tecniche proprie delle professioni del patrimonio culturale con abilità relazionali-comportamentali trasversali: questo approccio innovativo favorirebbe una proposta formativa in linea con le esigenze del lavoro, agevolando la mobilità dei professionisti all’interno dell’ecosistema culturale. Necessario, ancora, progettare strumenti di tracciamento e riconoscimento socio-economici in grado di sviluppare politiche fondate su dati affidabili, dando la giusta rilevanza al settore e ai suoi professionisti.
È Martina De Luca, responsabile area Formazione della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali che, nel consesso europeo composto da rappresentanti istituzionali, accademici, esponenti di categorie professionali, porta l’attenzione degli ascoltatori su quali siano le competenze necessarie per il futuro dal punto di vista di chi eroga la formazione.
In vista della chiusura ufficiale dei lavori del progetto CHARTER, a dicembre 2024, l’appuntamento di Bruxelles è anche l’occasione per parlare dell’eredità di CHARTER, una legacy non solo da preservare ma anche da valorizzare: un modello di lavoro, anche, che si è rivelato particolarmente efficace nel mettere in dialogo la ricerca, le categorie professionali e le istituzioni politiche e nel coinvolgere tutti gli attori del settore.
Nell’appuntamento organizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali a Roma, il 6 novembre 2024, rivolto agli stakeholder italiani, prima di concentrarsi sullo specifico contesto italiano, saranno commentati i contenuti presentati a Bruxelles.






