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4 Agosto 2023

Fornire ai decisori politici, alle istituzioni per la cura e gestione del patrimonio culturale, a chi si occupa di formazione, gli elementi quantitativi e qualitativi per attuare interventi mirati ad avere professionisti adeguatamente formati per operare nel complesso ecosistema del patrimonio culturale.

Con questo obiettivo, il progetto CHARTER – The European Cultural Heritage Skills Alliance, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, ha realizzato e reso pubblico un nuovo rapporto di ricerca, Identifying gaps and needs in the educational and training programmes: lo studio  –  a cura del gruppo di lavoro Work Package 3 – WP3 di cui fa parte la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali –  analizza le lacune del sistema della formazione dei professionisti del patrimonio culturale e individua le aree prioritarie di intervento.
È fondamentale, in premessa, che sia finalmente e pienamente riconosciuto al settore del patrimonio culturale il ruolo che nella società occupa: da questa originaria mancanza  deriva anche il mancato riconoscimento delle professioni che operano nel settore, omissione che si traduce in una conseguente lacunosa offerta formativa. Le professioni dei beni culturali, oltretutto, sono per lo più assenti dalle indagini statistiche e assente è anche lo studio del loro impatto in termini economici, con la conseguenza che è particolarmente difficile l’acquisizione di elementi per la misurazione e valutazione dell’istruzione e della formazione.

Il nuovo studio Identifying gaps and needs in the educational and training programmes restituisci i casi di studio raccolti dai partner, sia nel corso delle attività di progetto sia in contesti esterni, e li analizza criticamente. Le chiavi di lettura emerse più significative sono

  • l’elevata richiesta nei professionisti di competenze trasversali e visione multidisciplinare per affrontare le sfide che interessano il settore e investono il settore dello sociale, del management, dell’imprenditorialità, della comunicazione digitale, ecc
  • la necessità di rendere la pratica professionale sostenibile per affrontare le sfide globali in modo innovativo, duraturo e di impatto
  • l’opportunità, cresciuta con la crisi pandemica, di incrementare la formazione digitale: l’ascesa delle tecnologie digitali è uno dei fattori più tangibili tra le trasformazioni attive nel settore, da sfruttare non solo per migliorarne l’accessibilità ma anche per aggiornare le competenze e le pratiche dei professionisti
  • i risultati di apprendimento dei percorsi formativi dovrebbero essere collegati ai profili professionali
  • le dinamiche occupazionali risentono della mancanza di visibilità delle professioni del patrimonio culturale
  • le competenze e professioni emergenti non rientrano acnora nei confini della codificazione tradizionale del settore e vanno urgentemente definite, riconosciute e integrate nei programmi formativi e occupazionali rivolti ai professionisti della cultura.

Tutti i rapporti di studio prodotti nelll’ambito del progetto CHARTER – The European Cultural Heritage Skills Alliance sono disponibili per consultazione nella sezione ‘Results‘ del sito ufficiale.

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