International School Un ponte tra Paesi per la condivisione di buone pratiche
1 Luglio 2021
2 Luglio 2021

Giunge al termine, dopo 4 mesi di lavori, la seconda edizione della International School of Cultural Heritage, laboratorio permanente dedicato all’incontro tra professionisti italiani e stranieri del patrimonio culturale e dedicata nella fattispecie al tema “Archaeological Parks and Museums: management approaches and community involvement”.
Dalla tutela, conservazione e ricerca, passando per gli strumenti di gestione economica e finanziaria, e per le buone pratiche per garantire inclusione e accessibilità, fino al rapporto con il territorio, l’ambiente e il paesaggio, tanti i temi affrontati nel corso della edizione 2021. Esclusivamente on line, il programma si è strutturato intorno a 12 incontri seminariali, seguiti da altrettanti tavoli di lavoro, per approfondire, in un contesto di scambio informale e diretto, la discussione di esperienze condivise da relatori e partecipanti.
Un programma disegnato in armonia con le proposte tematiche avanzate in occasione della chiusura formale della prima edizione, direttamente dalle istituzioni culturali straniere coinvolte: e si è confermato, in effetti, l’interesse da parte dei colleghi stranieri, per le pratiche e politiche per l’accessibilità, per le strategie di inclusione delle comunità di prossimità, nonché per l’utilizzo delle tecnologie digitali sia a scopi scientifici che di valorizzazione del patrimonio archeologico.
Oltre alla formula del doppio appuntamento, seminariale e laboratoriale, i 32 professionisti coinvolti, provenienti dai Paesi del sud del Mediterraneo e Medio Oriente, con l’aggiunta di 2 colleghe dai Paesi associati dell’America Latina hanno dato riscontro positivo alla sperimentazione di una versione interamente virtuale del programma: è stata inoltre particolarmente apprezzata la possibilità di condivisione e fruizione di contenuti e materiali on demand offerta dalla piattaforma e-learning della Fondazione.
Il ciclo di incontri ha visto i professionisti invitati confrontarsi con 19 relatori italiani – tra direttori, funzionari, esperti di istituzioni e enti – circa la replicabilità dei casi discussi nei loro diversi contesti di provenienza. Si sono prestati al confronto con i colleghi stranieri, professionisti provenienti da 5 musei archeologici, 5 parchi archeologici oltre che dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio culturale così gettando le basi per future collaborazioni o gemellaggi tra gli enti coinvolti.
E con questa esperienza, la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali si conferma nel panorama nazionale ed internazionale quale centro di competenza sulla gestione del patrimonio culturale, promotore di sviluppo e nuove opportunità, di scambio e rete.
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