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15 Maggio 2024

Sono architetti, archeologi, curatori, registrar, direttori di musei e organizzazioni culturali, conservatori e archivisti impegnati nella cura o nella gestione di depositi e provengono da istituzioni museali, parchi archeologici, spazi espositivi italiani e francesi: 20 professionisti, individuati attraverso una selezione pubblica, con due periodi di mobilità uno in Francia e uno in Italia, partecipano a Gestire i depositi. Attori, strumenti, prospettive,, l’iniziativa di formazione e scambio curata congiuntamente da Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e Institut Nationale du Patrimoine (INP) di Parigi.

La settimana in Italia

Dopo la settimana di mobilità in Francia, dall’11 al 15 marzo – con le visite presso il Centre de conservation du Louvre à Liévin, il Louvre Lense e il Centre de Conservation et d’Etude archéologique de Poitiers e altre esperienze – il programma prosegue dal 13 al 17 maggio 2024, con il periodo di mobilità in Italia.
Il gruppo si ritrova a Roma ed è impegnato in un fitto programma di lezioni, laboratori e tavole rotonde, e visite studio il presso Parco Archeologico del Colosseo, il MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, e il Deposito di Santo Chiodo e Museo Diocesano di Spoleto.

Accolti da Alessandra Vittorini, Direttore della Scuola dei beni e delle attività culturali, e da Massimo Osanna, Direttore generale Musei del Ministero della Cultura, nella prima giornata, con una tavola rotonda, i partecipanti rilettono su standard museali e normative nazionali, si confrontano su prassi e funzioni di inventariazione e su metodi di organizzazione e gestione degli spazi; nei momenti laboratoriali del pomeriggio, raccolti in gruppi, i professionisti seguono il confronto avviato in Francia a partire dalle proprie esperienze, con un’attenzione particolare alla digitalizzazione e alla conservazione, le problematiche relative ai depositi all’interno di edifici storici e la concezione di deposito attuale, nel rapporto tra musei, collezioni e territori.
Il secondo giorno, con la visita di studio al Parco Archeologico del Colosseo, a partire dalla specificità del contesto archeologico, il gruppo approfondisce alcuni aspetti di valorizzazione e accessibilità mentre l’intervento di Christian Greco sull’esperienza del Museo Egizio di Torino che dirige e quello di Luca Mercuri, dirigente del Ministero della Cultura, sul progetto “Il Racconto della Bellezza” spostano l’attenzione sull’attuale dibattito sulla conservazione e sulla valorizzazione delle collezioni in deposito. La giornata si conclude con una visita al Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo, istituto di provenienza di una delle partecipanti al programma.
Due visite studio, nella giornata di mercoledì: il MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, per conoscere, con la guida di Margherita Guccione, direttore scientifico del progetto Grande MAXXI, alcuni metodi di conservazione del patrimonio artistico contemporaneo, architettonico e fotografico e le diverse fasi della progettazione di una nuova struttura di deposito; la sede dei Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, dove visitare il particolarissimo “deposito” dove transitano e sono conservati artefatti recuperati attraverso l’attività di contrasto al traffico illecito dei beni culturali svolta dal Nucleo.
Continua il programma con una giornata di trasferta a Spoleto, dedicata al tema dei depositi di sicurezza ed emergenza: la visita al Deposito di Santo Chiodo è arricchita degli interventi del Soprintendente Giuseppe Lacava, del responsabile del deposito Giovanni Luca Delogu, di Marica Mercalli, già Direttrice della Direzione generale Sicurezza del patrimonio culturale del Ministero della Cultura e dei funzionari della Regione Umbria responsabili del progetto di ampliamento del deposito e recupero dell’ex mattatoio della città, nell’ambito delle progettazioni legate ai finanziamenti PNRR; il responsabile Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia accompagna invece il gruppo in una visita del Museo Diocesano di Spoleto e alla Sala della bellezza ritrovata, dove sono in esposizione anche opere restaurate e conservate presso il Deposito di Santo Chiodo.
La giornata conclusiva del progetto ospita l’intervento di Sandra Kisters, Head of Collections and Research del Boijmans Van Beuningen Museum di Rotterdam, che racconta il progetto e caso studio internazionale del Depot Boijmans Van Beuningen, il più grande deposito museale completamente accessibile al pubblico, inaugurato nel 2021. A seguire, Maria Vittoria Marini Clarelli, dirigente Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, chiude la settimana con un intervento di sintesi che riprende le questioni centrali del dibattito contemporaneo relativo al tema dei depositi, rivolgendo uno sguardo alle prospettive future che si aprono dalle pratiche e sperimentazioni in corso.

I partecipanti

Provengono da contesti diversi per titolarità, dimensione e tipologia di collezione i partecipanti a questa iniziativa che potranno costituirsi come una comunità di pratica per la ricerca condivisa di metodi e strategie innovative, capace di contribuire al dibattito nazionale e internazionale in corso su questi temi.
Tra gli obiettivi del programma anche quello di scoprire e valorizzare le specificità dei rispettivi contesti di provenienza, favorendo l’acquisizione di un punto di vista rinnovato sulle proprie istituzioni, tra cui: Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), Museo D’arte Orientale della Direzione Regionale Musei Veneto, Musei Civici di Verona, Istituto Villa Adriana e Villa D’este, Museo Civico Di Modena,Fai – Fondo Per L’ambiente Italiano, Museo Nazionale Romano, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Musei Civici di Cremona (Settore Cultura e Turismo Del Comune Di Cremona), Direzione Regionale Musei delle Marche – gli italiani – e Archives nationales, Musées de la ville du Mans, Fondation Custodia, Centre historique minier de Lewarde, Musée Unterlinden, Bibliothèque municipale classée de Rouen, Musée du Louvre, Musée du Louvre, Musée de Saint-Malo, Musée archéologique d’Istres – i francesi – .

Approfondimenti
Nato nella cornice dell’Accordo quadro firmato tra Institut national du patrimoine e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali nel novembre 2022, il progetto constribuisce all’obiettivo di coltivare le relazioni bilaterali tra Italia e Francia anche attraverso sinergie e iniziative congiunte nell’ambito del patrimonio culturale, nello spirito del Trattato del Quirinale, sottoscritto nel 2021 tra la Repubblica Italiana e la Repubblica francese, per una cooperazione bilaterale rafforzata.
Il progetto rientra tra le iniziative che la Scuola dei beni e delle attività culturali dedica – con il programma Competenze in movimento – a promuovere lo scambio di buone pratiche fra professionisti italiani e stranieri e sostenere l’internazionalizzazione del sistema cultural italiano.