Digital Digital MAB è una iniziativa di formazione transdisciplinare rivolta a musei archivi e biblioteche e a tutti gli istituti, pubblici o privati, che integrano collezioni museali, archivistiche e/o bibliografiche.
29 Settembre 2025

L’Archivio di stato di Roma, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari (Palermo), il Piccolo Teatro di Milano, la SIAE Società italiana Autori ed Editori (Roma), il Museo Galileo dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza (Firenze), il Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, il Museo Civico di Modena, la Fondazione di Studi storici Filippo Turati (Firenze), la Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci (Torino), il Centro nazionale di studi leopardiani (Recanati): selezionati tra xx candidature, sono questi i 10 destinatari dello stanziamento complessivo di 300.000 euro con cui Digital MAB sostiene altrettanti percorsi di ricerca-azione.
L’obiettivo è ambizioso: favorire la convergenza digitale tra musei, archivi e biblioteche attraverso percorsi sperimentali di ricerca capaci di intercettare criticità, individuare soluzioni sostenibili e consolidare buone pratiche in alcuni processi di transizione digitale: digitalizzazione e metadatazione delle collezioni; rappresentazione dei dati per la fruizione del patrimonio culturale digitale; lo studio dei pubblici digitali.
Istituzioni sorprendentemente diverse – per identità e missione, per appartenenza geografica, per consapevolezza digitale – sono accomunate dalla precisa volontà di sviscerare e risolvere con originalità specifiche difficoltà che, tuttavia, sembrano ricorrere indipendentemente dalla tipologia di collezione gestita – patrimoni materiali, immateriali, annidati: superare la frammentazione di sistemi di archiviazione e linguaggi descrittivi; integrare dati e piattaforme per una fruizione accessibile e inclusiva; sperimentare modelli innovativi di rappresentazione e valorizzazione; studiare i comportamenti degli utenti digitali per migliorare l’esperienza di fruizione; applicare tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale e il web semantico.
Nell’arco dei prossimi nove mesi, i soggetti , coinvolgono lo staff interno in un gruppo di lavoro interdisciplinare che affiancato da un tutor della Scuola dei beni e delle attività culturali, conduce la propria ricerca sperimentando soluzioni da mettere a sistema per l’intero settore.
Questa nuova azione di Digital MAB si configura come laboratorio diffuso di innovazione per il patrimonio culturale italiano che, oltre agli esiti immediati, ambisce a generare risultati e cambiamenti duraturi: ogni organizzazione produrrà anche ricerche, analisi e approfondimenti metodologici con l’obiettivo di rendere le soluzioni sviluppate replicabili in altri contesti MAB, contribuendo alla costruzione di un ecosistema digitale più accessibile, integrato e sostenibile; d’altra parte, i professionisti coinvolti potranno ripensarsi non solo come risolutori di problemi strumentali ma come artefici creativi e riflessivi.
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Cosa è la ricerca-azione
Attività e output di un progetto di ricerca-azione
















